6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
Ciao a tutti,
l'anno prossimo, se tutto prosegue come previsto, mi trasferirò per 6
mesi negli USA.
Mi chiedevo: esiste qualche metodo per non spendere miliardi in
commissioni?
Per commissioni intendo quelle relative al prelievo di contanti e al
pagamento con carte di credito.
Io attualmente ho un conto corrente IwBank, con bancomat e carta di
credito (e volendo anche la prepagata...).
Poi ho una carta di credito BarclayCard, una American Express Blu, e
una UniCredit Pryma Gold.
Con ognuna di queste carte, se prelevo o pago in valuta estera (in
questo caso dollari), ovviamente pago una commissione.
Con queste carte, mi pare che la soluzione migliore sia usare l'amex,
che almeno ha il cashback.
Qualche suggerimento? Esistono altre carte, che magari potrebbero
essere più adatte al mio caso?
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
L ha scritto:
> Qualche suggerimento?
Senza entrare nel merito delle commissioni delle singole carte ti
consiglio di effettuare quanti più pagamenti possibili (negozi, hotel,
ristoranti etc.etc. dove non ci sono commissioni) con le carte di
credito, riducendo al minimo i prelievi presso gli ATM dove normalmente
viene percepita una commissione percentuale. Considera che nei paesi
anglosassoni la diffusione delle carte è molto superiore rispetto
all'Italia e le carte vengono utilizzate anche per piccoli pagamenti.
Certo i contanti servono comunque (mance, biglietti della metro ed
altro) però più limiterai il bisogno di contanti più risparmierai.
> l'anno prossimo, se tutto prosegue come previsto, mi trasferirò per
> 6 mesi negli USA.
> Mi chiedevo: esiste qualche metodo per non spendere miliardi in
> commissioni?
> Per commissioni intendo quelle relative al prelievo di contanti e al
> pagamento con carte di credito.
In casi come questo io dico:
caro vecchio contante..... perché non esaminare anche questa ipotesi.
Vendono delle comode cinture (Samsonite) adatte proprio a questo
scopo.
Tra l'altro cambiare euro in dollari qui è sicuramente più conveniente
rispetto a farlo lì col cambio applicato dalle varie Visa che,
vattelappesca cosa combinano, oltre alle note commissioni.
Trattandosi di 6 mesi non dico di trasformare *tutto* in contanti ma
almeno una parte proprio per limitare al massimo le commissioni che
inevitabilmente si dovranno pagare con i prelievi tramite carta.
Parlando di cifre posso solo dirti che i prelievi con carta credito di
Fineco hanno una commissione di 2,90 euro per ciascun prelievo, almeno
così è avvenuto in Australia, penso sia lo stesso negli USA.
I furti? Certo il rischio c'è sempre, ma c'è anche ogni volta che
utilizzi una carta di credito o semplicemente che te la porti in
tasca.
E' un rischio diverso ma c'è.
Valuta tu.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa27e6d$0$40009$4fafbaef@reader3.news.tin.it ...
> caro vecchio contante..... perché non esaminare anche questa ipotesi.
> Vendono delle comode cinture (Samsonite) adatte proprio a questo scopo.
> Tra l'altro cambiare euro in dollari qui è sicuramente più conveniente
Scusate, domanda forse stupida e/o forse sono rimasto troppo indietro, ma i
cari vecchi travel, non esistono più?
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
Fred(R) ha scritto:
> Tra l'altro cambiare euro in dollari qui è sicuramente più conveniente
> rispetto a farlo lì col cambio applicato dalle varie Visa che,
> vattelappesca cosa combinano, oltre alle note commissioni.
???
I cambi di banconote sono *sempre* meno convenienti rispetto a quelli
applicati dai vari circuiti delle carte di credito. La speghiazione è
che la moneta elettronica non ha costi di deposito, sicurezza e
trasporto. Poi la maggior parte delle banche percepiscono una
commissione per il cambio mentre i vari uffici cambi non applicano
commissioni ma hanno dei cambi generalmente ancora meno vantaggiosi.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"sigarne" <sigar@invind.it> ha scritto nel messaggio
news:FXvom.58857$9f6.65195@twister1.libero.it...
