Mi avevano insegnato che la funzione fondamentale della banca era di
"intermediazione finanziaria".
Raccogliere le eccedenze di contante dei privati e prestarle alle
aziende.
Ma se la banca non li presta alle aziende... i privati non concedono le
loro eccedenze!
Una nuova "arma" nelle mani dei correntisti?
[copia]
Crisi: Le banche non finanziano l'azienda e gli operai chiudono i conti
correnti
Gli istituti di credito non finanziano l'azienda, in crisi nonostante abbia
commesse per 3 milioni, e così gli operai minacciano di chiudere i conti
correnti: succede a Schio (Vicenza), dove i sindacati e gli operai della
"Smith Textile", fabbrica meccanica di telai tessili, hanno inviato oggi una
lettera alle due principali banche della ditta, Unicredit e Banco Popolare,
minacciando in caso di mancate risposte la protesta collettiva. Secondo
Maurizio Doppio, della Fim Cisl di Schio, potrebbero essere almeno un
centinaio, su un totale di 180, i dipendenti pronti a chiudere i rapporti
con gli istituti che non starebbero sostenendo la fabbrica. La Smith
Textile, ex Nuovo Pignone, - riporta oggi il "Corriere del Veneto" - ha
attualmente ordini per tre milioni di euro, ma fatica ad ottenere credito,
ed è in crisi per il pagamento degli stipendi e dei fornitori. "Ci sono
circa 100 macchinari, per un valore di 3 milioni di euro - spiega Doppio -
già garantiti dai clienti con lettere di credito di banche estere di paesi
solventi, come Cina e India. Nonostante ciò i nostri istituti di credito non
si decidono ad anticipare il credito che consentirebbe di pagare stipendi di
maggio e fornitori". Da qui la lettera con la quale i dipendenti chiedono un
incontro con le banche e minacciano, in caso contrario, lo "sciopero" del
conto corrente.
Sabato 20 giugno 2009 13.31
[/copia]
Ciao ciao
Vinicio Loncagni
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
Potrebbe essere l'inizio della famosa "rivoluzione dal basso"?
Certo, un conto è "minacciare", altro è farlo sul serio.
E spesso i giornali non danno conto del seguito (o del finale) di
queste cose.
Comunque già la sola minaccia è ulteriore segnale di quanto stia
salendo il c.d. "malessere sociale".
C'è chi dice che la ripresa è ormai alle porte.
Chi dice che da settembre si rischia di entrare in un vero "buco nero"
fatto di fallimenti a catena e di disoccupazione a gogo'.
A chi dare ascolto?
Io comincerei intanto da questi operai, ai quali dare segnali di
grande solidarietà e sostegno (concreto) da parte delle istituzioni
locali sarebbe doveroso.
e così gli operai
> minacciano di chiudere i conti correnti: succede a Schio (Vicenza),
> dove i sindacati e gli operai della "Smith Textile", fabbrica
> meccanica di telai tessili, hanno inviato oggi una lettera alle due
> principali banche della ditta, Unicredit e Banco Popolare,
> minacciando in caso di mancate risposte la protesta collettiva.
Aggiungo all'altro post, rivolgendomi al Vinicio sindacalista:
....e, per esempio, non ci starebbe tutto un bello sciopero di
solidarietà dei bancari, perlomeno di quelli delle dipendenze locali
interessate?
Ovviamente previo accertamento che, in effetti, le ragioni
dell'azienda hanno fondamento?
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
Tratto dal messaggio 4a3f4d8e$0$1111$4fafbaef@reader4.news.tin.it di
Fred(R):
> ...e, per esempio, non ci starebbe tutto un bello sciopero di
> solidarietà dei bancari,
Non conosci i bancari.
Già fargli fare sciopero per i *propri* diritti è estremamente difficile.
Solo quando si trovano proprio con il culo per terra cominciano a capire che
potrebbero correre qualche rischio...
E tu pensi che facciano sciopero per i diritti di qualcun altro?
Caio ciao
VL
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
Fred(R) wrote:
> Chi dice che da settembre si rischia di entrare in un vero "buco nero"
> fatto di fallimenti a catena e di disoccupazione a gogo'.
