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  #1  
Vecchio 05-09-2009, 22.48.36
Fred(R)
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Predefinito 4 chiacchiere bancarie....

.... perchè, IMO, di questo si tratta.
Degli argomenti che seguono se ne chiacchiera ormai da oltre un anno.
Fatti concreti.... non ne vedo.
Ma ci continuano a dire che bisogna avere fiducia e ottimismo, quindi,
se avete tempo, ecco qua.

http://www.rainews24.rai.it


Tremonti contro le banche
Roma, 05-09-2009

Le banche non possono comandare sui governi. E' quanto ha affermato il
ministro dell'economia Giulio Tremonti in una intervista al TG1 a
margine del G20 dei ministri finanziari a Londra. Le discussioni su
stipendi e bonus dei banchieri sono l'occasione per "dare un messaggio
più generale - afferma Tremonti - non è possibile che le banche
comandino sui governi e sulla politica".

Il responsabile dell'economia ha aggiunto inoltre che "non ha senso
che le banche siano più grandi dei governi stessi, tanto che poi
quando hanno problemi questi diventano anche problemi dei governi. Le
banche devono essere al servizio della gente, non la gente al servizio
delle banche".

Una polemica a distanza con Corrado Faissola, presidente dell'Abi, il
ministro dell'Economia accusa le banche di non finanziare
adeguatamente le imprese e di essere affette da un gigantismo che le
porta a voler "comandare" sulla politica, tralasciando la propria
"funzione pubblica".

Tremonti attacca da Londra, dove si trova per i lavori del G20.
Faissola para i colpi dal workshop Ambrosetti di Cernobbio, dove ha
appena presentato i risultati raggiunti dalle banche italiane sulla
moratoria: adesioni dell'82,5% per quello che, dice, costituisce
l'intervento "di piu' largo impatto sulla liquidita' delle imprese
realizzato non solo in Italia".
Lo scontro si consuma a piu' riprese e non risparmia nulla: dai
Tremonti-bond al credito alle imprese, dalle responsabilita' delle
banche nella crisi al loro ruolo per trainare l'economia verso la
ripresa. Le critiche piovono proprio mentre Faissola
definisce il rapporto con il governo improntato a una "dialettica
serena e non conflittuale".

Credito alle imprese
"Le banche hanno raccolto molti fondi pubblici, in specie all'estero,
ma non danno sufficiente liquidita' alle imprese" e questo e' un
problema "anche italiano", ha stigmatizzato Tremonti, aggiungendo che
se "il governo ha fatto la sua parte, le banche non ancora". Quasi in
contemporanea Faissola spiegava che non sono le banche a stringere i
cordoni della borsa, ma che e' "la domanda di credito per
investimenti" a non essere "ancora decollata".

"Le banche italiane - ha aggiunto - hanno reagito molto bene
all'esigenza di non togliere ossigeno alle imprese". "Hanno in mente
il loro bilancio ma non il bilancio di insieme", insiste ancora
Tremonti. "Non c'e' contraddizione" fra le due cose,
replica ancora Faissola, ricordando che le risorse usate per i
salvataggi all'estero "in Italia sono state destinate ad altri fini".

Tremonti bond
Faissola ha riconosciuto alle obbligazioni governative di essere
state "molto utili" a prescindere dal loro utilizzo. Quando sono state
varate la crisi finanziaria era
all'apice e la sola idea di varare un aumento di capitale, ha
spiegato, "era una follia". Oggi pero' la situazione "e' radicalmente
diversa": il mercato ha ripreso a funzionare e
quindi il loro costo e' troppo elevato, come testimoniano le
riflessioni di Intesa Sanpaolo e Unicredit. Ne consegue che il ricorso
ai Tremonti-bond e' "meno utile e necessario". "Non servono alle
banche ma alle imprese", ha replicato Tremonti.
Tra l'altro, ha rintuzzato, non sono stati "imposti dal governo" ma li
hanno "chiesti" gli istituti di credito: "Non fanno un favore a me se
li prendono", ha aggiunto.