> I cambi di banconote sono *sempre* meno convenienti rispetto a quelli
> applicati dai vari circuiti delle carte di credito. La speghiazione è che
> la moneta elettronica non ha costi di deposito, sicurezza e trasporto. Poi
> la maggior parte delle banche percepiscono una commissione per il cambio
> mentre i vari uffici cambi non applicano commissioni ma hanno dei cambi
> generalmente ancora meno vantaggiosi.
Il linea puramente teorica si.
Sotto il profilo pratico Fred non ha tutti i torti, a mio parere, fermo
restando un dato di fatto che chiunque ha viaggiato negli States avrà
notato; a differenza che da noi, dove molti esercenti preferiscono il
contante, la preferiscono le carte.
Stiamo parlando non di una valuta qualsiasi ma del dollaro, il cui cambio è
piuttosto volatile, anche da un giorno all'altro.
Il titolare della carta rischia di non avere chiaro il meccanismo per cui su
quella tal spesa gli è stato applicato un cambio piuttosto che un altro.
Certo non andrei negli usa con solo la carta ma nemmeno con carta e poco
contante.
Una soluzione a mio parere intelligente e sempre valida, come ha suggerito
Gi_pll è quella dei traveler ma sempre come diversificazione.
Saluti
LucaS
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
LucaS ha scritto:
> Certo non andrei negli usa con solo la carta ma nemmeno con carta e poco
> contante.
Quest'ultima secondo me è la soluzione migliore.
> Scusate, domanda forse stupida e/o forse sono rimasto troppo indietro, ma
> i cari vecchi travel, non esistono più?
Per quello che so io, sono estinti e riposano in pace.
Come si sono estinti circa un decennio fa gli Eurocheques (quelli che si
pagavano fino a trecentomila lire, accompagnati da un tesserino
plastificato).
Alla Gringotts non ne vendiamo più da circa due anni.
Non vendendoli, è scaduta la "convenzione" con la banca emittente (American
Express soprattutto, ma ne avevo visti anche Visa e altre banche), e quindi
non possiamo più negoziarli a vista e con canale apposito.
Insomma, se viene un straniero con dei Travellers Cheque non basta la
semplice e celebre "firma uguale a quella che c'è già" per pagare.
Si trattano come assegni esteri, e si negoziano solo a correntisti, che si
assumono il rischio di eventuali insoluti.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
In news: 4aa2a23c$0$43594$4fafbaef@reader1.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
> Stiamo parlando non di una valuta qualsiasi ma del dollaro, il cui
> cambio è piuttosto volatile, anche da un giorno all'altro.
Già. Sarà questione di "culo" ma l'anno scorso sono andato in Usa con
una buona scorta di contante cambiata qui a 1,55 (era fine maggio
2008). Aggiungo che - da buon cliente - commissioni non ne ho pagate.
Chiaro che ho subìto lo spread denaro/lettera richiesto dalla banca
quel giorno. Ma anche in quel caso ho potuto "contrattare" rispetto a
quanto esposto nei soliti cartelli in cassa..
Tutte "cosette" che in Usa non avrei potuto fare.
Circa poi il cambio giornaliero applicato da vari circuiti Visa, ecc.
a me non risulta che non guadagnino anche lì e mi da anche fastidio la
scarsa trasparenza. Cioè uno deve andarsi a controllare i cambi di
quel giorno, magari di quell'ora, per capire se è tutto ok? E chi lo
fa? In genere ci si fida e.... spesso si sbaglia a farlo.
Trattandosi poi degli Usa, dove paghi (se vuoi) con la carta anche
spese di pochi dollari senza problemi (e senza costi aggiuntivi per il
cliente) a me è sembrata un'ottima soluzione mettermi in condizione di
non dover prelevare contante con la carta.
Chiaro che il tutto è avvenuto cercando di pianificare una serie di
cose tra cui, fondamentale, i plafond delle carte che avevo
disponibili.
La necessità del contante è nata proprio perché con tutte le varie
prenotazioni fatte prima della partenza (con soggetti Usa
che,ovviamente, andavano pagati con la carta, tramite Internet) i
plafond si erano alquanto ridotti ed io non sono di quelli che hanno
le "carte" senza limiti di spesa.
