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le banche sono quelle che comandano in italia.
in mezzo ad una crisi senza precedenti, aumentano le spese commissionali del
3/4000% ed il governo avalla tutto ciò.
Pazzesco.
Tratto dal messaggio nUl1m.57036$Ux.8223@tornado.fastwebnet.it di
PeterMilan:
> le banche sono quelle che comandano in italia.
> in mezzo ad una crisi senza precedenti, aumentano le spese commissionali
> del 3/4000% ed il governo avalla tutto ciò.
Si, e la marmotta confeziona la cioccolata...(cit.)
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel
messaggio
news:7apb0lF1vdlojU1@mid.individual.net...
> Tratto dal messaggio nUl1m.57036$Ux.8223@tornado.fastwebnet.it di
> PeterMilan:
>> le banche sono quelle che comandano in italia.
>> in mezzo ad una crisi senza precedenti, aumentano le spese
>> commissionali
>> del 3/4000% ed il governo avalla tutto ciò.
> Si, e la marmotta confeziona la cioccolata...(cit.)
> http://nonciclopedia.wikia.com/wiki/..._la_cioccolata
> Ciao ciao
[ADMIN]
Attenzione: è scorretto riportare integralmente
il post al quale si intende rispondere. http://wiki.news.nic.it/QuotarBene
[ADMIN]
Non so di che cosa tu ti occupi in banca, io sono un gestore large
corporate.
Ti posso assicurare che mie aziende a cui non applicavo cms ne su
scoperto
di cassa ne tantomeno su portafoglio, estero,
bid-performance-warranty-advanced bond adesso si trovano applicate
commissioni di messa a disposizione fondi per 0,20%.
Fai una botta di conta su affidamenti intorno ai 25/30 milioni di euro e
moltiplica il tutto per 0,20%.
non so se sia la marmotta a fare la cioccolata o qualcun altro.
> Fai una botta di conta su affidamenti intorno ai 25/30 milioni di euro e
> moltiplica il tutto per 0,20%.
> non so se sia la marmotta a fare la cioccolata o qualcun altro.
Fosse la volta buona che si accorgono che i problemi in banca vengono
dall'"ingrosso" e non dal "dettaglio". http://www.asca.it/news-BANCHE__CGIA...1705-ORA-.html
Solo 0,20? dovrebbero almeno pagare 10 volte tanto!
"PeterMilan" <suka@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:RKR1m.58114$Ux.2818@tornado.fastwebnet.it...
> Non so di che cosa tu ti occupi in banca, io sono un gestore large
> corporate.
Come diceva un mio amico napoletano, siamo tutti dottori :-)
Infermieri non ce n'è :-)
Vinicio tuttavia, secondo me, ha più la testa da ingegnere :-) e credo mi
conosca abbastanza da sapere che è un complimento.
Qui scrivono clienti, e bancari e tra questi dall'impiegato al direttore.
Nessuno di loro viene con il biglietto da visita ma i più volenterosi,
molto umilmente, con il loro sudato bagaglio di esperienze personali da
confrontare con quelle degli altri.
Molti di loro hanno scoperto,confrontandosi qui con altri colleghi, che il
mondo del credito è vasto e complesso; realtà da ciascuno di noi conosciute
non ne costituiscono l'universo ma un piccolo spicchio.
> Ti posso assicurare che mie aziende a cui non applicavo cms ne su
> scoperto
> di cassa ne tantomeno su portafoglio, estero.......
Le aziende sono della banca, non tue, permettimi.
Così come il pricing non lo decidi tu; al massimo lo proponi.
Una corporate sana, a posto con il rating, credo che qualsiasi pricing lo
possa contrattare.
Benvenuto tra di noi :-)
"PeterMilan" <suka@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:RKR1m.58114$Ux.2818@tornado.fastwebnet.it...
> Non so di che cosa tu ti occupi in banca, io sono un gestore large
> corporate.
Perdona la curiosità, non c'entra nulla con il thread e quindi non sei
obbligato a rispondere.
Mi spieghi chi è e cosa fa il "gestore large corporate"?
Una volta esisevano incarichi, come dire, più contadineschi e capivano tutti
al primo colpo, compreso il cliente "contadino".
Mi potete/sapete poi spiegare, tu o gli altri, perché da una certa epoca in
avanti, più o meno da quando lo spazzino è diventato un operatore ecologico,
il direttore è diventato dalla sera alla mattina un manager, la direzione
non è più tale ma è il management pur facendo le stesse troiate di prima?
Per non parlare dei consumer, il retail e amenità simili.
Come dicevo, è una semplice curiosità di uno del secolo scorso e che ha
fatto e fa fatica a seguire il "progresso" :-))
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:7atnvnF1vpc8dU1@mid.individual.net...
> "PeterMilan" <suka@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:RKR1m.58114$Ux.2818@tornado.fastwebnet.it...
>>> Non so di che cosa tu ti occupi in banca, io sono un gestore large
>> corporate.
> Perdona la curiosità, non c'entra nulla con il thread e quindi non sei
> obbligato a rispondere.
> Mi spieghi chi è e cosa fa il "gestore large corporate"?
Dipende da banca a banca come è stata segmentata, dove lavoro io la
classificazione è molto ben definita.
Di solito si fa una classificazione secondo il fatturato. Dove lavoro io ci
sono gestori small business (0-5mil), corporate (5-150mil) e large corporate
o CIB (oltre i 150 mil).