> A chi dare ascolto?
basta guardare le borse.. di solito anticipano i mercati di 6 mesi e più..
ma a tutt'oggi sono ancora ferme in movimento laterale, su dati macro che al
massimo sono "meno peggio" del previsto, ma tutt'altro che positivi. Siamo
nel bel mezzo della crisi, e per ora azzardare previsioni sulla data di
uscita è come azzeccare un terno al lotto. Sicuramente la cosa, almeno in
Italia, si aggraverà nei prossimi mesi. Prima che si comincino a vedere
spiragli di ripresa si passerà come minimo al prossimo anno, ma prima che
torni il benessere generalizzato, ammesso che si torni a quei livelli,
passeranno molti anni.
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:7a99dgF1tu85uU1@mid.individual.net...
> E tu pensi che facciano sciopero per i diritti di qualcun altro?
Basta organizzarlo per un venerdì o per un lunedì e la cosa è fatta;
d'estate per il mare e d'inverno si va a sciare. :-(( E' sempre stato
così, da che i mei ricordi mi assistono.
Cordilaità
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
In news: 4a3f6e63$0$6841$5fc30a8@news.tiscali.it
"M.Sandra" ha scritto:
> basta guardare le borse.. di solito anticipano i mercati di 6 mesi
> e più.. ma a tutt'oggi sono ancora ferme in movimento laterale
Non è esattamente così.
Dai minimi di marzo si è verificato un primo movimento a V un po' su
tutti i mercati (chi più, chi meno).
Un movimento quindi piuttosto violento e veloce che ha consentito un
po' di recupero.
Da poco si è entrati in una iniziale fase "laterale" (o di
congestione) che impedisce di fare una qualche previsione basata su
dati consolidati. Fermo restando che siamo ancora mooolto lontani dal
recuperare i massimi di un paio d'anni fa.
Da tutto ciò nasce l'incertezza attuale, anche se è bene sempre
distinguere gli andamenti delle Borse da quelli dell'economia reale.
Non sempre le strade sono parallele.
Personalmente non sono ottimista per il futuro prossimo, anche se so
di scontentare il Cavaliere.
;-)
Ma la mia è solo un opinione e spero fortemente di avere torto marcio.
E il grande Clint Eastwood dice, giustamente, che "le opinioni sono
come le OO. Ognuno ha le sue".
> E tu pensi che facciano sciopero per i diritti di qualcun altro?
Non credi che qualche sindacalista (uno a caso? :-)) potrebbe/dovrebbe
spiegare loro che se (mai sia!) dovessero trovarsi col culo per terra
sarebbe un po' tardi per scioperare?
E magari spiegare anche che talune centinaia di *bancari*, dipendenti
di banche estere con filiali in Italia che hanno chiuso in un lampo,
col culo per terra già ci stanno?
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
Tratto dal messaggio 4a3f9e55$0$1105$4fafbaef@reader3.news.tin.it di
Fred(R):
> Non credi che qualche sindacalista (uno a caso? :-)) potrebbe/dovrebbe
> spiegare loro che se (mai sia!) dovessero trovarsi col culo per terra
> sarebbe un po' tardi per scioperare?
Appunto.
Fino a quando la Gringotts andava bene, chi avesse provato a insinuare
simili dubbi sarebbe finoto come Cassandra.
Quando la Gringotts ha cominciato ad andare meno bene, non si preoccupavano
perchè "...siamo forti, il nostro meno bene è il benissimo degli altri".
Quando la Gringotts andava maluccio, ci si fidava perchè tanto c'erano altri
erano anche andati anche peggio, ma poi si erano ripresi.
Poi la Gringotts è andata male ... e in molti tanto c'avevano lo zio
cardinale, che vede e provvede.
Ora che la Gringotts non c'è più, perchè è stata svenduta, si trovano a
sfiorare la terra con il popò, e si lamentano
perchè i sindacati sapevano, potevano, dovevano...
