Riflettevo sulla "nuova frontiera" del come incasinare la vita ai correntisti
bancari.
Alcune norme hanno via via reso maggiormente trasparente le condizioni dei c/c
e di quanto ad essi collegato, ma una nuova frontiera avanza.
Mi riferisco all'assoluta "libertà" che ciascun istituto ha nel fare confusione
a proprio beneficio.
Che so:
- chi ti indica saldo contabile e valuta, e chi salvo liquido e valuta;
- chi ti addebita le spese con carta *prima* di renderti disponibile il
relativo e/c e/o con valuta retroattiva, e chi arriva sino a 59 giorni prima di
farlo
- chi ti contabilizza con mesi di anticipo un costo/spesa (bloccandoti il
relativo importo per settimane)
- chi, sistematicamente, seppur con corretta valuta ti contabilizza i bonifici
con uno-due giorni di ritardo (impedendoti di usarli "al volo")
- chi ti contabilizza un'acquisto titoli svolto in più spezzature (magari
fregandosene del TON) con singole linee (con addebito così di maggiori
commissioni), chi te lo considera unico, e chi pur considerandolo diverso
addebita il totale delle commisioni su un'unica parte di acquisto
- chi ti unisce le spese di tutte le carte (non aggiuntive, non familiari) su
un'unico addebito
- chi ti addebita le operazioni POS una per una, e chi per valuta media
compensata
- chi pare non conoscere il "tel quel" sui prezzi degli zero coupon
- chi ti lascia gratis i prelievi ATM in Italia, chi area euro, chi _europa_
E molto altro che, per brevità, trascuro.
Sono tutti casi reali.
Tutti casi che, se non si ha la pazienza e la capacità di scoprire, comprendere
e gestire, creano inevitabilmente *costi*.
Non è che l'autorità di vigilanza pensa di prendere qualche iniziativa?
Oppure lassù stanno tranquilli dato che si sentono al sicuro, in fondo ormai la
favola che la crisi è passata è.... passata?
Saluti, Mamo.
--
Conoscere i corretti comportamenti da tenere,
è il miglior modo per frequentare i newsgroup.
Inizia a leggere qualcosa: http://wiki.news.nic.it/AiutoComposizione
On 13 Mag, 08:52, "Mamo (R)" <mamoNOS...@gmail.com> wrote:
> Riflettevo sulla "nuova frontiera" del come incasinare la vita ai correntisti
> bancari.
Speriamo faccia qualcosa anche per la mezza stagione che non c'è
più...
> Non è che l'autorità di vigilanza pensa di prendere qualche
> iniziativa?
Io la vedo così.
1) Bankitalia agisce in pieno conflitto di interessi almeno dal 1983,
credo. E' di *proprietà* delle principali banche, a larghissima
maggioranza di quote possedute. Finché non si esce da questo
vergognoso equivoco nulla ci si può aspettare in favore della
clientela bancaria.
2) le altre autorità sono di nomina governativa. Anche ammesso che ci
sia un minimo di *indipendenza*, come si è visto il max risultato
possibile sono delle multe, anche corpose a volte, ma che vanno ad
esclusivo beneficio delle autorità medesime. Voglio dire che se il
"condannato" decide di non cambiare le cose e reitera il comportamento
illecito.... si becca un'altra multa.... e così via.
3) la questione delle "irregolarità" commesse da numerose banche
spesso e volentieri attiene a *piccoli* importi e una *moltitudine* di
clienti. In tutti questi casi più che andare ad elemosinare la
restituzione del maltolto (cosa che poi non sempre avviene) non si
può. Sia per l'Ombudsman (ora mi pare "Conciliatore") sia soprattutto
per una vertenza legale occorre che il danno subito (vero o presunto)
sia ingente.
Lo zuppone di questa premessa vale solo per affermare che nei Paesi
c.d. "civili" la suddetta questione è stata affrontata e risolta
tanti, tanti anni fa con una cosina chiamata *"class action"* o azione
collettiva.