CIB sta per corporate invest. banking.
Diciamo che a livello di cib curiamo più operazoni particolari diverse dal
normale fabbisogno aziendale quale smobilizzo crediti, finanziamenti a mlt
ed altro.
saluti
"PeterMilan" <suka@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:lBq2m.59619$Ux.48110@tornado.fastwebnet.it...
> sono gestori small business (0-5mil), corporate (5-150mil) e large
> corporate o CIB (oltre i 150 mil).
Vedi, qualche settimana fa sono andato in un ristorante e leggendo la carta
vi ho trovato, tra l'altro: "pesce veloce del Baltico su un letto di crema
di mais"
Fino a qualche anno fa, entravi e su una lavagnetta potevi leggere: "Piatto
del giorno: polenta e baccalà".
Non voglio dire che allora fosse più o meno buono, soltanto che ti sentivi
meno preso per il deretano e sapevi valutare prima quanto poteva costare;
ora invece devi attendere il conto per scoprire che ti pelano, ma vuoi
mettere...
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:7atnvnF1vpc8dU1@mid.individual.net...
> Per non parlare dei consumer, il retail e amenità simili.
C'è già stata una campagna di nazionalizzazione linguistica.
L'inventò un tale che si chiamava Achille Starace.
Vietato dire chachet ma cialdina; non cognac ma arzente; non standard ma
tipicato, non ballo al tabarin ma tabarino ed altre amenità tali da indurre
Mussolini a levarselo dalle scatole per il ridicolo che gli menava.
Il fatto è che un buon master di specializzazione in discipline economiche
si prende ad Harvard e non alla statale di Milano.
Quello è un linguaggio compreso in tutto il mondo.
E quand'anche non fosse vero, loro almeno hanno imparato a vendersi molto
bene , a differenza di quanto sappiamo fare noi.
La finanza moderna, piaccia o no, l'hanno inventata loro.
Basti pensare a quanti bei cervelli italiani hanno trovato in quel paese
ma non solo, ciò che gli veniva negato in italia dalle prebende politiche,
religiose e baronìe universitarie a queste legate.
E francamente dubito che ancora oggi, in questo paese, una cattedra
universitaria si conquisti solo con la bravura.
I giovani freschi di laurea possono eventualmente smentirmi.
Se poi qualcuno qui ha dei figli che annualmente fanno vacanze studio nei
campus universitari di madrelingua inglese, sa bene quanta efficiente
organizzazione c'è dietro, a fronte di costi che, tutto sommato, equivalgono
ad un paio di settimane di ferie a Rimini e che forse, a differenza delle
ferie al mare, rappresentano uno tra i migliori investimenti a favore dei
propri figli.
> Come dicevo, è una semplice curiosità di uno del secolo scorso e che ha
> fatto e fa fatica a seguire il "progresso" :-))
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4a4a6344$0$18938$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> Lasciati trasportare :-)
Oh si, certo, sulle ali di una farfalla.
Vedi, anche nel secolo scorso c'erano quelli che anteponevano un "dir" alla
sostanza; poi c'erano quelli che mettevano sul piatto la sostanza e, i loro
interlocutori, li chiamavano dir.
E, perdonami se sbaglio, in fin dei conti non ti conosco se non per ciò che
leggo qui, ma tu dovresti saperne qualche cosa e mi ha fatto meraviglia che,
proprio tu, abbia portato quei miseri paragoni. Pensavo si riuscisse a
comprendere il senso delle mie parole, ma non fa nulla.
Come dicevo, potrei essermi sbagliato clamorosamente nel metterti un abito
addosso senza conoscerti, però penso di non aver perso, malgrado il
rincoglionimento, la capacità di giudizio.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
In news: 4a4a6344$0$18938$4fafbaef@reader2.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
[farò di tutto per non andare troppo OT ma l'argomento è veramente
stuzzichevole]
> C'è già stata una campagna di nazionalizzazione linguistica.
> L'inventò un tale che si chiamava Achille Starace.
E fin qui siamo perfettamente d'accordo. Come sono d'accordo sull'arte
di sapersi vendere al meglio e altre tue considerazioni.
Però, mi consenta....
;-)
Sono moooolto favorevole all'utilizzo diretto di singoli termini di
lingua inglese quando questi o sono ormai entrati nel comune
limguaggio o risultano "difficilmente" traducibili in italiano, nel
senso che una traduzione letterale del termine non ne rispecchia
esattamente il significato.
Premesso ciò, le mie obiezioni sono due: una oggettiva e l'altra un
po' maligna.
1) Poco tempo fa a Radio24 c'era un rappresentante della
*Confagricoltura*. Per l'intera intervista o quasi, il giornalista
intervistatore è stato costretto ad interrompere continuamente
l'intervistato per "tradurre" in tempo reale (per gli ascoltatori
della radio) la moltitudine di parole in inglese con cui il tizio
infarciva i suoi ragionamenti. Questo a mio avviso è intollerabile ed
è anche un insulto alla gente. Un conto è dialogare tra "addetti ai
lavori", ben diverso è parlare alla radio o comunque al pubblico.
Il mio personale giudizio è stato "... ma guarda questo stronzo
presuntuoso, ma come si permette...".
Vedi LucaS, un conto è *sapere* le cose e quindi non trovarsi in
difficoltà, altro è volerle stravolgere solo per fare sfoggio dei
propri veri o presunti saperi.