> E magari spiegare anche che talune centinaia di *bancari*, dipendenti
> di banche estere con filiali in Italia che hanno chiuso in un lampo,
> col culo per terra già ci stanno?
Già fatto.
La risposta pià "furba" che ho avuto, è stata: "Ah, ma quelli non hanno mica
il nostro contratto...".
Ciao ciao
VL
--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley. http://tinyurl.com/cwf4r
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
On Mon, 22 Jun 2009 11:15:58 +0200, Fred(R) wrote:
> Potrebbe essere l'inizio della famosa "rivoluzione dal basso"?
hey che romanticoni che siete :-)
romantici nel senso migliore del termine ovviamente...avete letto i nomi
delle due banche? con tutti i correntisti che hanno si dovrebbero
spaventare per 100 operai (*operai* non notai, politici, medici...etc
etc) che ritirano il conto???
per spaventarli gli operai che ritirano il conto dovrebbero essere almeno
10000...e la storia insegna che i lavoratori tutto sono fuorche' uniti :-)
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a3f4bd0$0$1111$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> Potrebbe essere l'inizio della famosa "rivoluzione dal basso"?
> Certo, un conto è "minacciare", altro è farlo sul serio.
> E spesso i giornali non danno conto del seguito (o del finale) di queste
> cose.
La storia insegna che le rivoluzioni "dal basso", come le chiami tu, non
sono mai esistite ma sono sempre state pilotate da qualcuno.
Stai prospettando, a mio modesto parere, un concetto molto talebano di
credito, che non condivido.
Se le banche non finanziano quell'azienda ci saranno evidenti ragioni oltre
al fattore commesse per 3 milioni di euro, che detto così, tra l'altro, è
un dato che non dice assolutamente nulla se non comparato con altri.
Alcune tra le più grandi aziende italiane del settore tessile sono collocate
nella provincia in cui lavoro ed in quella accanto.
Ho vissuto la crisi del tessile e dell'indotto ad esso collegato che,
casomai qualcuno non lo sapesse, data ormai da 6/7 anni e non dal 15
settembre 2008.
Credo di poterne parlare con discreta conoscenza.
Aziende che hanno saputo rinnovarsi sono sopravissute.
Altre che vivevano di rendita ed avevano disimparato a rinnovarsi sono in
crisi e qualcuna ha portato i libri in tribunale.
Imprenditori che non si erano mai mossi dall'italia (era dall'estero che
venivano da loro) , andavano finalmente in fiera a Shangai e si accorgevano
che qualcun altro, da qualche tempo, produceva e vendeva in giro per il
mondo il loro stesso telatio, uguale perfino nelle viti e nei bulloni;
unica differenza la targhetta del produttore.
Tra le buone letture, consiglio "Chi ha spostato il mio formaggio".
E' quasi una fiaba ma molto istruttiva :-)
Ora siamo ormai abituati ad imputare ogni male alle banche.
Diamogli pure addosso anche con la crisi del tessile.
Senza entrare nel merito dell'azienda citata, che non conosco, faccio una
riflessione più generalizzata ma che trova riscontro molto più spesso di
quanto non si pensi.
In situazioni analoghe, vorrei vedere un' imprenditore rispondere anche con
il proprio patrimonio personale che generalmente, anche con l'azienda in
crisi, è certamente più sano rispetto a quello dell'azienda stessa e
......... dei propri dipendenti.
Se l'azienda ha commesse, se l'azienda lavora, il primo a crederci chi
dovrebbe essere?
Speriamo migliori questo sistema bancario ed insieme ad esso anche la
cultura e la maturità di questo popolo.
Inshallah Fred, Inshallah
LucaS
comunque...l'ho buttata sul ridere ma la notizia e' decisamente seria,
forse la traduzione dall'inglese attutisce un po' la crudelta': i
vecchietti rischiano una pena di 15 anni e per altro sembra che il denaro
investito fosse di dubbia provenienza...
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
In news: 4a420745$0$18931$4fafbaef@reader2.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
> La storia insegna che le rivoluzioni "dal basso", come le chiami
> tu, non sono mai esistite ma sono sempre state pilotate da qualcuno.
Certo. Solo che una volta erano piccoli gruppi di "borghesia
illuminata" ad organizzare le rivoluzioni (il Risorgimento è pieno di
questi esempi), oggi non saprei da dove cominciare.
Forse da "bancari illuminati"? O anche ex? Chissà.... ;-)
> Stai prospettando, a mio modesto parere, un concetto molto
> talebano di credito, che non condivido.
Francamente non so bene neanch'io cosa esattamente prospettare. Però
se per te talebano=islam=no interessi (le banche islamiche mi pare che
non possono applicare "interessi" per un fatto religioso), non so,
forse si potrebbe provare anche in occidente.... chissà... ;-)
> Se le banche non finanziano quell'azienda ci saranno evidenti
> ragioni oltre al fattore commesse per 3 milioni di euro, che detto
> così, tra l'altro, è un dato che non dice assolutamente nulla se
> non comparato con altri.
[...]
> Senza entrare nel merito dell'azienda citata, che non conosco,
Epperò nel merito bisognerebbe entrarci per capire chi ha "evidenti
ragioni".
Vedi LucaS, finora sull'argomento "merito di credito", a leggerti ho
l'impressione che secondo te la banca "ha *sempre* ragione", per un
verso o per l'altro. In particolare nel *negare* un finanziamento o un
affido.
Ora, se veramente la pensi così (in base anche alla tua esperienza
diretta) non è facile portare avanti una discussione costruttiva.
Da parte mia posso dirti di non avere grandi simpatie per "certi"
imprenditori (e non sono pochi) che in Italia più che altro fanno i
finanzieri d'assalto. Approfittano a mani basse di soldi e
finanziamenti (quasi sempre pubblici) per aprire finte industrie e
capannoni
che durano un estate, giusto il tempo per licenziare i malcapitati
assunti qualche mese prima.
Mi fanno schifo tutte le c.d. "grandi firme" che dopo aver "creato" il
nuovo prodotto se lo fanno fare in serie (senza mai comparire
ovviamente) da disgraziati lavoratori in nero, clandestini cinesi o,
nel migliore dei casi, spostando la produzione nei Paesi emergenti a
basso costo del lavoro ma, particolare non trascurabile, con l'unico
fine non di "reggere" la concorrenza bensì di centuplicare i loro
profitti. Basta dare un'occhiata ai prezzi esposti nelle vetrine.
E magari questa gentaglia viene pure finanziata con generosità, o
sbaglio?
Il caso riportato dalla stampa e segnalato da Vinicio è invece uno di
quelli "ordinari", uno dei tanti di "credit crunch" di questo
disgraziato periodo.
Il settore tessile è in crisi da anni, ok, è un fatto accertato di cui
occorre senz'altro tenere conto.
Ma qual'è oggi il settore che non è in crisi più o meno profonda?
Le stesse banche sono o non sono in difficoltà?
Lo Stato per loro si è subito fatto "banchiere", offrendosi - a
semplice *richiesta* - di fornire loro denaro fresco per un lungo
periodo di tempo.
Non sarebbe il caso - almeno per un po' - di mostrarsi *elastici* nei
confronti di imprese e famiglie per le quali - conoscendone il
"vissuto" - la banca *sa* che le difficoltà di oggi con tutta
probabilità sono contingenti e non il risultato di scelleratezze?
Si continua a sostenere che le banche sono anch'esse "imprese" al
100%.
Allora 'sto caxxo di *rischio d'impresa* (ottimamente retribuito) se
lo vogliono prendere o no?
> Inshallah Fred, Inshallah
Hai dimenticato l'apostrofo: Insh'Allah (credo)
;-)
Certo che se si dovessero ripetere ed allargare queste sia pur
momentanee e interessate "alleanze" tra operai e piccoli/medi
imprenditori per questioni di "soldi", le banche si assumerebbero
grosse responsabilità (o magari grossi meriti.... chissà...)
:-)
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a423aff$0$18933$4fafbaef@reader2.news.tin.it ...
> Epperò nel merito bisognerebbe entrarci per capire chi ha "evidenti
> ragioni".