Trattasi appunto di una causa *collettiva*, indispensabile per
risolvere proprio quanto indicato al punto 3), a prescindere
dall'entità del danno subito dal singolo. Da noi attualmente è
semplicemente *vietata*.
Forse molti già sanno che l'introduzione della "class action" (sia
pure da noi in gran parte mutilata rispetto a quella in vigore in
altre Nazioni) è e resta tra i disegni di legge più osteggiati
(pubblicamente) dal Governo, da Bankitalia, dall'ABI, da Confindustria
e, in generale, da tutte le associazioni di categoria. Ogni tanto
qualche "disperato" prova a ripresentarlo e.... tutto di nuovo si
blocca, non prima di averci inserito qualche ulteriore emendamento
"mutilante". Si va avanti così, se non erro, almeno dal 2004.
Viva l'Italia, Viva il Cavaliere, Avanti Savoia!!!
Saluti. Fred®
"Fred(R)" <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:4a0af0a4$0$1116$4fafbaef@reader4.news.tin.it. ..
> Lo zuppone di questa premessa vale solo per affermare che nei Paesi c.d.
> "civili" .......
Dove le banche falliscono tranquillamente.....i lavoratori vengono
regolarmente licenziati (altro che cazza integrazione) ......le minoranze
etniche riempiono in egual misura i penitenziari dello stato ed i reggimenti
di fanteria .......dove se viene un terremoto col cavolo che ci pensa lo
stato a ricostruire le case entro 6 mesi.......dove gli sceriffi di contea
usano fucili semiautomatici a pallettoni di gomma per sedare le sommosse di
cittadini disarmati......
Fred ti prego .....basta demagogia.
Un paese civile possiamo costruirlo noi anche senza emulare le cazzate
degli altri.
Non sono più civili di quanto noi lo siamo adesso.
Saluti
LucaS
In news: 4a0c728e$0$1106$4fafbaef@reader3.news.tin.it
"LucaS" ha scritto:
> Fred ti prego .....basta demagogia.
> Un paese civile possiamo costruirlo noi anche senza emulare le
> cazzate degli altri.
> Non sono più civili di quanto noi lo siamo adesso.
Non mi pare demagogia ma uno dei tanti *fatti* che accadono da noi.
Come ben sai è particolare vezzo di questo Governo (ed anche di quelli
precedenti) "invocare" vere o presunte normative di altri Paesi, solo
quando si tratta di "bastonare" cittadini e lavoratori.
"Ce lo impone l'Europa", "Negli altri Paesi si fa così", "Negli Usa ha
funzionato", "La Germania lo fa da anni", e bla bla bla... Forse è
proprio questa la demagogia imperante.
I nostri governanti sanno benissimo come cogliere "fior da fiore" e
più il fiore è spinoso più occorre l'alibi del "lo fanno già gli
altri".
Tanto per fare un esempietto calzante (banche) non puoi aver
dimenticato la pantomima (tragica) della metà anni novanta proprio sul
costo del lavoro in banca.
Le associazioni datoriali "passarono" a Bankitalia l'onere di chiedere
ai sindacati una drastica riduzione del costo del lavoro bancario,
Bankitalia a sua volta invocò la situazione in Europa, il Governo ci
mise una parola buona e.... i bancari si presero la prima di una serie
di inculate che perdura ancora oggi.
I sindacati in questo modo ebbero modo di "giustificarsi" con i
lavoratori, invocando anche loro "ragioni superiori".
Ciò che non funziona in questo modo di ragionare (in malafede) è
l'ignorare *sistematicamente* le *specificità* di ogni singolo Paese
ed il suo contesto.
Restando in tema di lavoro, nessuno ci viene a dire -a fronte del
nostro precariato selvaggio - che in Germania come in Inghilterra,
come negli USA esiste una vera e propria *indennità di disoccupazione*
per *chiunque* non abbia o perda un lavoro. Sono *soldi* (che si
ritirano subito, ogni settimana, e non dopo mesi) e che aiutano la
sopravvivenza dei disoccupati.
