Vi riporto un articolo odierno di un quotidiano sull'argomento in
oggetto.
Credo che la cosa più importante sia seguire con attenzione la
conferenza stampa che sarà tenuta dall'ABI Martedì prossimo, insieme
ai vertici bancari abruzzesi, proprio all'Aquila presso la scuola
della Guardia di finanza. Da lì dovrebbero emergere utili indicazioni,
soprattutto sul futuro destino dei mutui realivi agli immobili andati
completamente distrutti.
Nell'articolo ci sono poi altre utili indicazioni e notizie su prime
positive iniziative di alcune banche.
Rate del mutuo sospese per un anno. Il governo ha annunciato il
provvedimento in pompa magna, anche se molti istituti erano già pronti
a intervenire. Il primo ad annunciare l'iniziativa è stato il
Montepaschi: gli altri sono venuti dietro uno a uno. Ma nessuno ha
chiarito bene cosa accade se la casa per cui ci si è indebitati è
crollata. Rate solo sospese, o debito azzerato? Davanti a questa
domanda si apre un buco nero. «In punta di diritto il debito esiste
ancora», replica qualcuno. Dunque, tra 12 mesi si dovrà riprendere a
pagare per un cumulo di macerie. Niente interessi, per carità, niente
penali né commissioni, come promette l'ordinanza del governo. Ma
pagare si deve: anche se la casa non c'è più.
Se l'immobile è incenerito, anche la garanzia della banca è ridotta a
un mucchio di calcinacci. Ergo, se non si paga nulla, finisce tutto in
cavalleria. Come si usa dire: chi ha dato ha dato, chi ha avuto ha
avuto. È davvero così? Anche qui il diritto è ferreo: non si è più
solventi, e la banca potrebbe rifarsi su altri beni, visto che quando
si accende un mutuo si richiede anche una garanzia personale. Insomma,
una vera beffa per i mutuatari che restano con il debito e un cumulo
di cenere.
È chiaro a questo punto che il tema sarà ineludibile al tavolo
banche-governo sull'emergenza terremoto. Martedì l'Abi, insieme ai
vertici bancari abruzzesi, terrà una conferenza stampa proprio all'Aquila
presso la scuola della Guardia di finanza, per dare informazioni sullo
stato dell'arte. Troppo presto per dire quanti mutui siano collegati
ad abitazioni distrutte. Siamo solo a grandi numeri. La Carispaq
(cassa di risparmio dell'Aquila) è esposta per 200 milioni di euro con
le famiglie (senza contare i prestiti alle imprese di costruzioni, che
hanno lo stesso problema). l'Unicredit parla di qualche migliaio di
mutui. Per ora il sistema del credito pensa all'emergenza immediata.
La Carispaq è la più colpita dal sisma. Giovedì sarà costretta a
tenere l'assemblea all'aperto, con i convitati vestiti
obbligatoriamente casual, stile tendopoli. Arriveranno anche i vertici
della capogruppo, la Bper, in segno di solidarietà con i colleghi
colpiti. Delle 53 agenzie della cassa, le 13 aquilane sono chiuse. Da
dopo Pasqua ci sarà uno sportello mobile, per garantire le operazioni
alla clientela (come hanno già fatto le Poste presso le tendopoli).
Prima che arrivi il «bancomobile» i clienti possono rivolgersi a
qualsiasi altra agenzia di Avezzano, Pescara o Sulmona: lì potranno
aprire un nuovo conto a costo zero, con nuovo bancomat e carta di
credito. Tutti i dati relativi ai depositi sono salvati
telematicamente e quindi recuperabili. Il gruppo Unicredit ha riaperto
l'altroieri due agenzie sulle 5 nel centro storico che erano statate
chiuse dopo il sisma. I clienti delle tre ancora inagibili vengono
dislocati nelle due appena riaperte. Quelli dell'Agenzia Duomo e della
Sallustio possono rivolgersi alla Madonna di pettino. Quelli dell'Agenzia
Vittorio Emanuele a Campo di Pile. (in ogni caso c'è il numero verde
8000 66660).
La sospensione delle rate dei mutui per Unicredit si allarga anche ad
altri eventuali interventi di ristrutturazione. I dipendenti del
gruppo hanno inviato 20 camper ai colleghi aquilani in segno di
solidarietà e la banca ha stanziato un milione di euro. Anche Intesa
Sanpaolo ha un numero verde per le emergenze (800-303302). Le tre
filiali dell'Aquila di Banca dell'Adriatico sono state riattivate
provvisoriamente a Sulmona e Teramo. È comunque possibile eseguire
presso qualsiasi sportello del gruppo operazioni bancarie, come
versamenti e prelevamenti, e il recupero di bancomat e carte di
pagamento. Montepaschi dal canto suo ha messo sul piatto 500 milioni
per imprese e famiglie.
In news: 49e1c716$0$1110$4fafbaef@reader2.news.tin.it
"Fred(R)" ha scritto:
> Credo che la cosa più importante sia seguire con attenzione la
> conferenza stampa che sarà tenuta dall'ABI Martedì prossimo,
Ok, la conferenza stampa c'è stata e.... l'esito è quello che,
inevitabilmente, ci si aspettava.