Ripeto, qualche rischio può esserci, ma la mia fedele "cintura" non mi
ha tradito.
ps: tra parentesi è falsa la leggenda metropolitana che in Usa se
paghi contante ti guardano "storto". I biglietti verdi li prendevano
eccome, ed erano pure supercontenti. Ci scappava pure lo "sconto".
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
In article <f138e9dc-4f59-418a-9a7d-f6bf3468d763
@k39g2000yqe.googlegroups.com>, lorenzos@libero.it says...
> Ciao a tutti,
> l'anno prossimo, se tutto prosegue come previsto, mi trasferirò per 6
> mesi negli USA.
> Mi chiedevo: esiste qualche metodo per non spendere miliardi in
> commissioni?
> Per commissioni intendo quelle relative al prelievo di contanti e al
> pagamento con carte di credito.
Io personalmente uso questa ricetta:
- un po' di contanti per le prime ore (tipo 150 Euro) e le emergenze-
emergenze. Anche proprio in Euro da non toccarsi mai fino a quando torno
a casa. Qui si perde, se si usano, ma e' un'emergenza e in emergenza non
si sta a guardare.
Io non giro con 15.000 Euro/20.000 $ in contanti. Se i negozianti hanno
preferito usare le carte di credito per gli incassi, nonostante le
commissioni proprio per togliersi di mezzo il peso, il rischio e il
costo della gestione dei contanti una buona ragione ci deve essere...
Pensate ai tabaccai, che vendono tutte cose poco costose, senza quindi
possibilita' di carta di credito e con guadagni molto bassi su ogni
vendita che problemi micidiali hanno. Non voglio proprio andare in giro
con quei pensieri, senza neanche esserci abituato!
- prendo i contanti con i circuiti internazionali tipo Cirrus. La
commissione qui di solito e' attorno al 3% MAX rispetto al cambio
ufficiale che NESSUNO (tantomeno una banca, anche la tua banca, con le
commissioni di mezzo, o un cambiavalute in aeroporto o posti simili) ti
dara' mai. La prima cosa che faccio in aeroporto quando arrivo e'
proprio il prelievo di un po' di contanti da un ATM. E' molto difficile
che non funzionino o che non ce ne siano. In caso di problemi (Ouch...)
vedi sopra.
-pago tutto quello che posso con le carte di credito. Allo stremo, anche
quello che in Italia pagherei in contanti. Anche qui la perdita rispetto
al cambio ufficiale interbancario (o quello che e', UIC o insomma quello
pubblicato sui giornali) e' attorno all'1.5-2.5 %
In questo modo evito le enormi commissioni sul prelievo valuta di tutte
le carte di credito che conosco (poi ce ne puo' essere una che non lo
fa, ma non la conosco) e uso il loro plafond per le spese dove la posso
usare, e salvaguardo il plafond della carta di debito, di solito minore,
per il prelievo contante (in teoria si possono fare gli acquisti tipo
PagoBancomat sul circuito Maestro, ma appunto ogni tipo di carta va
utilizzata per quello che fa meglio, e le carte Maestro sono ottime per
il prelievo contanti).
Occhio, che ora cercano di dare le carte di debito con la VisaOK (ad es.
Unicredit), che funziona bene solo in Europa, ci sono intere parti di
mondo completamente scoperte. Meglio il circuito Cirrus (o equivalente).
Poi certo, se in 6 mesi devi pagare 5.000 Euro/mese di affitto, beh,
penso ci siano altri sistemi. Io parlo delle spese da turista/di tutti i
giorni.
Quando tratti valute, purtroppo da che mondo e mondo un po' di soldi
appiccicati negli intermediari rimane. Rassegnati, limita i danni e
goditi gli USA!
Pensa 10 anni fa un viaggio fra Bonn, Strasburgo, Liegi, Amsterdam,
Kopenaghen. In 400 Km 5 valute diverse... Qui in fondo hai solo 2 valute
di mezzo.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:7gg19hF2ofr2gU1@mid.individual.net...
> Per quello che so io, sono estinti e riposano in pace.