Inoltre non mi sta bene che qualcuno pensi di poter sostituire
l'inglese all'italiano, magari perché in italiano qualche gerundio o
qualche congiuntivo ancora li sbaglia.
Non dico di fare come in Francia dove perfino la parola "computer" è
stata legittimamente tradotta e nessuno si è scandalizzato o è stato
preso per ignorante, però diamoci una regolata.
Soprattutto quando parliamo di finanza e di servizi bancari in genere,
con la *clientela* di fronte.
E qui arrivo alla seconda obiezione.
2) Per motivi di lavoro mi capita di "accompagnare" in banca dei
clienti per aiutarli a "trattare" diverse cose, tutte comunque
attinenti ad investimenti mobiliari. Ho quindi avuto modo di
colloquiare con appartenenti a diversi istitui di credito. L'idea che
mi sono fatto è che, almeno in questo settore, tutto dipende dal
*volere* aziendale, da come cioè l'azienda decide di "addestrare" una
parte del suo personale.
In alcuni casi ho trovato interlocutori di quelli che piacciono a te,
in altri persone che mi hanno detto all'incirca le stesse cose ma in
perfetto *italiano*. La differenza (enorme) sta nel fatto che nel
primo caso il mio cliente non ha capito nulla, ma proprio nulla, di
ciò che gli veniva "spiegato". Ho dovuto "tradurre" io, appena usciti
dalla banca.
Immagino cosa può succedere alla clientela che si reca in *quella*
banca a chiedere "consigli".
Non mi sono laureato ad Harward ma alla meno rinomata "La Sapienza" di
Roma. E mi vanto anche di essere un "romano de Roma". Negli ultimi
dieci anni però (da quando ho intrapreso la mia nuova attività), in
mezzo ai vari corsi, studi, esami, ecc. ho anche fatto una cosa
semplicissima. Mi sono comprato il prestigioso "Dizionario di
Economia, Banca e Borsa" e, pian piano mi sono "studiato" tutta la
parte Inglese-Italiano. Ancora oggi, se mi capita di sentire un
termine per me "nuovo", me lo vado subito a verificare.
Ma questo sai perché l'ho fatto? Non certo per "impressionare" i miei
clienti (che perderei subito) ma - oltre che per cultura personale -
per divertirmi un po' quando mi capita di trovarmi di fronte qualche
Harwardiano che vuole fare troppo il "figo".
Lui mi dice swap? E io gli rispondo spread.
Lui book? E io bid/ask.
Unit Linked? Corporate Bond
Profit? Loss
Commodities? Fair value
........
Sapessi quanto me diverto, me diverto proprio un sacco....
;-))
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:7avc1aF2142etU1@mid.individual.net...
> Oh si, certo, sulle ali di una farfalla.
Ovviamente mi scuso.
Ho colto una vena ironica nel tuo precedente messaggio e ti sono venuto
dietro iniziando il mio con lo stesso spirito con il quale si parla con un
amico seduti al tavolino di un bar.
Lungi da me qualsiasi altro intento.
Fermo restando le mie convinzioni sul resto del post che poi ne costituiva
la vera sostanza.
"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4a4ba21e$0$18934$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> Ovviamente mi scuso.
Nulla di cui scusarsi; non per nulla sono sempre convinto di averti messo
addosso il vestito giusto.
> Ho colto una vena ironica nel tuo precedente messaggio
E infatti c'era; non significa però che pur ironicamente non abbia voluto
sottolineare l'inutilità di certi linguaggi, usati troppo sovente per fare
fumo.
Ribadisco, troppo sovente; il che non significa che io rifugga dal farne un
uso appropriato, con le persone giuste, nelle sedi opportune.
Da qui a farne un paragone con il ventennio però...
> dietro iniziando il mio con lo stesso spirito con il quale si parla con un
> amico seduti al tavolino di un bar.
Ti ringrazio.
Buona serata
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a4b9d48$0$832$4fafbaef@reader5.news.tin.it.. .
> Premesso ciò, le mie obiezioni sono due: una oggettiva e l'altra un po'
> maligna.
Non mi pare di aver sposato la causa persa di coloro che, anche in buona
fede, fanno il possibile per non farsi capire.
Ho letto e riletto il mio post e non mi pare di aver scritto alcunchè che
possa farlo pensare.
Ripeto che è normale, tra persone che si capiscono, esprimersi con termini
che, al dilà delle nostre frontiere (est europa compresa) sono ormai
diventati universali.
Se mi confronto con qualcuno che penso abbia difficoltà a comprenderli li
evito ma generalmente cerco di modulare il mio linguaggio sulla taglia del
mio interlocutore.
Concordo con buona parte di ciò che scrivi.
Ho solo evidenziato che il nostro mondo non gira più solo sul nostro fuso
orario.
A mio modesto parere è una grande fortuna, poi ciascuno è libero di pensarla
come crede, ovviamente.
Quando ho iniziato a lavorare esisteva la borsa di milano sulla quale
quotavano all'incirca 250/300 titoli.
Borse minori come Genova, Firenze o Roma lavoravano, se non ricordo male,
solo determinati giorni della settimana ed era come comprare pennini e
carta assorbente da Olivander :-)
Comprare titoli esteri era di fatto impossibile poichè per farlo era
necessario effettuare un deposito in contanti vincolato ed infruttifero
presso Bankitalia, pari al 50% della somma che si intendeva investire.