Servirebbero informazioni che non possediamo e poi ancora avremmo
difficoltà.
Qui si ragiona spesso su atti formali e qualche volta sugli articoli di
giornale che lasciano il tempo che trovano, tante sono le sciocchezze
pubblicate.
Però alimentano bene le nostre ciacole :-)
Negli ultimi giorni, solo per fare un esempio, m'è passata sotto al naso
una rassegna stampa in cui un giornale evidenziava quanto fosse più
conveniente oggi, ad un aspirante mutuatario, il tasso variabile.
> Vedi LucaS, finora sull'argomento "merito di credito", a leggerti ho
> l'impressione che secondo te la banca "ha *sempre* ragione", per un verso
> o per l'altro. In particolare nel *negare* un finanziamento o un affido.
Lavoro da 30 anni e credo di averne viste (ma sopratutto di ricordarne)
almeno quanto te.
Potremmo scrivere qui la storia della finanza bancaria, mondana ed
imprenditoriale italiana, a beneficio dei più giovani e magari anche di
qualche giornalista.
Prestare soldi e prestarli bene è l'attività principale di una buona
banca.
Ne ero convinto 10 anni fa, scontrandomi a volte anche con i superiori e ne
sono convinto ancora di più oggi che di superiori, rispetto ad allora, ne ho
qualcuno in meno.
La seconda attività è quella di fare utili e sopratutto....... di
spenderli bene.
Se siamo arrivati a questa situazione, nella quale un governo ha dovuto
intervenire per salvare un sistema (stiamo poi parlando di 2 o 3 grandi
gruppi bancari) non ci sono santi che tengano, significa che non è stata
esercitata bene ne la prima e ne la seconda.
Piaccia o no questi, se non sono i fatti, ne sono certamente la risultante.
E' ovvio, poi, che non siamo daccordo, se già in tempi non sospetti tu
esaltavi uno di questi banchieri ed io storcevo il naso.
> E magari questa gentaglia viene pure finanziata con generosità, o sbaglio?
Dal mio istituto, che dei Tremonti bond, fortunatamente, non ha bisogno,
no.
Da altri istituti non so.
> Hai dimenticato l'apostrofo: Insh'Allah (credo)
> ;-)
E' colpa della mia naturale propensione a scartare il superfluo per
focalizzarmi sulle cose concrete ;-)
Re: Se tu non presti i soldi a loro, io non li presto a te...
In news: 4a42265b$0$844$4fafbaef@reader5.news.tin.it
"pan-teista" ha scritto:
> cari colleghi bancari...attenti a cosa vendete ai pensionati :-)
Certo che 'sti tedeschi.... addirittura la tortura...
;-)
D'altra parte essendo pensionati e quindi di una certa etÃ*, magari tra
loro c'era qualche "nostalgico".
:-(
In ogni caso per ora si tratta di casi (paradossali) del tutto isolati
e da condannare con decisione.
Ho letto anche di dirigenti sottoposti a "sequestri lampo" nei locali
aziendali.
Tra un po' orde fameliche di zombies/risparmiatori traditi si
aggireranno di notte a caccia di banchieri da divorare.
> i vecchietti rischiano una pena di 15 anni
Mumble mumble, faccio due conti con la giustizia nostrana.
15 anni.... col rito abbreviato si riducono della metÃ*....
incensurato.... attenuanti varie.... etÃ* avanzata.... forse i
domiciliari.... un buon avvocato....
Da noi se la caverebbero con poco.
;-)
Vergogniamoci per loro, e per i loro servi.
Stock: I servi furbi sono così accecati dalla saliva delle loro lingue
da non accorgersi che a liquidare il ponte, all'indomani
della sciagura abruzzese, è stato il sottosegretario
alle Infrastrutture...
BIPOP anchio ho perso molti soldi con le loro gestioni
Paolo C.: io ho perso 16.000.000 di un toale iniziale di 56.000.000
dagli anni 2000 al 2002 in una gestione patrimoniale che loromi dicevano di
fidarmi, ma mi hanno fatto perdere 16 cocuzzi, quindi leggete...