Da noi, sì al precariato (camuffato da "flessibilità) perché ce lo
impne l'Europa e la globalizzazione, ma limitata (molto limitata)
protezione sociale per chi ne resta vittima. I conti non tornano.
C'è poi tutto il grosso capitolo dei recepimenti "finti" di normative
europee che vengono manipolate a nostro uso e consumo. Un esempio per
tutti (ed anche In Topic) la Mifid ma ce ne sono molti altri.
Tornando alla class action (quella americana non la focomelica
nostrana proposta di legge che giace). tutto mi sembra fuorché
demagogia.
E' uno strumento potentissimo (se ben usato) a disposizione del
cittadino "raggirato". Consente di superare in un sol colpo la attuale
stortura delle mille e mille cause, tutte uguali ma tutte distinte.
Vere forche caudine che molti cittadini non si sentono (o non possono
economicamente) affrontare.
E sappiamo tutti benissimo che uno dei settori più "colpiti" dalla
class action sarebbe proprio quello bancario/assicurativo, per i
motivi che ho già esposto.
Questo spiega la forte opposizione delle varie associazioni di
categoria.
La lettura delle "dichiarazioni" del Presidente ABI dell'epoca in
Commissione parlamentare è illuminante in tal senso, così come lo sono
i vari emendamenti al testo originario già presentati dai "soliti
noti" parlamentari.
Fred(R) ha scritto:
> In news: opqk05ljo3ov38f34hadh5lf8ourjoe6oo@Mamo.mm
> "Mamo (R)" ha scritto:
>> Non è che l'autorità di vigilanza pensa di prendere qualche
>> iniziativa?
> Io la vedo così.
> 1) Bankitalia agisce in pieno conflitto di interessi almeno dal 1983,
> credo. E' di *proprietà* delle principali banche, a larghissima
> maggioranza di quote possedute. Finché non si esce da questo vergognoso
> equivoco nulla ci si può aspettare in favore della clientela bancaria.
Secondo me il diritto commerciale non è una delle discipline che ti
appassiona di più. Usi impropriamente il termine proprietà. Potresti
dirmi gli organi della Banca d'Italia nominati "dalle principali
principali banche" ?
Conosci le ragioni storiche della loro presenza nel capitale?
> 2) le altre autorità sono di nomina governativa. Anche ammesso che ci
> sia un minimo di *indipendenza*, come si è visto il max risultato
> possibile sono delle multe, anche corpose a volte, ma che vanno ad
> esclusivo beneficio delle autorità medesime. Voglio dire che se il
> "condannato" decide di non cambiare le cose e reitera il comportamento
> illecito.... si becca un'altra multa.... e così via.
Siccome l'Italia è una Repubblica dotata di Costituzione, la Banca
d'Italia può dipendere dal potere legislativo, esecutivo o giudiziario.
Secondo te, quale dei tre è la "risposta esatta"?
Se poi il problema è l'indipendenza di un qualunque organo dal potere da
cui dipende, l'indipendenza dei poteri dello stato, l'ingerenza dei
"poteri forti"... allora occorre il n.g. del benaltrismo.
> Lo zuppone di questa premessa vale solo per affermare che nei Paesi c.d.
> "civili" la suddetta questione è stata affrontata e risolta tanti, tanti
> anni fa con una cosina chiamata *"class action"* o azione collettiva.
> Trattasi appunto di una causa *collettiva*, indispensabile per risolvere
> proprio quanto indicato al punto 3), a prescindere dall'entità del danno
> subito dal singolo. Da noi attualmente è semplicemente *vietata*.
Questo è un discorso condivisibile, ma lo zuppone era fatto con
ingredienti sbagliati e mal cucinati.