Dow Jones i più pensavano avesse qualcosa a che fare con i Beatles ed i più
raffinati lo scambiavano per uno dei compari di Tex Willer.
Vivevamo nel nostro splendido isolamento culturale e, sopratutto , ci
circondavano splendidi problemi.
Negli stessi anni in cui io studiavo ancora, dalle università uscivano con
una laurea in mano gli asini post settantottardi del cosiddetto sei
politico.
Se ti ricordi di cosa parlo.
Per certi corsi era come consegnargli, insieme alla laurea, un revolver
carico e senza sicura.
Poi ci stupiamo se il tessuto dirigenziale e professionale di questo paese
era, fino a non molti anni fa, scadente.
Se i molti cervelli bravi che avevamo, non qualche decina ma qualche
migliaio, sceglievano gli States, piuttosto che altri paesi stranieri, pur
di non lavorare qui.
E confesso che fa un certo effetto parlare oggi con un'ex compagna di scuola
che ai tempi parlava perfino il dialetto novarese ed oggi, cardiochirurgo e
docente universitario all'estero, parla ormai un pessimo italiano.
Gli unici strumenti di "dialogo" civile allora erano le spranghe e le
molotov.
Quelli di dialogo incivile erano le mitragliette skorpion.
Regnava l'ignoranza più nera, a tutti i livelli e l'ignoranza è ancora il
problema di questo strano paese dove, a differenza di paesi a noi vicini,
una grande percentuale di studenti inizia un corso di laurea e non riesce a
portarlo a termine.
Non metto in dubbio ci siano molti che masticano slang come fosse
chewingum.
Ma io rispetto molto anche i tanti altri che non si trincerano dietro
all'ignoranza come fosse uno scudo.
Questo paese caro Fred, ha bisogno di crescere e lo deve fare,
possibilmente, con una giustizia che funzioni, non grazie a Striscia la
notizia; possibilmente senza tutori, con tutto il rispetto che ho per te e
per la professione che ti occupa.
Per crescere ci vuole impegno e voglia di scrollarsi l'ignoranza di dosso.
Dopo però non ci sono più scuse.
Noi invece, diciamo le cose come stanno, siamo ignoranti solo quando ci fa
comodo e furbi anzi furbissimi quando lo vogliamo; con l'aggiunta che quelli
che hanno studiato veramente, magari con immani sacrifici personali e della
famiglia, ci stanno anche un po sul culo.
> L'idea che mi sono fatto è che, almeno in questo settore, tutto dipende
> dal *volere* aziendale, da come cioè l'azienda decide di "addestrare" una
> parte del suo personale.
> In alcuni casi ho trovato interlocutori di quelli che piacciono a te, in
> altri persone che mi hanno detto all'incirca le stesse cose ma in perfetto
> *italiano*.
Non ho mai detto che mi piacciono Fred.
Senza offesa ma noto che su certi argomenti ti comporti spesso come il toro
nell'arena insieme a bugs bunny, del noto cartone della looney tunes :-)
Quando anche fosse vero che hai incontrato soggetti del genere e, poichè lo
dici tu non ne dubito ma secondo te, di questi tempi, è credibile?
Bada che non è da parte mia un'affermazione ma una domanda vera, fatta da
uno che ha passato una vita a parlare con clienti di qualsiasi tipo e
livello d'istruzione, dagli operai ai professionisti e dai politici agli
imprenditori.
Conosco molto bene il valore aggiunto di un corretto processo relazionale
nel rapporto con la clientela bancaria e faccio il possibile per
trasmetterlo a chi lavora con me.
Purtroppo lo conosco bene limitatamente a due o tre regioni e sopratutto,
nella banca in cui lavoro.
Comportamenti estranei alla compliance (traduco io non ti scomodare : sta
per "conformità alle norme") oggi costano fior di quattrini in termini di
immagine e non solo.
Qualcuno se lo può ancora permettere?
Che ci sia il furbo che lo fa non lo metto in dubbio; come sono certo che
tali comportamenti non sono graditi alle banche...oggi.
Può essere che da altre parti sia ancora efficace e sopratutto priva di
rischi, la supercazzola del mitio conte Mascetti?
Il mio istituto è talmente attento alla soddisfazione dei propri clienti
che da un paio d'anni ha affidato ad una società esterna, delle indagini
sulla soddisfazione della propria clientela e gradimento dei serivizi
erogati.
Ogni settimana trasmette a ciascuna agenzia della rete i risulati di queste
indagini.
Ai clienti, in modo del tutto anonimo, viene richiesto di esprimere un
giudizio su domande che vanno dall'efficienza dello sportello, alla pulizia,
all'ambiente, ai servizi commerciali, alla capacità da parte dell'agenzia
della quale sono clienti di risolvere i problemi.
Il risultato è un punteggio che a fine anno influisce pesantemente, in modo
positivo o negativo, sugli incentivi.
Ti pare che siamo sulla luna?
> Non mi sono laureato ad Harward ma alla meno rinomata "La Sapienza" di
> Roma. E mi vanto anche di essere un "romano de Roma".
Si ho capito.
Mangi coda alla vaccinara e carciofi alla giudìa ma bada, con me caschi
male perchè amo molto l'Urbe e potrei conoscere i sonetti del Belli
quanto e meglio di te :-)
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:7b1pplF214afrU1@mid.individual.net...
