Le banche, in genere, offrono a chi chiede un prestito due
alternative: un prestito senza reali garanzie che è la forma più
usata, oppure un prestito con garanzie concrete al pagamento del
prestito stesso (casa, titoli etc etc) ad un tasso generalmente più
basso, anche se spesso poco più basso.
Fermo restando che chi non ripaga un prestito, indipendentemente dalle
garanzie offerte, subirà conseguenze legali e diventerà insolvente con
tutto ciò che questo comporta (in primis il fatto che
subirà...pignoramenti di beni propri) non capisco quali siano nella
realtà le differenze con un prestito pignoratizio. Cambia la velocità
con cui si pignora il bene o cosa? Grazie
Hag ha scritto:
> (in primis il fatto che
> subirà...pignoramenti di beni propri) non capisco quali siano nella
> realtà le differenze con un prestito pignoratizio. Cambia la velocità
> con cui si pignora il bene o cosa? Grazie
La differenza principale sta nel fatto che se hai una garanzia reale il
cliente non dispone più liberamente del bene o meglio:
- per l'ipoteca ne può disporre ma, per il meccanismo della pubblicità,
la garanzia segue il bene senza possibilità di opposizione da parte del
terzo acquirente;
- per il pegno il cliente non dispone più del bene (che sia denaro,
titoli, orologi, quadri, forme di parmigiano, etc.etc.), ne perde il
possesso.
Nel caso in cui non ci sia una garanzia reale il cliente può liberamente
disporre del bene e la banca non può opporsi alla vendita (immobili,
titoli). Quindi la differenza sostanziale sta nel fatto che con una
garanzia reale i beni restano a presidio del rischio senza il cliente ne
possa disporre liberamente, vendendoli ed occultando il ricavato.
Una cosa che hai scritto ed è sintomatica del fatto che il sistema non
funziona è che le due tipologie di linee di credito hanno tassi
lievemente differenti. In realtà la differenza deve essere più che
notevole perchè la tipologia di rischio è completamente diversa.
Saluti.
> La differenza principale sta nel fatto che se hai una garanzia reale il
> cliente non dispone più liberamente del bene o meglio:
> - per l'ipoteca ne può disporre ma, per il meccanismo della pubblicità,
> la garanzia segue il bene senza possibilità di opposizione da parte del
> terzo acquirente;
> - per il pegno il cliente non dispone più del bene (che sia denaro,
> titoli, orologi, quadri, forme di parmigiano, etc.etc.), ne perde il
> possesso.
Quindi all'atto della stipula del prestito viene iscritta un'ipoteca
sul bene in garanzia automaticamente e, di conseguenza, quel bene
garantisce il prestito, giusto? E nel caso in cui il bene non sia
un'immobile, ma un bene che la banca può comunque essere interessta a
trattare (ad es. oro o un altro bene facilmente liquidabile come
titoli di stato, depositi etc etc) cosa avviene in concreto per
evitare che il bene sia liquidato da chi richiede un prestito? E
soprattutto è un servizio che le banche fanno o lo fanno solo su
immobili?
Grazie
> Quindi all'atto della stipula del prestito viene iscritta un'ipoteca
> sul bene in garanzia automaticamente e, di conseguenza, quel bene
> garantisce il prestito, giusto?
Se si tratta di credito ipotecario si. Ovviamente si stipula da un notaio.
> E nel caso in cui il bene non sia
> un'immobile, ma un bene che la banca può comunque essere interessta a
> trattare (ad es. oro o un altro bene facilmente liquidabile come
> titoli di stato, depositi etc etc) cosa avviene in concreto per
> evitare che il bene sia liquidato da chi richiede un prestito?
Si chiama spossessamento. Il bene rimane di proprietà del cliente ma non
ne può più disporre.
> E
> soprattutto è un servizio che le banche fanno o lo fanno solo su
> immobili?
Si usa molto il credito garantito da titoli (obbligazioni, titoli di
stato, denaro, fondi, polizze assicurative, credo che esista ancora
qualche sportello che prende in pegno gioielli e altri ammenicoli vari -
i così detti monti di pietà). In passato di più ma Prodi un giorno
decise di tassare con un ulteriore 20% i titoli personali messi a
garanzia delle linee di credito delle aziende dagli imprenditori (si
cuccavano loro gli interessi e si scaricavano dall'utile dell'azienda
quelli pagati dalla società). Ora comunque viene utilizzato,
impropriamente, come leva per moltiplicare gli affidamenti. Ad esempio
una società che merita 100 dice alla banca se ti metto a garanzia 200
tue obbligazioni mi dai 400 di fidi? La banca è contenta perchè guadagna
su 400 di fidi e su 200 di obbligazioni e spesso ci sta... Anche il
pegno comunque presenta dei rischi per la banca. Potrebbe finire in
revocatoria fallimentare, potrebbe essere raccolto male, ci potrebbero
essere delle oscillazioni nei titoli presi a garanzia etc.etc..
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