> Forse molti già sanno che l'introduzione della "class action" (sia pure
> da noi in gran parte mutilata rispetto a quella in vigore in altre
> Nazioni) è e resta tra i disegni di legge più osteggiati (pubblicamente)
> dal Governo, da Bankitalia, dall'ABI, da Confindustria e, in generale,
> da tutte le associazioni di categoria. Ogni tanto qualche "disperato"
Si tratta di un meccanismo dialettico. Attento a considerare il mero
strumento come la soluzione, ce l'hanno già raccontato per tante
innovazioni, dal divorzio alla legge elettorale, ma è sempre stato solo
in parte vere. E magari quella parte basta.
Per questa ragione il tuo messaggio mi è sembrato irrimediabilmente
viziato da un pesante pregiudizio politico.
In news: ukePl.16066$Ux.10687@tornado.fastwebnet.it
"Acremone" ha scritto:
> Secondo me il diritto commerciale non è una delle discipline che ti
> appassiona di più. Usi impropriamente il termine proprietà. Potresti
> dirmi gli organi della Banca d'Italia nominati "dalle principali
> principali banche" ?
Si può dire allora che la maggioranza (larga) del capitale sociale di
Bankitalia è *detenuta* da banche?
Non mi pare che la sostanza cambi molto.
> Conosci le ragioni storiche della loro presenza nel capitale?
Cos'è, un esame? ;-)
Il tutto deriva dalla privatizzazione del sistema bancario degli anni
'80. Circa le "ragioni" le stesse appaiono "irragionevoli" in quanto
lo Statuto di Bankitalia prevedeva (e mi pare lo preveda ancora) che
il capitale sociale dovesse far capo al "pubblico" (inps, ecc.) e non
a banche (private).
Sai meglio di me che ora c'è un bel problema da affrontare. Quanto
valgono oggi le quote Bankitalia che le banche hanno in pancia (cioè
nei loro bilanci)?
E' anche noto come le banche vogliano fare l'ennesimo business anche
su questo. Trattasi, a seconda delle "valutazioni" (reali o presunte)
di svariati miliardi che le banche "pretendono" dallo Stato, cioè da
noi tutti.
Ovviamente attendo smentite anche su questo.
> Siccome l'Italia è una Repubblica dotata di Costituzione, la Banca
> d'Italia può dipendere dal potere legislativo, esecutivo o
> giudiziario. Secondo te, quale dei tre è la "risposta esatta"?
Guarda, questa dimmela tu, ti "sento" preparato.
;-)
> Se poi il problema è l'indipendenza di un qualunque organo dal
> potere da cui dipende, l'indipendenza dei poteri dello stato,
> l'ingerenza dei "poteri forti"... allora occorre il n.g. del
> benaltrismo.
L'indipendenza è sempre possibile, basta volerla realmente. E' sempre
questione di *persone*.
> Questo è un discorso condivisibile, ma lo zuppone era fatto con
> ingredienti sbagliati e mal cucinati.
L'importante è che sia condivisibile.
:-)
> Si tratta di un meccanismo dialettico.
Sorry, questa non l'ho capita, mio limite.
> Attento a considerare il mero
> strumento come la soluzione, ce l'hanno già raccontato per tante
> innovazioni, dal divorzio alla legge elettorale, ma è sempre stato
> solo in parte vere. E magari quella parte basta.
Senza gli strumenti adatti le soluzioni diventano impossibili, sempre.
Avere lo strumento è l'indispensabile base di partenza. Cominciamo con
quello e proviamolo prima di eventualmente condannarlo come
inappropriato.
> Per questa ragione il tuo messaggio mi è sembrato irrimediabilmente
> viziato da un pesante pregiudizio politico.
No problem, mi contento della parziale condivisione.
Il giorno Fri, 15 May 2009 20:01:08 +0200, "Fred(R)"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:
>Si può dire allora che la maggioranza (larga) del capitale sociale di
>Bankitalia è *detenuta* da banche?
>Non mi pare che la sostanza cambi molto.