> "LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:4a4ba21e$0$18934$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
>> Ovviamente mi scuso.
> Nulla di cui scusarsi; non per nulla sono sempre convinto di averti messo
> addosso il vestito giusto.
>> Ho colto una vena ironica nel tuo precedente messaggio
> E infatti c'era; non significa però che pur ironicamente non abbia voluto
> sottolineare l'inutilità di certi linguaggi, usati troppo sovente per fare
> fumo.
se nel news group it.economia.banche sfugge il significato di large
corporate non so che dire.
> Ribadisco, troppo sovente; il che non significa che io rifugga dal farne
> un uso appropriato, con le persone giuste, nelle sedi opportune.
se vogiamo chiamare i corporate bond obbligazioni aziendali, il computer
ordinateur, il garage autorimessa
per me va bene.
"LucaS" <lucas958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4a492dd9$0$1114$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> "PeterMilan" <suka@gmail.com> ha scritto nel messaggio
> news:RKR1m.58114$Ux.2818@tornado.fastwebnet.it...
>> Non so di che cosa tu ti occupi in banca, io sono un gestore large
>> corporate.
> Come diceva un mio amico napoletano, siamo tutti dottori :-)
> Infermieri non ce n'è :-)
beh, speriamo ci siano anche infermieri. sarebbe grave altrimenti.
> Vinicio tuttavia, secondo me, ha più la testa da ingegnere :-) e credo mi
> conosca abbastanza da sapere che è un complimento.
> Qui scrivono clienti, e bancari e tra questi dall'impiegato al direttore.
> Nessuno di loro viene con il biglietto da visita ma i più volenterosi,
> molto umilmente, con il loro sudato bagaglio di esperienze personali da
> confrontare con quelle degli altri.
> Molti di loro hanno scoperto,confrontandosi qui con altri colleghi, che il
> mondo del credito è vasto e complesso; realtà da ciascuno di noi
> conosciute non ne costituiscono l'universo ma un piccolo spicchio.
perfettamente d'accordo. fino a quando non si da del cazzaro a sconosciuti
di cui non si conosce ruolo, incarico, inquadramento e responsabilità.
>> Ti posso assicurare che mie aziende a cui non applicavo cms ne su
>> scoperto
>> di cassa ne tantomeno su portafoglio, estero.......
> Le aziende sono della banca, non tue, permettimi.
le aziende sono degli imprenditori, degli azionisti e talora dei dipendenti,
permettimi tu.
al limite sono clienti della banca e clienti miei. Se i puntini li vogliamo
mettere, mettiamoli sulle i.
Posso permettermi di dire che sono miei clienti in quanto ho un patto di
stabilità/non concorrenza importante e quindi anche la banca pensa siano
clienti "miei"
> Così come il pricing non lo decidi tu; al massimo lo proponi.
fino ad un certo punto. visto che su un determinato portafoglio alcuni
gestori hanno esclusivamente un margine di intermediazione da raggiungere,
monetario o commissionale che sia .
ma questo giro non funziona così. sono miliardi di euro che il sistema non
vuole farsi sfuggire.
> Una corporate sana, a posto con il rating, credo che qualsiasi pricing lo
> possa contrattare.
tu dici?
ma sei ancora convinto che il rating aziendale affibiato dagli algoritmi
della fanotmatica convenzione "basilea due" abbia qualche rispondenza con la
realtà?
> Benvenuto tra di noi :-)
visto il benvenuto non ne sarei così sicuro.
felice di ricredermi
Tratto dal messaggio tcS2m.61027$Ux.6261@tornado.fastwebnet.it di
PeterMilan:
> perfettamente d'accordo. fino a quando non si da del cazzaro a sconosciuti
> di cui non si conosce ruolo, incarico, inquadramento e responsabilità.
Si è scritto diverse volte non si discutono le persone ma gli scritti.
*Qui* chiunque può asserire di avere qualsiasi ruolo, qualsiasi incarico,
qualsiasi inquadramento e qualsiasi responsabilità. Non si è mai
richiesto a nessuno di presentare alcun certificato che lo confermi, quindi
ogni auto-presentazione viene presa per buona.
Poi, però, *qui*, occorre dimostrare di avere le conoscenze che giustificano
il ruolo che si dichiara di avere.
IMHO, una frase del tipo
> [le banche] aumentano le spese commissionali del 3/4000%
può essere stata scritta solo da un cazzaro a tutti gli effetti...
o da qualcuno con prestigiosi incarichi che in quel preciso momento
aveva intenzione di trollare un po' e fare il cazzaro.
Se la *una* banca, in *un* settore ben specifico, porta le spese
da 0% a 0.20%, poi, l'aumento non è del 3/4000% ma è
semplicemente pari a "più infinito".
Restando con i piedi per terra, e senza smobilitare i termini inglesi sui
quali Fred ha correttamente disquisito, una simile affermazione generica
avrebbe avuto senso se una spesa commissionale *comune* (bancomat?
tenuta conto? singola scrittura?) fosse passata, per esempio, dagli 80 cent
o dall'euro attualmente applicato ai 25/40 euro.
Non mi pare sia mai accaduta una cosa del genere.
Ciao ciao
VL
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
In news: 4a4bbb3f$0$1112$4fafbaef@reader4.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
> Senza offesa ma noto che su certi argomenti ti comporti spesso
> come il toro nell'arena insieme a bugs bunny, del noto cartone
> della looney tunes :-)
Vero. A volte mi lascio trascinare dalla.... tastiera. Genuina
passione.... senile.
:-(
Bella la "ricostruzione storica" che hai fatto. Sì, me la ricordo la
"Borsa di Roma"... ogni tanto ci passavo davanti, roba da ridere a
parlarne oggi, con le principali borse mondiali fatte solo di server.
Quando entrai nel palazzo del (neo nato) Nasdaq, rimasi sbalordito.
Non c'era nessuno!! Wall Street ancora oggi regge con gli "umani" ma
credo sia solo questione di tempo.
Tornando a noi quel che ho scritto fa parte di un'angolazione visiva
abbastanza particolare e quindi è giusto non generalizzare.
Voglio dire che è soprattutto in campo finanziario, negli investimenti
mobiliari, che mi sono capitati soggetti che, decisamente, *esagerano*
nell'utilizzo di termini inglesi per illustrare (e vendere) i loro
prodotti.
E' indubbio che la finanza che conta è "nata" nei paesi anglosassoni
però la lingua italiana è così bella, così ricca, che non vedo percé
vada bene solo per il "bel canto" e non anche per la finanza.
Ripeto, la mia impressione è che a volte l'utilizzo dell'inglese sia
anche strumentale alla riuscita della vendita, ma è solo
un'impressione non provata.
Circa il resto del tuo ragionamento, lo trovo molto corretto sul piano
teorico e mi fa solo che piacere sapere che la *tua* banca è
intenzionata a metterlo in pratica.
Resta però il fatto che la *fiducia* della clientela nei confronti
delle banche è ai minimi rispetto a qualunque altro periodo del
passato. E questo lo rilevano persino le statistiche di "pattichiari"
(che spero chiuda i battenti al più presto).
Mi pare evidente che qualcuno (più di qualcuno), almeno negli ultimo
10 anni, ha sbagliato ed ha sbagliato di grosso.
Il vero problema (a proposito di *cultura*, di *informazione*, di
*etica*) è che *nessuno* del settore del credito ha mai fatto un
minimo di autocritica in tutti questi anni.
Hai mai letto una qualche dichiarazione in tal senso da parte dell'ABI
che rappresenta, bene o male, *tutte* le banche italiane?
Mai! Le banche sono *sempre* rispettose delle leggi (e te credo, se le
scrivono loro!), le banche offrono credito in abbondanza, soprattutto
alle PMI; chi afferma il contrario mente. Le banche applicano tariffe
in linea con la media europea; chi dice il contrario mente. Le banche
sono trasparenti, le banche combattono il riciclaggio, l'usura, il
traffico di armi.... E infine la più bella:
il cliente è al centro della banca e sempre lo sarà. Amen!
Tu capisci che un atteggiamento così *arrogante*, ripetuto nel tempo,
non è tollerabile.
Se qualcuno si incazza di brutto IMO ha tutte le giustificazioni del
caso, anche quando esagera un po', non ti pare?
Questa sorta di muro di Berlino prima o poi dovrà crollare.
Dipenderà *solo* dall'atteggiamento delle banche (che invito a
riflettere sull'attuale situazione) se il crollo avverrà, mattone dopo
mattone, con calma e senza spargimento di sangue o se saranno
necessarie le cannonate.
Tu, giustamente, parli di compliance, una cosa bellissima (sulla
carta, come al solito), prevista dalla "famigerata" Basilea2 e
introdotta nelle banche in modo *obbligatorio* (ma correggimi se
sbaglio), a livello di *funzione*.
Appunto, funzione. Abbiamo un meraviglioso nuovo ufficio in tutte le
banche con, probabilmente, un meraviglioso nuovo dirigente e
collaboratori vari. Oppure con personale "riciclato", non saprei.
Ma se tu mi dici compliance, io ti rispondo: best practices, chi le ha
viste, dove sono costoro?
Se non erro la compliance dovrebbe servire innanzitutto a far
emergere, ad individuare le *criticità* a 360 gradi. Sui prodotti, sui
processi, sulla formazione, sulla qualità, ecc..
Ma se l'ABI respinge *sempre* qualsiasi tipo di critica, anche la più
blanda, evidentemente non c'è bisogno di alcuna nuova best practice. E
allora che gli facciamo fare alla nuova funzione? Nulla, però siccome
è obbligatoria occorre farla comparire in pianta organica. E non mi
dire che l'ABI non rappresenta il settore perché non è così, non lo è
mai stato, oggi più che mai.
Se non si esce da questa dicotomia mi sembra inutile continuare a
tentare di discutere con un muro.
Da ultimo, insisto con il mio pallino di sempre: siccome alla fine
della storia sempre di *persone* si parla, in banca come in Borsa e
dappertutto, il "caro" Sindacato tanto potrebbe fare, ma veramente
tanto, se avesse il coraggio di tirare fuori le unghie.
Ma non lo fa. Ed anche di questo si dovrà ricordare la clientela
delusa.
> Mangi coda alla vaccinara e carciofi alla giudìa ma bada, con me
> caschi male perchè amo molto l'Urbe e potrei conoscere i
> sonetti del Belli quanto e meglio di te :-)
Purtroppo alcuni "piatti" della cucina tipica romana li trovo un po'
"pesanti" e non posso....