Se così è, una prece :-)
Penso che fossero l'unico strumento usufruibile da chiunque per viaggiare
con una certa sicurezza in paesi con valuta differente dalla propria. Si
cambiavano per gli importi necessari per brevi periodi, se non ricordo male
cambiando nelle banche del circuito non si pagavano commissioni, avevano un
diverso limite per quanto riguardava l'esportazione di valuta, ecc.
Certo, con le carte di credito c'è molto più latte da succhiare e, avendo
una molteplicità di capezzoli più soggetti possono succhiare
contemporaneamente. :-(
Cordialità
Gi
..
--
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Scusate il disturbo.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
In news: OqQom.24295$Tq6.6866@tornado.fastwebnet.it
"Rouge" ha scritto:
> Il 06/09/09 17.17, Fred(R) ha scritto:
>> E non è certo per caso.....
> Cioè?
E' evidente che con la (sollecitata al massimo) diffusione delle
"carte" i costosi (per la banca) e meno profittevoli (per la banca)
T.C. erano destinati a morire.
Come mi pare evidente un altro fatto.
Per quale motivo ormai da anni si è scatenata da parte del sistema
bancario (mondiale) la guerra al contante?
Perchè le banche, proprio loro che il denaro contante lo hanno
"inventato", spingono tanto sul denaro di plastica?
Forse per il "bene" e la "comodità" del cliente?
Il famoso "cliente al centro della banca"?
IMO, puttanate.
L'unica, sola ragione è che il denaro contante *costa* alle banche
molto ma molto di più di quello in plastica.
Inoltre il contante nelle nostre tasche rende alla banca molto ma
molto meno di quello in plastica che portiamo nel portafoglio.
Questo nessuno lo dice, ne i banchieri e nemmeno i bancari.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
Il 07/09/09 00.37, Fred(R) ha scritto:
> L'unica, sola ragione è che il denaro contante *costa* alle banche molto
> ma molto di più di quello in plastica.
> Inoltre il contante nelle nostre tasche rende alla banca molto ma molto
> meno di quello in plastica che portiamo nel portafoglio.
Concordo con te, inoltre c'è la faccenda delle commissioni per i
commercianti.Solo secondo me il denaro elettronico, con la sua
diffusione, *potrebbe* portare alla riduzione dell'evasione fiscale e
dei furti.
Dico potrebbe perchè per fare andare in porto le cose ci vorrebbe la
collaborazione dei governi nel primo caso, e delle società emittenti per
quanto riguarda la sicurezza della moneta elettronica nel secondo.
E, specie nel primo caso, è meglio non darlo per scontato.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
Scusate la domanda...
Io ho Fineco, la quale ha l'opzione "gratuita" del multicorrency.
Per chi deve viaggiare e, se dovessi viaggiare io, non posso
"cambiare" già nel mio contocorrente diciamo un bel pò di soldi, e poi
prelevare, dal mio conto in dollari in america? il costo del cambio
almeno saprei che è stato quello no?
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
chs wrote:
> Io ho Fineco, la quale ha l'opzione "gratuita" del multicorrency.
> Per chi deve viaggiare e, se dovessi viaggiare io, non posso
> "cambiare" già nel mio contocorrente diciamo un bel pò di soldi, e poi
> prelevare, dal mio conto in dollari in america? il costo del cambio
> almeno saprei che è stato quello no?
Multicurrency e' un servizio *per investire* in valuta estera.
Non per *prelevare* in valuta estera.
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa43993$0$34622$4fafbaef@reader4.news.tin.it ...
> Come mi pare evidente un altro fatto.
> Per quale motivo ormai da anni si è scatenata da parte del sistema
> bancario (mondiale) la guerra al contante?
> Perchè le banche, proprio loro che il denaro contante lo hanno
> "inventato", spingono tanto sul denaro di plastica?
Converrai, spero, che far circolare contante costa.
Altrimenti qualcuno mi spieghi perchè l'esercente di Catania città
preferisce accettare pagamenti tramite carte di credito mentre il suo
collega di Taormina ( a 40 km di distanza e su un bricco, dove fare rapine
non è proprio semplice) ti dice chiaro e tondo che è meglio se lo paghi in
contanti che ti fa pure lo sconto.
Personalmente trovo le carte molto molto comode e non riuscirei ad
immaginarmi in giro anche solo per l'Italia, con il portafogli a fisarmonica
come usava ai tempi di mio nonno.
Fred, non è che nonostante l'età leggi ancora troppi Topolino?
;-)
Saluti
LucaS
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
In news: 4aa55b8d$0$1096$4fafbaef@reader4.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
> Converrai, spero, che far circolare contante costa.
Certo, la questione che pongo io è: costa di più alla banca o al
cliente?
La banca non mi pare che si preoccupi dei *miei* costi. Perche mai io
dovrei preoccuparmi dei suoi?
> Personalmente trovo le carte molto molto comode e non riuscirei ad
> immaginarmi in giro anche solo per l'Italia, con il portafogli a
> fisarmonica come usava ai tempi di mio nonno.
Sulla "comodità" non ci sono dubbi, ci mancherebbe.
Ma quanto costa questa "comodità" al cliente?
E ancora: può il cittadino del mondo "civilizzato", oggi, rinunciare a
tale comodità?
Non è che è stato messo in piedi un sistema di pagamento in pratica
"obbligatorio"?
> Fred, non è che nonostante l'età leggi ancora troppi Topolino?
> ;-)
Paperon de Paperoni mi ha sempre affascinato con i suoi tuffi nel mare
di monete anche se le mie simpatie andavano al super sfigato Paperino.
Da parecchi anni sono passato a IlSole24Ore, MilanoFinanza, ecc. per
approdare da ultimo alle news finanziarie internettiane.
Mi pare più che leggittimo il dubbio se non era meglio Paperon de
Paperoni, non ti pare?
;-)
Contante, assegni bancari, cambiali e tratte, travel cheque, caveau
titoli (di carta), che fine hanno fatto?
E soprattutto chi e perché ne decreta la fine?
Non si viveva e commerciava lo stesso anche prima? Comodamente?
Viveva meglio il cassiere che faceva "solo" cassa o quello che ora fa
di tutto un po'?
Era meglio (per tutti) la banca che "raccoglieva" il risparmio e lo
gestiva o quella che oggi "vende, vende, vende"?
Erano migliori i contratti di lavoro dei bancari degli anni '80 o
quelli attuali?
Il nostro futuro è la plastica col chippino?
OK, però avrei preferito poter scegliere IO liberamente e non essere
in pratica obbligato a comprarmi il portafoglio con gli appositi
scomparti.
> Certo, la questione che pongo io è: costa di più alla banca o al
> cliente?
> La banca non mi pare che si preoccupi dei *miei* costi. Perche mai io
> dovrei preoccuparmi dei suoi?
Stai dicendo che ci sono costi sostenuti dalle banche che non vengono
ribaltati al cliente? Sarebbero le uniche aziende al mondo a comportarsi
così...
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aa582cb$0$1106$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> La banca non mi pare che si preoccupi dei *miei* costi. Perche mai io
> dovrei preoccuparmi dei suoi?
Secondo te, poter girare con poco denaro in tasca ma con uno strumento che
ti da accesso al tuo conto in banca, è penalizzante?
No, almeno su questo siamo daccordo :-)
> Sulla "comodità" non ci sono dubbi, ci mancherebbe.
> Ma quanto costa questa "comodità" al cliente?
> E ancora: può il cittadino del mondo "civilizzato", oggi, rinunciare a
> tale comodità?
> Non è che è stato messo in piedi un sistema di pagamento in pratica
> "obbligatorio"?
E' forse più interessante leggere che dei malviventi si sono fottuti 30
milioni di euro in contanti al deposito Mondialpol di Vigliano Biellese?
Sentiamo allora; quantificalo tu questo costo che il cliende cede in cambio
della comodità.
Un'alternativa in effetti ci sarebbe.
Entrare in una comunità Amish; loro non inquinano infatti usano ancora
carrozzelle e cavalli.
Peccato che il mondo intorno a loro sia comunque inquinato e sopratutto che,
per andare in carrozzella da Chicago alla California lungo i 3.800 km
della mitica route 66 ci si impiega un po di tempo ed il viaggio non è
propriamente sicuro.
> Paperon de Paperoni mi ha sempre affascinato con i suoi tuffi nel mare di
> monete anche se le mie simpatie andavano al super sfigato Paperino.
> Da parecchi anni sono passato a IlSole24Ore, MilanoFinanza, ecc. per
> approdare da ultimo alle news finanziarie internettiane.
Ecco vedi.....ti sei evoluto ;-)
> Contante, assegni bancari, cambiali e tratte, travel cheque, caveau titoli
> (di carta), che fine hanno fatto?
> E soprattutto chi e perché ne decreta la fine?
> Non si viveva e commerciava lo stesso anche prima? Comodamente?
Molto comodamente.
Molto.
Tu parli di un mondo che hai conosciuto di riflesso.
Io l'ho vissuto in prima persona.
Tu all'epoca lavoravi per la controparte, quindi non ti gasare ;-)
Io nel caveau ci entravo ogni giorno, macchinavo riba a migliaia, pagavo
cedole e maneggiavo titoli azionari per fare gli aumenti di capitale.
Nel frattempo studiavo.
Nel caveau che io conoscevo lavoravano fisse 5 risorse che prendevano
l'indennità di cassa e l'indennità per il lavoro in locali sotterranei.
Stipendi che allora erano considerati ricchi.
Il più scalcinato guadagnava circa 750.000 lire al mese. Un neoassunto come
me ne guadagnava 570.000.
Un impiegato neoassunto alla Sip non arrivava alle 500.000.
Il più evoluto aveva un diploma di ragioneria conseguito nei corsi serali
offerti dall'Opera Nazionale Balilla.
Libro e moschetto, per intenderci.
Gli altri erano ex operai (allora esisteva il minuto mantenitento ovvero
quello che per lo più sostituiva le lampadine bruciate) oppure ex commessi
che, prima di evolversi in cassieri passavano le giornate a rifornire i vari
uffici delle richieste di cancelleria, a carbonare moduli oppure a fare la
spola con la posta o con i notai.
Certamente non erano stressati.
Tutta gente che oggi percepisce (quelli ancora vivi) una pensione che
offende la dignità di tanti giovani e meno giovani che dovranno invece
lavorare fino a 65 anni per una pensione da fame.
E sopratutto che dovranno lavorare per pagare la pensione a questi altri.
Di questo stiamo parlando?
> Il nostro futuro è la plastica col chippino?
> OK, però avrei preferito poter scegliere IO liberamente e non essere in
> pratica obbligato a comprarmi il portafoglio con gli appositi scomparti.
Su una cosa ti do ragione.
La plastica col cippino è comoda ma non è educativa.
Difficile inculcare ai figli il rispetto per il denaro se il denaro circola
sempre di meno.
Se i ragazzi sono abituati dai 15 anni in su già con le ricaricabili.
Se i genitori per primi non spiegano ai figli il valore ed il rispetto per
il denaro, sia esso materiale o virtuale.
Alzo gli occhi e vedo, nella grande bacheca in cui colleziono in modo molto
amatoriale e poco professionale monete e banconote d'antan, un buono di
cassa a corso legale da una lira che risale ai primi anni dell'altro
secolo.
Ad occhio direi un 8X4 cm di filigrana.
Certamente più preziosa della nostra moneta da un euro, quella che
regaliamo ai questuanti che ci chiedono il carrello.....nei parcheggi dei
supermercati.
Preziosa non per il valore intrinseco ma per quello culturale.
Un cordiale saluto
LucaS
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"<insert name here>" <insert@address.here> ha scritto nel messaggio
> Stai dicendo che ci sono costi sostenuti dalle banche che non vengono
> ribaltati al cliente? Sarebbero le uniche aziende al mondo a comportarsi
> così...
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
ernie ha scritto:
> "<insert name here>" <insert@address.here> ha scritto nel messaggio
>> Stai dicendo che ci sono costi sostenuti dalle banche che non vengono
>> ribaltati al cliente? Sarebbero le uniche aziende al mondo a comportarsi
>> così...
> No, ci sono anche i produttori di latte :-(
> Ciao ernie
...quando si trtatta di mungere le banche non sono seconde a nessuno
....mungitori di vacche compresi
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
In news: 4aa6afa5$0$1110$4fafbaef@reader1.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
> E' forse più interessante leggere che dei malviventi si sono
> fottuti 30 milioni di euro in contanti al deposito Mondialpol di
> Vigliano Biellese?