Il Governatore è nominato dal presidente della Repubblica e non dai possessori delle quote
di capitale della banca. http://www.bancaditalia.it/bancadita...to/statuto.pdf
ART. 17
Ai sensi dell'art. 19, commi 7 e 8, della legge 28 dicembre 2005,
n. 262, la nomina del Governatore, il rinnovo del suo mandato e la
revoca nei casi previsti dall'articolo 14.2 dello statuto del SEBC, sono
disposti con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del
Presidente del Consiglio dei ministri, previa deliberazione del Consi-
glio dei ministri, sentito il parere del Consiglio superiore della Banca
d'Italia.
E gli utili vanno allo Stato anche se non possiede quote. Okkio che il capitale della BI è
di 156000 euro, quindi il 6% dato ai partecipanti è proprio una sciocchezza.
ART. 39
Il Consiglio superiore determina gli accantonamenti al fondo di
riserva ordinaria, fino a concorrenza del 20% degli utili netti conse-
guiti nell'esercizio.
Ai partecipanti sono distribuiti dividendi per un
importo fino al 6% del capitale.
Col residuo, su proposta del Consiglio superiore, possono essere
costituiti eventuali fondi speciali e riserve straordinarie mediante uti-
lizzo di un importo non superiore al 20% degli utili netti complessivi
e può essere distribuito ai partecipanti, ad integrazione del dividendo,
un ulteriore importo non eccedente il 4% del capitale. La restante som-
ma è devoluta allo Stato.
--
Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
Write to "Reventlov" at katamail com http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
> E gli utili vanno allo Stato anche se non possiede quote. Okkio che
> il capitale della BI è di 156000 euro, quindi il 6% dato ai
> partecipanti è proprio una sciocchezza.
Il problema è "leggermente" diverso. Tu fai riferimento a robe che
risalgono al 1936.
Ignoro la situazione attuale ma già nel 2005, l'allora Presidente ABI,
dott. Sella, dichiarava
"il valore attuale di Banca d' Italia è stimabile all' interno di una
forchetta che oscilla fra i 13 e i 20 miliardi, contro la valutazione
di 800 milioni fatta dal Tesoro."
Come vedi i numeri attuali su cui si discute sono ben altri.
Ed è proprio questo uno dei nodi principali da risolvere prima di
poter parlare di una bankitalia realmente indipendente.
Saluti. Fred®
Reventlov ha scritto:
> Il giorno Fri, 15 May 2009 20:01:08 +0200, "Fred(R)"
> <mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:
>> Si può dire allora che la maggioranza (larga) del capitale sociale di
>> Bankitalia è *detenuta* da banche?
>> Non mi pare che la sostanza cambi molto.
> Il Governatore è nominato dal presidente della Repubblica e non dai possessori delle quote
> di capitale della banca.
Sei stato gentile a rispondere a Fred. Io ho deciso di non farlo, e
credo che sia stato meglio così, d'altra parte ha tutti gli elementi per
documentarsi, ma non credo che gli interesserà farlo.
Il giorno Mon, 25 May 2009 17:23:45 +0200, "Fred(R)"
<mail_valida_nel_reply-to@nospam.invalid> ha scritto:
>In news: 4a131be8.2334906@powernews.libero.it
> "Reventlov" ha scritto:
>> E gli utili vanno allo Stato anche se non possiede quote. Okkio che
>> il capitale della BI è di 156000 euro, quindi il 6% dato ai
>> partecipanti è proprio una sciocchezza.
>Il problema è "leggermente" diverso. Tu fai riferimento a robe che
>risalgono al 1936.
>Ignoro la situazione attuale ma già nel 2005, l'allora Presidente ABI,
>dott. Sella, dichiarava
>"il valore attuale di Banca d' Italia è stimabile all' interno di una
>forchetta che oscilla fra i 13 e i 20 miliardi, contro la valutazione
>di 800 milioni fatta dal Tesoro."
Allora non ho capito.
Per disposizioni statutarie la BI deve essere dello Stato.
Però lo Stato nomina il vertice e si prende gli utili. Anche ora che le quote sono
privatizzate.