Sull'aspetto più importante, quello dei muti, anche quelli relativi ad
immobili distrutti o inagibili dovranno essere onorati. Il "dono"
fatto dalle banche consiste nella *sospensione* del pagamento delle
rate fino alla fine dell'anno (quindi per alcuni mesi).
La sospensione riguarda anche, in generale, tutte le esposizioni
debitorie a vario titolo della clientela bancaria locale che ha subito
il terremoto.
Nella circostanza è stato ribadita la esenzione da qualsiasi
commissione/spesa per i contributi in denaro dei cittadini in favore
di quelle popolazioni.
A leggere però il Ng pare che alcune banche e alcuni bancari non
guardino la televisione e non sentano la radio, tutti presi dal
continuare a fare profitti, ovunque sia possibile.
Saranno pure casi rari, come è stato detto, ma sempre inammissibili
restano.
Fa bene chi li riporta sul Ng, documentandoli e corredandoli con nome
e cognome dell'istituto interessato.
E' utile che queste "cronache" restino in archivio, a futura memoria.
ps: ovviamente la questione riguarda anche le Poste che, peraltro,
hanno chiarito la loro posizione circa la commissione sui bollettini
postali dell'apposito c/c aperto. La commissione si paga ma verrà
interamente devoluta al "Fondo solidarietà per l'Abruzzo" http://salastampa.poste.it/focus.php?id=129
Ovviamente ci fidiamo....
> A leggere però il Ng pare che alcune banche e alcuni bancari non guardino la
> televisione e non sentano la radio, tutti presi dal continuare a fare
> profitti, ovunque sia possibile.
Fred, mi spiace ma non ti voglio seguire su questa linea. Tu non sai
quanto è incredibilmente difficile, e costosa, questa storia per le
banche. Non è un semplice "click" e tutto accade. Ci sono impegni di
risorse umane non indifferenti per scrivere applicativi ex-novo. Qualcuno
è più fortunato ad avere sistemi più flessibili, ma altri, sopratutto le
piccole banche che usano applicativi pre-confezionati, si ritrovano in
completa balia dei propri fornitori.
E avrei anche da ridire di come ABI si stia muovendo sulla questione.
L'intenzione è assolutamente nobile, ma il coordinamento centrale è un po'
manchevole.
> Fred, mi spiace ma non ti voglio seguire su questa linea. Tu non sai
> quanto è incredibilmente difficile, e costosa, questa storia per le
> banche. Non è un semplice "click" e tutto accade.
Non sono mai stato un "esperto" informatico ma, da sempre, un
appasionato utente/fruitore.
A suo tempo frequentai un corso Basic (sic!) direttamente presso l'HP
di Roma, per cultura personale (mi occupavo di gestione risorse umane)
ma anche per rendermi conto di *cosa* potevo ottenere dall'ITC e,
soprattutto, *come* dovevo chiederla. Solo così riuscii poi a
dialogare con grande profitto con i colleghi del S.I.. Sapevo cosa
chiedere e come porre le domande. In questo modo le *risposte* non
solo erano poi quelle che mi aspettavo ma arrivavano tempestivamente
ed erano effettivamente *utili* per il mio lavoro.
Ora, comprendo bene che le difficoltà ci sono, però ho anche imparato
che, normalmente l'informatico "puro" tende un po' a sopravvalutare il
suo lavoro (mi sono fatto nuovi nemici? ) e, in particolare, a
prevedere di norma tempi "biblici" per la soluzione di qualsiasi
problematica che gli venga posta.
Forse anche qui, i tempi ora sono cambiati, non saprei, ma la mia
esperienza (invero di parecchi anni fa) è stata questa.
Quindi, nel massimo apprezzamento per questo *indispensabile* tipo di
professionalità (che poi si dirama in mille specializzazioni diverse),
so che cose di questo genere sono realizzabili in tempi anche brevi.
Spesso è solo questione di volontà, oltre che di organizzazione del
lavoro.
> Qualcuno è più fortunato ad avere sistemi più flessibili, ma altri,
> sopratutto le piccole banche che usano applicativi
> pre-confezionati, si ritrovano in completa balia dei propri
> fornitori.
E questa è una *gravissima* colpa, con le attuali tecnologie.
In ogni modo, a quanto leggo in occasione di ogni fusione, è ancora
presente in modo drammatico l'eterno problema della *compatibilità*
dei S.I. dei vari gruppi bancari, quelli "grandi".
Le fusioni si decidono a volte nell'arco di una cena.
Poi però si scopre che per far dialogare i rispettivi S.I. ci vogliono
anni.
Con grande piacere per la clientela.
Converrai con me che questa è una situazione alla quale si poteva da
tempo mettere mano, a livello di *sistema* e invece.....
> E avrei anche da ridire di come ABI si stia muovendo sulla
> questione. L'intenzione è assolutamente nobile, ma il coordinamento
> centrale è un po' manchevole.
Banche e terremoto
Fred(R): (ASCA) - Roma, 7 apr - Il presidente dell'Abi, Corrado Faissola, ''ha
invitato le associate a valutare l'opportunita' di non riscuotere le
commissioni su bonifici, o altre forme di trasferimento di...
Banche e crediti dubbi...occhio a Capitalia
Tr@derOne: Sul Sole di oggi è riportato il rapporto tra crediti dubbi e capitale
netto... la messa peggio (ovviamente) è Capitalia il cui rapporto è
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