Rapine in banca in netto calo nel 2008 dice l'ABI
;-)
In nettissimo aumento la delinquenza sulle carte di credito e
bancomat. Truffe, clonazioni, ma anche evasione fiscale da parte di
tanti siti di e-commerce o ebay che esistono solo perché esistono le
carte di credito come mezzo di pagamento.
Sentiamo allora; quantificalo tu questo costo
> che il cliende cede in cambio della comodità.
Commissioni, commissioni e ancora commissioni. Ci sono quelle annuali,
quelle che paga chi ha il pos, quelle sul prelievo contanti con carta,
quelle (nascoste) sul cambio se paghi con carta in Paesi non euro.
Perfino sul Bancomat (oltre al costo annuale) se quello della "tua"
banca è guasto (salvo le eccezioni delle banche online che ancora non
fanno regola generale.
Senza trascurare i micidiali effetti etico/psicologici che tu stesso
riconosci in relazione alla "pericolosa" mancata paercezione di quanto
si spende con le carte e quindi del reale valore stesso del denaro.
> Un'alternativa in effetti ci sarebbe.
> Entrare in una comunità Amish; loro non inquinano infatti usano
> ancora carrozzelle e cavalli.
> Peccato che il mondo intorno a loro sia comunque inquinato e
> sopratutto che, per andare in carrozzella da Chicago alla
> California lungo i 3.800 km della mitica route 66 ci si impiega
> un po di tempo ed il viaggio non è propriamente sicuro.
Che meraviglia quel gran film con Harrison Ford e una splendida
attrice.
Mi pare fosse "Witness", l'hai mica visto?
;-)
> Ecco vedi.....ti sei evoluto ;-)
> Tu parli di un mondo che hai conosciuto di riflesso.
> Io l'ho vissuto in prima persona.
> Tu all'epoca lavoravi per la controparte, quindi non ti gasare ;-)
> Io nel caveau ci entravo ogni giorno, macchinavo riba a migliaia,
> pagavo cedole e maneggiavo titoli azionari per fare gli aumenti di
> capitale.
Non è del tutto esatto. Sia pure per un breve periodo (6 mesi, poi
dovetti fare il servizio militare), ancora da neodiplomato mi
chiamarono al Credito Italiano, sede centrale di Via del Corso. Anche
se si entrava da strada secondaria per non "disturbare" l'ingresso dei
clienti (allora considerati realmente "sacri").
E ci sono stato, ahimè, molto prima di te credo.
Indovina perchè mi chiamarono?
Introduzione della "cedolare secca" per chi, in possesso di titoli,
voleva conservare l'anonimato. Improvviso super lavoro all'Ufficio
Titoli e conseguente reclutamento (3 mesi rinnovabili) di giovani,
piazzati allo "stacco cedole". I titoli erano di carta e.... non
finivano mai. Stanzone apposito "distaccato" all'ultimo piano del
palazzo. No ventilatori per peicolo che qualche cedola volasse chissà
dove. Luglio canicolare.
Ebbene accadde che un giorno una (dico una) cedola si perse. Ce ne
accorgemmo nel tardo pomeriggio durante gli straordinari. Le pulizie
erano già avvenute.
Bene, ci portarono tutti nel famoso caveau sotterraneo a svuotare
decine di sacchi di cartacce, nel frattempo recuperati. Dopo ore la
cedola saltò fuori..... Nella circostanza ebbi modo di fare conoscenza
con i "colleghi" che nel caveau ci lavoravano. In effetti non era un
gran bel lavorare (praticamente stavi dentro una enorme cassaforte),
eppure, forse proprio per questo, c'era fra loro grande cameratismo e
com plicità.
Vabbè, stiamo parlando del paleolitico bancario ma mi ci hai un po'
trascinato....
;-)
Dopo di che (militare e grossa esperienza di 4 anni nella
multinazionale Pfizer), in effetti sono approdato nell'associazione
sindacale di categoria del settore bancario per restarci fino al
forzato pensionamento (di anzianità) un'annetto dopo la fusione con
ABI
> Nel frattempo studiavo.
Idem, mi sono laureato in "Economia e Commercio" alla Sapienza dopo
circa 9 anni dalla prima iscrizione.
E, all'epoca, ne è valsa la pena. Oggi quel grosso sacrificio di
studiare lavorando non so se lo rifarei nelle attuali condizioni del
mercato del lavoro.
> Tutta gente che oggi percepisce (quelli ancora vivi) una pensione
> che offende la dignità di tanti giovani e meno giovani che dovranno
> invece lavorare fino a 65 anni per una pensione da fame.
> E sopratutto che dovranno lavorare per pagare la pensione a questi
> altri. Di questo stiamo parlando?
Ti dico la *mia* realtà.
Ho iniziato a lavorare a 18 anni, senza interruzioni (tranne il
militare), sempre come lavoratore dipendente, sempre con i regolari
contributi previdenziali, miei e del datore di lavoro. Sempre pagando
le tasse finno all'ultimo centesimo.
Non ho fatto conti precisi ma credo che l'INPS (che ha incassato soldi
buoni, mese dopo mese) non mi restituirà neanche tutto ciò che gli è
stato versato a mio nome, campassi pure cent'anni.
E' una buona pensione che, aggiunta ad altri saltuari redditi, mi
qualifica come "benestante", agli occhi del fisco e delle statistiche.
Il punto è che parte della mia pensione serve a "sostenere" due figli
che ancora stanno lottando col precariato, col "nero", ecc.
Non credo di essere un caso isolato, anche se "lassù" non vogliono che
si parli di tali tristezze.
Ti rifaccio quindi io la stessa domanda:
di questo stiamo parlando?
;-)
Re: 6 mesi negli USA: come non spendere un capitale in commissioni?
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4aaa7d14$0$1110$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> Che meraviglia quel gran film con Harrison Ford e una splendida attrice.
> Mi pare fosse "Witness", l'hai mica visto?
Si, ed in quel clima agreste io ci son nato e cresciuto.
Solo che la mia giovinezza è più vicina a "L'albero degli zoccoli" di
Ermanno Olmi oppure il primo "900" di Bertolucci.
Io imparai a cacciare di frodo, insieme a mio nonno, prima di imparare a
parlare e scrivere in italiano.
A sparare con un fucile da caccia o mungere una mucca o a cacciare le rane
con la lampada ad acetilene prima di imparare a leggere un libro.
Saprei catturare vivo un fagiano senza torcergli una piuma.
Sarà anche per questo che mi hanno assunto in banca ;-)
Da discendente degli antichi Celti (che con Bossi hanno molto ma molto
poco a che fare) gli amish......me li mangio a colazione inzuppati nel
caffelatte :-)
> Non è del tutto esatto. Sia pure per un breve periodo (6 mesi, poi dovetti
> fare il servizio militare), ancora da neodiplomato mi chiamarono al
> Credito Italiano......
Ok ti sei sdoganato.
Fu per caso la cedola sparita a spingerti nelle braccia del nemico?
Bastava così poco??
;-)
Ciò che volevo sottolineare io era un altra cosa.
Sento parlare spesso di come si stava bene...... quando si stava peggio.
I mitici anni ottanta.
La realtà, a mio modesto parere, è molto più drammatica.
Ci fu una gestione criminale della cosa pubblica e di quella privata, a
tutti i livelli, che ha portato ad un debito pubblico spaventoso.
Un grande buco nero la cui forza gravitazionale attirava di tutto; dai
problemi industriali a quelli sociali, dalla previdenza alla sanità, dalle
banche (poche private) alle imprese.
Rimpiangere quegli anni significa non avere chiaro, in testa, che quel
disastro che ci dava più serenità e meno stress, lo pagheranno i nostri
figli.
Nel resto del mondo, nel frattempo, ci si evolveva con tutto ciò che di
positivo e negativo l'accezione comporta.
Il mondo, quello evoluto, cammina in avanti Fred..........ma servono le
scarpe.
Saluti
LucaS
Vedere quotazione diritti negli aumenti di capitale
Kinglion: Ciao a tutti, mi servirebbe avere il codice (o comunnque la quotazione) dei
diritti per l'aumento di capitale della AS Roma...ho provato a cercarlo, ma
niente...
Grazie,
Alessio (a.k.a....