Perchè lo Stato dovrebbe sborsare fino a 20 miliardi?
Per prendersi come utile il 6% di 156.000 euro? (più il fruttato delle riserve, che è più
cospicuo ma che non farebbe recuperare comunque la spesa)
In non vedo questa ingerenza delle banche nelle decisioni di Bankitalia. Se c'è, ci
sarebbe anche se la proprietà fosse del Tesoro.
Se c'è, può essere che qualche dirigente della banca d'italia che non riesce ad avanzare
di grado si vuole preparare un posto di presidente quando se ne andrà in pensione. Questo
succede anche nelle altre banche.
Invece già oggi il governo potrebbe dire a Draghi: controlla questa banca anzichè
quest'altra, perchè quando ti scade il mandato sono io a rieleggerti.
Oppure: fai il bravo che ti faccio ministro.
alla Riserva ordinaria, nella misura del 20 per cento € 35.042.338
ai Partecipanti, in ragione del 6 per cento del capitale € 9.360
alla Riserva straordinaria, nella misura del 20 per cento € 35.042.338
ai Partecipanti, nella misura del 4 per cento del capitale,
ad integrazione del dividendo € 6.240
allo Stato, il residuo di € 105.111.415
Totale € 175.211.691
Forse vale la pena per quest'altra assegnazione speciale comunque prevista dallo Statuto.
Il Consiglio Superiore, a norma dell'art. 40 dello Statuto e nel rispetto dei limiti
da esso previsti, propone una ulteriore assegnazione ai Partecipanti pari a 58.788.000
euro da prelevare dai frutti degli impieghi della riserva ordinaria e di quella straordina
ria, corrispondente allo 0,50 per cento dell'importo delle cennate riserve al 31 dicem-
bre 2007.
Ma é una questione di utili da distribuire o di ingerenza nelle scelte di vigilanza?
--
Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
Write to "Reventlov" at katamail com http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
Il giorno Tue, 26 May 2009 13:00:03 +0200, "Fred(R)"
>In news: rbzSl.25510$Ux.3778@tornado.fastwebnet.it
> "Acremone" ha scritto:
>> Sei stato gentile a rispondere a Fred.
>Ed io lo ringrazio per la gentilezza.
Ma figurati! Lo so che non sei un signoraggista.
--
Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
Write to "Reventlov" at katamail com http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
Premesso che non sono affatto un "esperto" di Bankitalia (checchè ne
dica Acremone), stando semplicemente a quanto si può reperire in Rete
la "questione" Bankitalia nasce dal fatto che, in teoria, la proprietà
delle quote dovrebbe essere in mano *pubblica*, cosa che attualmente
non è in quanto, nel frattempo, le banche sono diventate società
*private*.
Negli anni ciascuna banca (in pratica tutti i principali gruppi
bancari attuali) ha intanto provveduto a "valorizzare" le proprie
quote nel proprio bilancio. Il totale "stimato" è quello che ha citato
Sella.
Qual'è quindi il problema?
Le banche dicono allo Stato (leggi Temonti): se tu vuoi realizzare
concretamente la disposizione per cui Bankitalia deve essere
"pubblica" anche per quanto riguarda la proprietà delle quote del
capitale sociale, ci devi dare tot miliardi.
Tremonti risponde: voi siete matti, al massimo si tratta di centinaia
di milioni.
La questione è tutt'ora irrisolta.
Circa la questione più generale della "indipendenza" di Bankitalia, la
mia personale opinione è che questa situazione, aldilà dello Statuto,
delle nomine, ecc., non è un elemento a favore, è segno di opacità,
una opacità che peraltro pervade da sempre l'intero settore del
credito.
Non ci dimentichiamo che l'ex Governatore Fazio non ha certo brillato
per "indipendenza". E non ha brillato neanche a livello di
provvedimenti in favore della clientela bancaria, neanche di fronte ad
accertato *cartello* ("amici della banca") nei confronti del quale
comminò una "multina", giusto perché qualcosa doveva fare per forza.