:-(
Di recente ho avuto modo di vedere "I segreti di Roma" in 4 dvd (che
completano l'omonimo libro) curati da Corrado Augias.
Un lavoro che ho apprezzato moltissimo e che mi ha fatto "scoprire"
tante cose che ancora ignoravo della mia città.
ps: amo molto il Belli, quasi quanto il Grande Albertone nostro.
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a4ca52d$0$1112$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> In news: 4a4bbb3f$0$1112$4fafbaef@reader4.news.tin.it
> E questo lo rilevano persino le statistiche di "pattichiari" (che spero
> chiuda i battenti al più presto).
Purtroppo no.
A volte ritornano..... :-)
Ho ricevuto un paio di comunicazioni che non ho ancora avuto il tempo di
leggere
Magari tu ne sai già qualcosa.
Avremo comunque modo di parlarne.
> Di recente ho avuto modo di vedere "I segreti di Roma" in 4 dvd (che
> completano l'omonimo libro) curati da Corrado Augias.
Esistono i dvd? Non lo sapevo.
Li cercherò.
Io ho letto il libro e l'ho trovato molto bello e così non poteva che
essere considerato il bravo giornalista e scrittore che è Augias.
> ps: amo molto il Belli, quasi quanto il Grande Albertone nostro.
Il mitico Nando Mericoni :-)
Macaroni ....uhm...macaroni
Questa è roba da carrettieri.
I nu' mangio macaroni, io so' mericano.
Macaroni m'hai provocato e io te distruggo...macaroni.
I me te magno :-)
"PeterMilan" <suka@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:tcS2m.61027$Ux.6261@tornado.fastwebnet.it...
> Posso permettermi di dire che sono miei clienti in quanto ho un patto di
> stabilità/non concorrenza importante e quindi anche la banca pensa siano
> clienti "miei"
Effettivamente in fatto hai ragione ed è una anomalia tutta del settore. In
pratica i babbei, ehm clienti, anche di un certo spessore (corporate), non
valutano i prodotti oggettivamente ma, spesso male, il soggetto persona
fisica con cui si interfacciano e se questo cambia lavoro (e prodotti)
spesso lo seguono (da qui i patti in questione) e magari cadono dalla
padella nella brace.
Il tutto è assurdo, come se si cambiasse negozio se uno dei commesso si
trasferisse altrove.
E non venirci a parlare della "consulenza" )
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:7atnvnF1vpc8dU1@mid.individual.net...
> perché da una certa epoca in
Per lo stesso motivo per cui da una società di consulenza dal nome
anglosassone sono usciti diversi esponenti del mondo bancario italiano.
Il motivo secondario è che così il cliente non capisce più nulla.
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a51ca95$0$1114$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Il tutto è assurdo, come se si cambiasse negozio se uno dei commesso si
> trasferisse altrove.
> E non venirci a parlare della "consulenza" )
E perché, cosa c'è poi di così strano.
Se vai a comprare cravatte in un negozio facendoti consigliare dal commesso
che ti ha sempre servito bene, il giorno che costui va in un negozio a
vendere mutande da donna, perché mai non lo dovresti seguire?
In fin dei conti ti fidi di lui, mica del prodotto o del negozio.
Cordialità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a51d147$0$1119$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Però nel settore finanziario e non solo è così.
Purtroppo, ahinoi!!
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:7be732F223dg5U1@mid.individual.net...
> Purtroppo, ahinoi!!
Comunque c'è di peggio, leggi questo http://www.aduc.it/dyn/dilatua/dila_....php?id=259561
Partendo dalla fine altrimenti non si capisce.
Questi, oltre all'attività lecita (credito al consumo e collocamento di
proprie obbligazioni) prendevano soldi dalla gente in cambio di una lettera
con cui promettevano la restituzione del capitale ed interessi tra il 10 ed
il 18% a secondo dei periodi (classico schema piramidale).
Se leggi le reazioni in quel forum rimani sconcertato, altro che mifid
"Max max" <maxmax@nomail.it.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a51ca95$0$1114$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Effettivamente in fatto hai ragione ed è una anomalia tutta del settore.
> In pratica i babbei, ehm clienti, anche di un certo spessore (corporate),
> non valutano i prodotti oggettivamente ma, spesso male, il soggetto
> persona fisica con cui si interfacciano e se questo cambia lavoro (e
> prodotti) spesso lo seguono (da qui i patti in questione) e magari cadono
> dalla padella nella brace.
Per la mia esperienza, molto spesso, è anche il dipendente a cadere dalla
padella nella brace.
Sovente da per scontato che i clienti lo seguano e qualcuno, in effetti lo
fa ma non sempre come il dipendente spera.
Purtroppo, sopratutto negli ultimi 10 anni, ho visto casi gloriosi
trasformarsi in pietosi nel giro di pochi mesi.
Il problema è anche un altro, secondo me.
Molte banche utilizzano il patto al posto degli avanzamenti o di incrementi
retributivi ad personam.
Il patto infatti, a scadenza, può anche non essere rinnovato ed uno, dopo
anni, rischia di avere come unica merce da poggiare sulla bilancia, non un
grado che tutto sommato rappresenta, sotto molti aspetti, anche il suggello
di un percorso professionale positivo ma solo un presunto portafoglio
clienti.
Il tutto con buona pace del sindacato.
Molta...pace :-)
Saluti
LucaS
Tratto dal messaggio 4a523764$0$1109$4fafbaef@reader4.news.tin.it di LucaS:
> Molte banche utilizzano il patto al posto degli avanzamenti o di
> incrementi retributivi ad personam.
Ecco, hai indicato le parole giuste: "ad personam".
Ora hanno la scusa della privacy.
Ma anche molti anni fa, quando ancora la privacy non esisteva, ricordo che
ogni volta che i sindacati chiedevano di sapere in base a quali parametri la
banca scegliesse di premiare uno piuttosto che un altro (appunto, con gli
"ad personam")... non si aveva risposta!
Erano dati privati, i premi erano assegnati *in più* rispetto a quanto
previsto contrattualmente, e quindi la banca poteva fare quello che voleva.
Poteva dare un fantastilione a un vice commesso che risultava simpatico
(perchè andava a far le pulizie a casa del direttore generale), e negare
qualsiasi ricompensa a chi si tirava il mazzo per le chiusure contabili o
per far "sopravvivere" qualche agenzia altirmenti destinata ad un'ingloriosa
chiusura.
Essendo quindi "roba nostra", la banca sceglieva anche *come* pagare.
Ecco soldi, frange benefits, "bonus" non meglio identificati, e altro.
A un collega avevano concesso come "bonus ad personam" un corso
di guida veloce automobilistica presso un circuito lombardo...
Ciao ciao
VL
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:7betvgF231085U1@mid.individual.net...
> Erano dati privati, i premi erano assegnati *in più* rispetto a quanto
> previsto contrattualmente, e quindi la banca poteva fare quello che
> voleva.
Ovviamente intendevo gli ad personam mensili, non quelli una tantum.
La banca (ma so che accade anche da altre parti) spesso assegna un mensile
ad personam, appunto, anzichè dare una promozione.
A quanto mi risulta è acquisito per tutta la prosecuzione del rapporto di
lavoro.
Generalmente l'incremento retributivo equivale a mezza promozione o comunque
ad una frazione di questa e di solito viene "riassorbito" quando e se la
promozione vera arriva.
E' un mezzo per allungare i tempi a tutto vantaggio delle aziende.
Nel caso del patto invece questo ha una durata ben specificata (generalmente
3/4 anni) e può anche non essere rinnovato.
Ciao
LucaS
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:7b2uu2F21nlgoU1@mid.individual.net...
> Tratto dal messaggio tcS2m.61027$Ux.6261@tornado.fastwebnet.it di
> PeterMilan:
> Restando con i piedi per terra, e senza smobilitare i termini inglesi sui
> quali Fred ha correttamente disquisito, una simile affermazione generica
> avrebbe avuto senso se una spesa commissionale *comune* (bancomat?
> tenuta conto? singola scrittura?) fosse passata, per esempio, dagli 80
> cent
> o dall'euro attualmente applicato ai 25/40 euro.
> Non mi pare sia mai accaduta una cosa del genere.
ok. se però tu pensi ad una commissione mediamente applicata su scoperto di
conto, diciamo 0,125% (parlo di aziende) ed ora la stessa commissione la
trovo applicata su tutto l'affidamento che in media è 20/30/40 volte lo
scoperto di conto, il risultato è quello che ti ho detto.
alcuni clienti avranno la sorpresa di passare in un trimestre da 0 (non
utilizzavano mai il fido di cassa) a 40.000 euro. Avranno tempo per recedere
entro 60gg, ma alcuni non potranno recedere.
saluti
Tratto dal messaggio Oaf5m.4399$vG4.3473@tornado.fastwebnet.it di
PeterMilan:
> ok. se però tu pensi ad una commissione mediamente applicata su scoperto
> di conto, diciamo 0,125% (parlo di aziende) ed ora la stessa commissione
> la trovo applicata su tutto l'affidamento che in media è 20/30/40 volte lo
> scoperto di conto, il risultato è quello che ti ho detto.
Vero.
L'importante è non generalizzare.
Per *alcuni* cliente, in *determinate* situazioni, *alcune* tipologie di
spesa sono aumentate 20/30/40 volte.
Il rischio è di ottenere precisamente il contrario di quello che ci si
prefiggeva.
L'affermazione generica potrebbe indurre a pensare: "Beh, le spese sono
aumentate venti volte, quelle che pago io sono *solo* raddoppiate, quindi
vuol dire che mi trattano bene!".
E' strano che Adusbef e compagnia non ci arrivino...
Spesso affermano che un conto corrente costa 500 euro l'anno, o che ogni
operazione POS viene a costare al correntista 2 euro e più.
Ecco che chi che spende *solo* 250 euro l'anno di tenuta conto o che
paga 1 euro per operazione può pensare di essere fortunato ...
....mentre invece spende molto molto di più della *vera* norma...
Ciao ciao
VL
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
POTERI FORTI.
~Robiñ~Hood~: Lo diceva Berlusconi, difendendo financo Stefano Ricucci:
«Lo attaccano perché dà fastidio ai poteri forti».
E Cossiga confidava a Libero
che l’inchiesta su Consorte & C. non dipende dagli...
Borsa
3
15-01-2006 15.14.49
poteri di firma
Naol: Ciao a tutti.
E' un problema un po' particolare relativo al potere di rappresentanza di
una società di capitali, appartenente ad un gruppo industriale.
Supponiamo che Tizio Caio abbia già...