Mega banche e governo
Tremonti ne ha anche per il gigantismo finanziario che ha portato alla
creazione di
mega-banche in grado di condizionare gli stessi governi. "Non e'
possibile che le banche comandino sui governi e sulla politica", ha
detto. Banche piu' grandi dei governi "non hanno senso" perche' i loro
problemi "diventano anche problemi dei
governi". Le banche pensino piuttosto quindi a tornare "al servizio
della gente", cosi' come richiede la loro "funzione pubblica". "Prima
ci accusavano di avere dimensioni troppo piccole, ora non vorrei ci
accusassero di essere troppo grandi", ha risposto Faissola. "Quando si
cresce dimensionalmente non bisogna perdere il radicamento nel
territorio", ha riconosciuto l'amministratore delegato di Intesa
Sanpaolo, Corrado Passera, che pero' ha difeso la sua maxi-banca, in
grado di unire la dimensione "nazionale e internazionale a una
presenza locale radicata".



Stretta sulle banche e lotta ai paradisi fiscali

Londra, 05-09-2009

I ministri delle finanze del G20 hanno stabilito che a partire dal
2010 i paradisi fiscali
saranno sanzionati se rifiuteranno di conformarsi alle norme
internazionali. E' quanto si legge nel documento finale del G20
finanziario che si svolge a Londra.

I ministri delle finanze del G20 hanno trovato il compromesso sul tema
delle retribuzioni dei banchieri. In particolare lo schema prevede che
i bonus dovranno essere legati a performance di lungo termine e
inoltre una maggiore trasparenza.

La decisione finale spetta pero' ai capi di Stato e di governo che si
riuniranno tra due
settimane a Pittsburgh. La fase peggiore della crisi, dice il G20, e'
alle spalle, i sistemi finanziari si stanno stabilizzando e l'economia
globale e' in fase di miglioramento, ma bisogna essere ancora prudenti
sulla crescita e sul mercato del lavoro.

"Ci siamo incontrati - si legge nel resoconto dei lavori londinesi -
per valutare i progressi dei piani messi in atto per contrastare la
crisi economica globale e realizzare nuove azioni che assicurino una
crescita sostenibile e costruiscano un sistema
finanziario internazionale piu' forte".
I 20 ribadiscono "la necessita' di un rafforzamento delle decisioni
prese ai summit di Washington e Londra e concordano sulla necessita'
di fare ulteriori passi per un rafforzamento del sistema finanziario".

"La nostra azione, senza precedenti, decisiva e concertata, e' stata
aiutata dal rallentamento della crisi e dalla ripresa della domanda
globale", scrivono i
ministri e i banchieri. "I sistemi finanziari si stanno stabilizzando
e l'economia globale e' in fase di miglioramento, ma restiamo cauti
sulle previsioni riguardanti la crescita e
l'occupazione', si legge ancora nel documento.

Nessuna exit strategy, almeno per il momento: e' necessario, infatti,
"implementare gli interventi di supporto per la finanza e le misure di
politica fiscale e monetaria, per
una maggiore stabilita' dei prezzi". "Lavorando con il Fmi e con il
Fsb saranno sviluppate politiche coordinate per una exit strategy,
tenendo conto che i tempi e la sequenza delle azioni variera' a
seconda dei dei paesi e della tipologia di misure".
Allo stesso tempo bisogna "supportare il credito e condurre stress
test ove necessario". Circa l'occupazione, e' importante, scrivono i
20 ministri finanziari, "promuoverla attraverso politiche strutturali,
la formazione e l'educazione".

Il G20 si impegna anche sul fronte della volatilita' dei prezzi delle
materie prime: "Lavoreremo per contrastare l'eccessiva volatilita'dei
prezzi delle commodities
attraverso il miglioramento del funzionamento e della trasparenza dei
mercati e favorendo un dialogo piu'stretto tra paesi consumatori e
produttori". Appello infine per la lotta al cambiamento climatico: "E'
urgente combattere il riscaldamento
globale del pianeta e per questo si assicura il massimo impegno per un
successo del vertice di Copenhagen di fine anno".

Draghi: bonus vincolati ai risultati

London,

Le condizioni generali nel panorama economico e finanziario stanno
migliorando, e con loro i profitti delle banche, anche se questi
ultimi in larga parte solo grazie
all'intervento delle banche centrali e dei governi. Un contesto,
questo, in cui gli istituti di credito dovrebbero tenere ben presente
che occorre concentrarsi sul rafforzamento del capitale prima di
decidere operazioni di riacquisto di azioni, di stacco di dividendi e
di remunerazioni.

E' quanto ha dichiarato il governatore della Banca d'Italia, Mario
Draghi, nella veste di
presidente di Financial Stability Forum, al termine della riunione dei
ministri del G20 che si e' svolta a Londra. L'Fsb e' stato incaricato
di mettere a punto delle proposte per raggiungere un accordo sulla
vexata quaestio delle retribuzioni dei manager, su cui le posizioni
restano discordanti e che verra' ridiscussa tra un mese.

Per Draghi "le cose sono migliorate, ma molto dipende dal fatto che le
banche centrali hanno iniettato liquidita' a basso costo" nel sistema
bancario, consentendo loro di tornare a fare profitti. Questo elemento
deve essere ben chiaro agli istituti, che devono inoltre sapere che i
"miglioramenti" in corso rappresentano un "buon momento per rafforzare
il capitale", un'opportunita' che bisogna tenere "presente prima di
fare operazioni di buy back o di dividendi o di remunerazioni".

Per Draghi "la priorita' e' usare questa opportunita' per ricostruire
il loro capitale". Draghi ha tracciato un bilancio positivo di quanto
fatto da quando e' iniziata la crisi, spiegando che "molto e' stato
realizzato, ma molto deve essere ancora fatto per rendere il nostro
sistema finanziario piu' resistente e fare in modo che quello che
stiamo attraversando non si ripeta".

Tuttavia, per Draghi, serve un "taglio netto con il passato". Dovra'
esserci un legame tra la compensazioni e i risultati ottenuti, che le
retribuzioni dovranno essere "proporzionate e distribuite nel tempo",
con una "clausola di restituzione" dei
bonus qualora i risultati fossero negativi. Inoltre i bonus potranno
essere sotto forme diverse dal denaro, come ad esempio le stock
options, e le politiche retributive dovranno essere completamente
trasparenti.

"Questo vale non solo per i top manager, ma anche per gli altri", ha
spiegato Draghi, aggiungendo: "Questo ambito entrera' nel quadro della
regolazione". Per il presidente dell'Fsb, "nel caso delle banche
aiutate dai governi, il livello della compensazioni
dovra' essere ridotto". Le proposte dello Fsb dovranno cercare di
conciliare le differenze emerse a Londra tra chi, come la Francia,
voleva un tetto ai superbonus e chi, come gli Stati Uniti e la Gran
Bretagna, non ritiene che si tratti di una
priorita'. L'obiettivo e' di creare delle regole che possano essere
introdotte nelle legislazioni nazionali, tenendo presente che la
situazione cambia a seconda della presenza o meno di banche d'affari.

Saluti. Fred®

Alt 05-09-2009, 22.48.36
borsa-italia.net
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  #2  
Vecchio 06-09-2009, 11.07.43
Max max
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Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa2cea5$0$34624$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...

> Fatti concreti.... non ne vedo.


Come non ne vedi ? Iniezioni di liquidità a basso costo - alla banche e
simili non alle attività commerciali sane, sempre che qualcuna sia rimasta -
, prepensionamenti più o meno forzati di quei bancari che qualcosa ancora
sapevano e perdita di know how aziendale, risparmi sulle spese di gestione
(quelle essenziali ma non quelle per strani outsourcing e sponsorizzazioni)

Risparmio ancora più tradito in quanto non remunerato (per uno strano gioco
del sistema), credito concesso quando concesso senza criterio e gestito
altrettanto male (anche per la mancanza di veri mezzi e capacità di
valutazione).
Brutta situazione imho.

Max max

  #3  
Vecchio 06-09-2009, 12.18.57
Gi_pll
Guest
 
Messaggi: n/a
Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa37be1$0$43590$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> Brutta situazione imho.

http://archiviostorico.corriere.it/2...90828041.shtml

Non era questo che cercavo nell'archivio del Corriere, ricordo comunque di
aver letto pochi giorni fa di un negozio di copiatura, rilegatura, targhe,
timbri, con enne dipendenti, che non ha mai avuto problemi di fatturato
salvo l'ultimo periodo in quanto l'attività è stata ostacolata da lavori
stradali che si stanno protraendo.
I fornitori, carta e manutenzione macchine copiatrici vogliono essere,
giustamente pagati. Hanno domandato alla banca un finanziamento di 15 mila
Euro, dicansi quindicimila; negati.
Non discuto che Ginevra, Lugano, Locarno, Berna, ecc. ecc. restringano
pongano delle restrizioni alle valutazioni ma secondo me ricorre ancora una
volta, e come sempre, che è molto più facile finanziare una Montedison che
diecimila piccoli artigiani. I rischi? Tanto poi interviene lo stato.
Comodo invocare il libero mercato in questa maniera. Bleah

Cordialità
Gi













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Scusate il disturbo.

  #4  
Vecchio 06-09-2009, 17.33.34
Fred(R)
Guest
 
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Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

In news: 4aa37be1$0$43590$4fafbaef@reader1.news.tin.it
"Max max" ha scritto:

> Come non ne vedi ?

;-)
:-(

Ma la cosa che mi fa veramente arrabbiare sono le dichiarazioni di
Faissola (ABI) in risposta a Tremonti (che tra l'altro parla parla ma
poi....).
In sostanza il ragionamento, puramente ricattatorio, è:
lo stato italiano ci deve solo che ringraziare perché rispetto ad
altre situazioni estere non ha dovuto tirare fuori troppi miliardi per
"salvataggi" di banche o aiuti vari alle medesime.
Come dire, pubblicamente, che le banche (caso unico nel settore
privato) possono fare quel che caxxx gli pare.
Se le cose vanno bene profittano, se vanno male profittano lo stesso
perché comunque l'aiuto di stato spetta loro di diritto, altrimenti va
tutto per aria.
A questo punto mi chiedo di cosa discutiamo qui quasi tutti i giorni e
soprattutto a cosa serve.
Proporrò un cambio di nome in
it.economia.banche.per-grazia-ricevuta

Saluti. Fred®


Iniezioni di liquidità a basso costo - alla
> banche e simili non alle attività commerciali sane, sempre che
> qualcuna sia rimasta - , prepensionamenti più o meno forzati di
> quei bancari che qualcosa ancora sapevano e perdita di know how
> aziendale, risparmi sulle spese di gestione (quelle essenziali ma
> non quelle per strani outsourcing e sponsorizzazioni)
> Risparmio ancora più tradito in quanto non remunerato (per uno
> strano gioco del sistema), credito concesso quando concesso senza
> criterio e gestito altrettanto male (anche per la mancanza di veri
> mezzi e capacità di valutazione).
> Brutta situazione imho.
> Max max

  #5  
Vecchio 08-09-2009, 09.02.39
Gi_pll
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Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa3d650$0$43594$4fafbaef@reader1.news.tin.it ...
> Se le cose vanno bene profittano, se vanno male profittano lo stesso
> perché comunque l'aiuto di stato spetta loro di diritto, altrimenti va
> tutto per aria.


E poi si trovano sempre paladini che si ergono a difensori delle povere e
bistrattate banche.
http://www.corriere.it/editoriali/09...4f02aabc.shtml

Si ha anche il coraggio di dire che Banco Napoli e il Sicilia, non negavano
il credito a nessuno e per questo che sono andate come sono andate; perché
non ha citato anche il Banco di Roma, l'Agricoltura, e numerosissime altre
banche, anche di minor peso? E' vero, non hanno negato il credito a nessuno,
peccato che questa miriade di Ulisse fossero per il 99% amici degli amici.
Si è mai visto pubblicato un elenco dei grandi beneficiari di tutti questi
crediti? Molto facile continuare ad alimentare il fiume perennemente in
secca che scorre verso il sud; si dovrebbe anche spiegare perché alle
piccole aziende, ai piccoli imprenditori, alle attività familiari, soldi non
ne sono mai arrivati o quando sono arrivati, sono stati gravati da tassi al
limite dell'usura, se non ben oltre. Molto diversamente dai tassi praticati
a certi nomi, a cui veniva, (veniva?) stesa la passatoia rossa quando
entravano in banca.
Basta così che non mi pare il caso.
Buona giornata
Gi











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  #6  
Vecchio 08-09-2009, 20.51.22
Fred(R)
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Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

In news: 7gmdsgF2qfkqsU1@mid.individual.net
"Gi_pll" ha scritto:


> Si ha anche il coraggio di dire che Banco Napoli e il Sicilia, non
> negavano il credito a nessuno e per questo che sono andate come
> sono andate; perché non ha citato anche il Banco di Roma,
> l'Agricoltura, e numerosissime altre banche, anche di minor peso?
> E' vero, non hanno negato il credito a nessuno, peccato che questa
> miriade di Ulisse fossero per il 99% amici degli amici. Si è mai
> visto pubblicato un elenco dei grandi beneficiari di tutti questi
> crediti?


Ma anche il fantastico terzo millennio ha partorito lo scandalo Bipop,
se non erro.
Quanti piccoli imprenditori bresciani hanno perso la loro attività per
colpa della "loro" banca?
Per non parlare delle famiglie e piccoli investitori.
Anche in quel caso i coinvolti erano tutti amici degli amici, compresi
ecclesiastici eccellenti.
Ma forse è dipeso dal fatto che non era ancora operativa Basilea 2.
Ora sarà certamente tutto ben diverso.....

ps: piccolo dubbio. Ma col banchiere Fiorani c'era già Basilea2 o era
ancora Basilea1??

Saluti. Fred®
  #7  
Vecchio 09-09-2009, 13.52.42
Gi_pll
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Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa6a7a8$0$1098$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> ps: piccolo dubbio. Ma col banchiere Fiorani c'era già Basilea2 o era
> ancora Basilea1??

Basilea valeva solamente per i conti dei deceduti :-(((

Ma di cosa ci meravigliamo? Non c'entra assolutamente nulla, ma giusto per
riportare i piedi sul sacro suolo della nostra amata Patria:
http://archiviostorico.corriere.it/2...90908034.shtml
Cordialità
Gi









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  #8  
Vecchio 09-09-2009, 21.26.54
Luca Logi
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Messaggi: n/a
Predefinito Re: 4 chiacchiere bancarie....

Fred(R) <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> wrote:

> ps: piccolo dubbio. Ma col banchiere Fiorani c'era già Basilea2 o era
> ancora Basilea1??


Per quel che ricordo Fiorani è saltato prima che entrasse in vigore
Basilea2; ed infatti uno dei problemi di BPL (poi BPI) era che
difficilmente sarebbe riuscita a rientrare nei parametri futuri. A dire
il vero aveva già fatto fatica a rientrare nei parametri di Basilea1,
tanto che Fiorani aveva dovuto inventare diversi trucchetti, fra i quali
quello di addebitare a tutti i correntisti cifre variabili a vario
titolo.

Ricordo un articolo magistrale dell'Economist che analizzò la posizione
di BPI, unicamente utilizzando documenti di pubblico dominio, allo
scoppiare dello scandalo. Da qualche parte dovrei averlo in archivio.



--
Luca Logi - Firenze - Italy e-mail: llogi@dada.it
Home page: http://www.angelfire.com/ar/archivarius
(musicologia pratica)
 

Tags
bancarie, chiacchiere
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