E non credo sia un caso se, di recente, alcune prerogative sono
passate da Bankitalia all'AGCM.
A me sembra, in conclusione, che elementi almeno per "dubitare" ce ne
sono stati e ce ne sono ancora.
Ma questa, ripeto, è una mia opinione che può essere contestata in
ogni momento... possibilmente argomentando e non dandosi alla "fuga
virtuale". Ma ci può stare anche questo, no problem.
Il giorno Sun, 31 May 2009 18:01:23 +0200, "Fred(R)"
>Qual'è quindi il problema?
>Le banche dicono allo Stato (leggi Temonti): se tu vuoi realizzare
>concretamente la disposizione per cui Bankitalia deve essere
>"pubblica" anche per quanto riguarda la proprietà delle quote del
>capitale sociale, ci devi dare tot miliardi.
>Tremonti risponde: voi siete matti, al massimo si tratta di centinaia
>di milioni.
>La questione è tutt'ora irrisolta.
Capitale e riserve della BI ammontano oggi a euro 19.622.374.328 più l'accantonamento
appena eseguito di euro 35.042.338.
Per quanto ci capisco io, la valorizzazione fatta dalle banche è più vicina alla realtà di
quella di Tremonti. E' però una faccenda esterna a Bankitalia. Se la giocano il Tesoro e i
possessori delle quote.
>Circa la questione più generale della "indipendenza" di Bankitalia, la
>mia personale opinione è che questa situazione, aldilà dello Statuto,
>delle nomine, ecc., non è un elemento a favore, è segno di opacità,
>una opacità che peraltro pervade da sempre l'intero settore del
>credito.
Ciampi e Fazio hanno lavorato sotto le stesse leggi, ma hanno tenuto comportamenti ben
diversi. La legge sul risparmio ha introdotto maggiori obblighi a carico della Banca
d'Italia per riferire del suo operato al Parlamento. Non so se questo sarà sufficiente per
portare più trasparenza nel credito. Io credo più nelle persone oneste e nei successivi
controlli piuttosto che sulle norme rigide.
Anche alla Consob potrebbero sfuggire tante cose durante una ispezione. Chi può dire se
sono sfuggite perchè "a campione" è stato visto altro oppure se è stato un comportamento
premeditato?
Cattivi comportamenti delle banche creano un rischio reputazionale per tutto il credito.
Ma competente per le controversie tra banca e cliente è solo l'autorità giudiziaria,
perchè si tratta di contratti.
C'è anche l'Ombudsman, che anche essendo di emanazione bancaria ogni tanto dà torto alle
banche.
Anche la banca d'Italia sta costituendo tre nuclei per la composizione stragiudiziale
delle controversie tra banche e clienti. Spero che ci creda veramente, perchè tanti
invocano la BI come garante della legalità dei rapporti con le banche, salvo rimanere
delusi perchè non ha competenza ad agire direttamente. In questo ng è stata pubblicata
qualche volta la lettera di risposta "grazie della segnalazione, ci servirà per l'attività
di vigilanza, non le faremo sapere nulla perchè è tutto segreto d'ufficio".
Io sono convinto che per ogni reclamo ci sono nove clienti che si sono accorti ma che sono
stati zitti ed altri novanta che non se ne sono accorti.
--
Giovanni Cenati (Bergamo, Italy)
Write to "Reventlov" at katamail com http://digilander.libero.it/Cenati (Esempi e programmi in VbScript)
--
se ci sei batti un colpo
carlo: Spero ci sia qualcuno che possa rispondere, poichè non ne riesco
ad uscire.
Come Docente precario a tempo determinato 30/06/05 ho
percepito anche indennità INPS denominata Disoccupazione...
Fisco e Tasse
1
15-09-2006 17.55.15
Dmaster se ci sei batti un colpo
..Geronimo & Scalper....: Caro collega una tua versione
anche casareccia di RCS-Ricucci.
YEEAAHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHHH