"Come scrive il Corriere Economia questa mattina, il vento è cambiato,
anche in banca. Fino a un anno fa, infatti, gli istituti di credito
sembravano avere un solo obiettivo: crescere. Ora, complici due fattori,
si cambia. Le raggiunte dimensioni industriali e la crisi portano a
riconsiderare tutto, anche l'importanza degli sportelli. Unicredit,
addirittura, quelli in eccedenza non li vende più, li chiude e basta:
saranno 400 entro la fine di quest'anno. Il caso di Unicredit è dettato
non da esigenza di cassa ma dal bisogno di contare su una presenza più
equamente distribuita sul territorio."
400 filiali chiuse. Una notiziola passata sottotraccia. Se chiudono uno
stabilimento industriale da 1500/2000 dipendenti partono le sirene della
stampa, dei sindacati, dell'opposizione, trasmissioni con interviste
alle famiglie etc. Se chiudono 400 filiali è un problema delle banche.
"Si ricorda altresì che "link" fuori standard (oltre 76 caratteri)
possono creare problemi per alcuni newsreader. Può essere utile
aggiungere l'equivalente link "compattato", utilizzando servizi
in Rete, come ad esempio, http://tinyurl.com/."
Per evitare qualsiasi problema, quindi, è stato aggiunto il
link compattato all'inizio del messaggio, lasciando in coda
quello originale, che, sicuramente fuori standard, avrebbe
potuto causare in alcuni newsreaders il troncamento del
messaggio stesso.
Saluti.
--
Team Moderatori IEBa
modbanche(at)people.it
mail esatta nel "From"
follow/up it.news.moderazione
> Una notiziola passata sottotraccia. Se chiudono
> uno stabilimento industriale da 1500/2000 dipendenti partono le
> sirene della stampa, dei sindacati, dell'opposizione, trasmissioni
> con interviste alle famiglie etc. Se chiudono 400 filiali è un
> problema delle banche.
No, è un problema dei bancari in via di licenziamento quindi perchè non
danno LORO voce alla notizia incominiciando a far vento sul fuoco della
protesta?
Dopotutto quando chiude una fabbrica sono i lavoratori e i sindacati a far
conoscere il problema mica i giornali spontaneamente.
In news: i_rAl.204076$Ca.32474@twister2.libero.it
"sigarne" ha scritto:
> 400 filiali chiuse. Una notiziola passata sottotraccia. Se chiudono
> uno stabilimento industriale da 1500/2000 dipendenti partono le
> sirene della stampa, dei sindacati, dell'opposizione, trasmissioni
> con interviste alle famiglie etc. Se chiudono 400 filiali è un
> problema delle banche.
Capirei il ragionamento se lo avesse fatto un esterno al settore, ma
fatto da un bancario mi sorprende non poco.
1) nel settore, in particolare nei grandi gruppi, i licenziamenti non
esistono (tranne quelli disciplinari o per dirigenti). Si chiamano
"esodi incentivati". Avvengono previa trattativa sindacale e sono su
base volontaria. Il tutto si risolve col famoso c.d. "fondo esuberi" e
pare che non crei problemi economici agli esodati. Più volte qui altri
bancari hanno addirittura affermato che spesso "c'è la fila" per
andarsene.
2) finora i *licenziamenti* li hanno fatti le filiali italiane di
banche estere (varie centinaia di dipendenti) ed a loro va tutta la
mia solidarietà
3) come ben sai l'attenzione delle OO.SS. e dei media va ai *milioni*
di precari, cocopro, a termine, ecc. per i quali - se perdono il già
malpagato lavoro - i c.d. ammortizzatori sociali o non ci sono o sono
ben poca cosa. Il dramma familiare in questi casi è assicurato. Come
anche per i lavoratori che vanno in cassa integrazione la quale
garantisce solo una parte del salario e per un tempo limitato.
Se Mr. Profumo ha deciso di puntare sugli affitti o sulla vendita dei
locali anziché sul lavoro d'agenzia, beh, in effetti il problema è
suo. Ne renderà conto lui ai suoi azionisti. Circa i dipendenti
(quelli semi anziani, i giovani verranno certamente riciclati), si
farà l'ennesimo accordino sindacale e.... tutti contenti.
C'è ancora chi sostiene che il lavoro dipendente in banca (a tempo
indeterminato) non è più un privilegio?
;-)
ps: piccola riflessione. Se è vero che in Italia "le banche non
possono fallire" è di fatto anche vero che "le banche non possono
licenziare", questa è la sostanza, oggi. Solo se (mai sia) venisse
meno il primo concetto crollerebbe miseramente anche il secondo.
Allora sì che il bancario andrebbe a "Porta a Porta". Non glielo
auguro, per il bene di tutti.
> "Come scrive il Corriere Economia questa mattina, il vento è cambiato,
> anche in banca. Fino a un anno fa, infatti, gli istituti di credito
> sembravano avere un solo obiettivo: crescere. Ora, complici due fattori,
> si cambia. Le raggiunte dimensioni industriali e la crisi portano a
> riconsiderare tutto, anche l'importanza degli sportelli. Unicredit,
> addirittura, quelli in eccedenza non li vende più, li chiude e basta:
> saranno 400 entro la fine di quest'anno. Il caso di Unicredit è dettato
> non da esigenza di cassa ma dal bisogno di contare su una presenza più
> equamente distribuita sul territorio."
Devio un poco dall'argomento per una osservazione: mi sembra che il
numero di agenzie bancarie in Italia sia esorbitante. Non ci facciamo
più attenzione perchè fanno parte del panorama urbano, ma ci sono più
sportelli bancari che farmacie o edicolanti o lavanderie. Quando vado
all'estero, in paesi dall'economia spesso più solida di quella italiana,
non ne vedo altrettanti. (A volte quando vado in un'altra città provo a
contare gli sportelli che si vedono andando dall'autostrada al centro.
Provate a contarli anche voi, rimarrete sorpresi.)
Il che fa il paio con un altro fenomeno molto italiano, quello della
banca sotto casa. Quante persone hanno conti correnti a condizioni
strazianti ma sono contente lo stesso perchè per andare in banca non
bisogna nemmeno attraversare la strada, e viceversa per strappare
condizioni migliori bisognerebbe spingersi addirittura due isolati più
lontano?
"Luca Logi" <llogi@dada.it> ha scritto nel messaggio
news:1ixhlhr.mbepdisie6nnN%llogi@dada.it...
> sigarne <sigar@invind.it> wrote:
> Devio un poco dall'argomento per una osservazione: mi sembra che il
> numero di agenzie bancarie in Italia sia esorbitante. Non ci facciamo
> più attenzione perchè fanno parte del panorama urbano, ma ci sono più
> sportelli bancari che farmacie o edicolanti o lavanderie.
quoto.
da me, un paesone di 25000 abitanti comprese frazioni ci saranno una ventina
di banche!
In news: 1ixhlhr.mbepdisie6nnN%llogi@dada.it
"Luca Logi" ha scritto:
> Devio un poco dall'argomento per una osservazione: mi sembra che il
> numero di agenzie bancarie in Italia sia esorbitante.
Credo che i motivi siano anche "storici". Le banche italiane erano
veramente tante prima della stagione delle fusioni. Inoltre, prima
della creazione dell'apposito Fondo, nuovi sportelli servivavno anche
ad eliminare il fenomeno emergente degli esuberi di personale. Poi le
cose sono cambiate e la cura dimagrante è tutt'ora in atto. Credo che
già 30mila bancari negli ultimi anni siano "usciti" dal settore, solo
in parte rimpiazzati dai giovani apprendisti o nuovi assunti.
Hai perfettamente ragione poi su certe "abitudini" nostrane e questo
anche le banche lo sanno benissimo e si regolano di conseguenza, o
almeno lo faranno finché i profitti ottenuti lo consentiranno.
E anche finché la "banca sotto casa" non sarà (parzialmente)
rimpiazzata dalla "banca IN casa".
;-)
Ma per questo i tempi da noi credo saranno mooooolto lunghi.
> Il che fa il paio con un altro fenomeno molto italiano, quello della
> banca sotto casa. Quante persone hanno conti correnti a condizioni
> strazianti ma sono contente lo stesso perchè per andare in banca non
> bisogna nemmeno attraversare la strada, e viceversa per strappare
> condizioni migliori bisognerebbe spingersi addirittura due isolati più
> lontano?
c'è anche da dire che con gli orari barbari che fanno le banche bisogna
prendersi 2 ore di ferie la mattina o il pomeriggio per andare a fare
un'operazione allo sportello.
On 1 Apr, 01:06, "Fred(R)" <mail_valida_nel_reply...@nospam.invalidwrote:
> Innews: i_rAl.204076$Ca.32__BEGIN_MASK_n#9g02mG7!__...__EN D_MASK_i?a63jfAD$z__@twister2.libero.it
> *"sigarne" ha scritto:
> > 400 filiali chiuse. Una notiziola passata sottotraccia. Se chiudono
> > uno stabilimento industriale da 1500/2000 dipendenti partono le
> > sirene della stampa, dei sindacati, dell'opposizione, trasmissioni
> > con interviste alle famiglie etc. Se chiudono 400 filiali è un
> > problema delle banche.
> Capirei il ragionamento se lo avesse fatto un esterno al settore, ma
> fatto da un bancario mi sorprende non poco.
Capirei una risposta del genere se fosse un uso consolidato quello di
chiudere gli sportelli. I sportelli venivano venduti fino a pochi mesi
fa a 9/10 milioni di euro l'uno. Ora vengono chiusi. Anche chi non è
del settore dovrebbe essere in grado ci capire che il cambiamento è
storico ed il significato profondo. I posti di lavoro persi sono
quelli e non si parla di pensionamenti o scivoli (meccanismi
ampiamente utilizzati in passato che ormai consentono di esodare poche
persone) ma, quantomeno, di precari (perchè il precariato esiste anche
in banca e chi è del settore lo sa e lo ricorda bene) che perderanno
il posto di lavoro. Non sarà che un precario bancario vale meno di un
altro precario?
.. ha scritto:
> "Luca Logi" <llogi@dada.it> ha scritto nel messaggio
> news:1ixhlhr.mbepdisie6nnN%llogi@dada.it...
>> sigarne <sigar@invind.it> wrote:
>>>> Devio un poco dall'argomento per una osservazione: mi sembra che il
>> numero di agenzie bancarie in Italia sia esorbitante. Non ci facciamo
>> più attenzione perchè fanno parte del panorama urbano, ma ci sono più
>> sportelli bancari che farmacie o edicolanti o lavanderie.
> quoto.
> da me, un paesone di 25000 abitanti comprese frazioni ci saranno una ventina
> di banche!
Caso emblematico era una città della calabria, dove c'era il più alto
rapporto banche/abitanti d'italia e forse d'Europa.
Non ricordo quale città era (forse Lamezia), ma lo vidi su Report e
naturalmente questo rapporto anomalo era dovuto alla criminalità
organizzata.
<sigarne@inwind.it> ha scritto nel messaggio
news:610b2892-b192-45c5-a134-705f1a144ea9@z15g2000yqm.googlegroups.com...
> Capirei una risposta del genere se fosse un uso consolidato quello di
> chiudere gli sportelli. I sportelli venivano venduti fino a pochi mesi
> fa a 9/10 milioni di euro l'uno. Ora vengono chiusi.
Bisognerebbe avere dati più precisi: con l'acquisizione di Capitalia è vero
che ci sono sportelli uno di fronte all'altro o addirittura adiacenti.
Vendere quelli sportelli vorrebbe dire avere il concorrente quasi dentro
casa.
*sigarne* <sigar@invind.it> il martedì 31/03/2009 alle 18.59.58 ha
scritto su it.economia.banche :
> chiude e basta:
> saranno 400 entro la fine di quest'anno. Il caso di Unicredit è dettato
> non da esigenza di cassa ma dal bisogno di contare su una presenza più
> equamente distribuita sul territorio."
A volte ho pensato (strano, eh?): io ho la banca online, ne sono
soddisfatto ed una delle ottime cose che mi offre è la possibilità di
prelevar contanti gratuitamente ovunque anche perchè la mia banca non
ha suoi ATM.
E se teoricamente *tutti* passassero alle banche online?
--
Conservare ed usare *in totale sicurezza* le password su internet
comprese quelle per conti correnti, carte di credito etc?
Leggi come su http://marcoge.splinder.com
Se chiudono uno
> stabilimento industriale da 1500/2000 dipendenti partono le sirene della
> stampa, dei sindacati, dell'opposizione, trasmissioni con interviste
> alle famiglie etc. Se chiudono 400 filiali è un problema delle banche.
Il problema è che ci sono unicredit ovunque. In centro a Milano sono più
le filiali unicredit dei bar. In piazza Missori ce ne sono due e poi
un'altra a 300 metri su corso Italia, in Cordusio la situazione è simile
(e solo una ha il bancomat per i versamenti automatici 24/24)...
> Caso emblematico era una città della calabria, dove c'era il più alto
> rapporto banche/abitanti d'italia e forse d'Europa.
> Non ricordo quale città era (forse Lamezia), ma lo vidi su Report e
> naturalmente questo rapporto anomalo era dovuto alla criminalità
> organizzata.
Era Trapani che con Erice ha il primato italiano di sportelli per
abitante. Li non c'è crisi...
--
I'm trying a new usenet client for Mac, Nemo OS X, since 0 days.
You can download it at http://www.malcom-mac.com/nemo
Non in tutte le zone. In provincia ovest, ci sono un sacchissimo di
Intesa e Unicredit si sta ricoprendo adesso. Tranne a Magenta dove in
300mt di raggio ci sono 3 filiali, in seguito alle varie acquisizoni...
--
I'm trying a new usenet client for Mac, Nemo OS X, since 0 days.
You can download it at http://www.malcom-mac.com/nemo
> Caso emblematico era una città della calabria, dove c'era il più alto
> rapporto banche/abitanti d'italia e forse d'Europa.
> Non ricordo quale città era (forse Lamezia), ma lo vidi su Report e
> naturalmente questo rapporto anomalo era dovuto alla criminalità
> organizzata.
Gli sportelli bancari sono 32.333, pari a 5,5 ogni 10.000 abitanti. La
situazione si presenta differenziata a livello territoriale: in
Trentino-Alto Adige se ne contano 9,5 ogni 10.000 abitanti (10,5 a
Trento e 8,5 a Bolzano) mentre in Calabria appena 2,7. http://www.istat.it/salastampa/comun...le20071212.pdf
-
> Gli sportelli bancari sono 32.333, pari a 5,5 ogni 10.000 abitanti. La
> situazione si presenta differenziata a livello territoriale: in
> Trentino-Alto Adige se ne contano 9,5 ogni 10.000 abitanti (10,5 a Trento
> e 8,5 a Bolzano) mentre in Calabria appena 2,7.
> http://www.istat.it/salastampa/comun...0/testointegra
> le20071212.pdf -
Le farmacie (dati federfarma) sono 17617. Allora avevo ragione a dire
che ci sono molte più banche che farmacie!
"Luca Logi" <llogi@dada.it> ha scritto nel messaggio
news:1ixirsc.r3cd0degrohqN%llogi@dada.it...
> sigarne <sigar@invind.it> wrote:
> Le farmacie (dati federfarma) sono 17617. Allora avevo ragione a dire
> che ci sono molte più banche che farmacie!
Beh, ma allora si può cominciare anche a giocare con i numeri; più o meno
come fanno certi economisti, amalisti, esperti finanziari, per non parlare
dei politici e degli pseudo-statistici; ma anche ortolani, salumieri,
prestinai, ecc.
Voglio dire che:
- evidentemente è molto più redditizio uno sportello bancario che una
bottega farmaceutica;
- le banche sono più necessarie delle farmacie;
- il servizio bancario ha bisogno di maggior immediatezza della farmacia,
quindi per andare in banca devo fare meno strada;
- il sistema sanitario vuole eliminare i malmessi, ricordate l'antica
Sparta, facendo fare molta strada per raggiungere l'isola della salvezza
rappresentata dalla farmacia, mentre la banca è vicina, come il gatto e la
volpe, così che si possa raggiungere senza incontrare il grillo parlante;
- non tutti possono fare i farmacisti ma tutti possono fare i bancari,
soprattutto, visti certi risultati, i banchieri.
Basta, non perché abbia esaurito, solo per pietà nei vostri confronti; :-)
Mi son lasciato prendere la mano, chiedo perdono
Buona giornata a tutti
Gi
--
Per chi avesse necessità di contattarmi privatamente:
gsassachiocciolatiscalipuntoit
Scusate il disturbo.
Sembra che sigarne abbia detto :
400 filiali chiuse. Una notiziola passata sottotraccia. Se chiudono
uno
> stabilimento industriale da 1500/2000 dipendenti partono le sirene della
> stampa, dei sindacati, dell'opposizione, trasmissioni con interviste
> alle famiglie etc. Se chiudono 400 filiali è un problema delle banche.
Nel raggio di 3 km da casa mia ci sono 6 sportelli Unicredit, 3 dei
quali nella stessa cittadina e due praticamente a pochi metri uno
dall'altro. Mi sembra davvero una assurdità, forse un minimo di
ristrutturazione non farebbe male a Unicredit.
Da notare che nello stesso raggio di 3 km non c'è nemmeno un negozio di
alimentari.
> Non sarà che un
> precario bancario vale meno di un altro precario?
Certamente no e, come sai ho il massimo rispetto per *tutti* i
precari, visto che ne ho anche in famiglia :-(
Il problema è che l'articolo citato non fornisce "particolari" che ci
aiutino a capire come effettivamente si svolgerà questa chiusura di
sportelli e che fine farà il personale che ora ci lavora. Se tu hai
maggiori informazioni ti pregherei di fornirle.
Più in generale non possiamo pensare che chi lavora in quelle filiali
siano solamente precari, ci saranno anche dei bancari a tempo
indeterminato.
Ora, non mi risulta che il c.d. "Fondo esuberi" sia arrivato al
traguardo come tu dici. Anzi mi risulta il contrario. So per certo che
è stata addirittura sospesa la richiesta dei contributi annuali alle
associate perché il bilancio risulta in ottima salute. Anche qui se
hai notizie diverse sarò lieto di ascoltarle. Di conseguenza, se
saranno previsti esodi di lavoratori "anziani", dovrebbe scattare la
nota procedura cui ho accennato nel mio precedente articolo e che non
comporta "allarme sociale", così come sta avvenendo in molti altri
casi di licenziamenti.
Più in generale ancora penso che, più che immaginare "comparsate" sui
vari media, i bancari che hanno ancora garanzie del loro posto di
lavoro e volessero manifestare concreta *solidarietà* nei confronti di
colleghi sfortunati, farebbero bene a recarsi in massa a Piazza del
Gesù a Roma (sede dell'ABI), beninteso con idee e proposte concrete.
La televisione (e i giornali) non ha mai risolto questi problemi, al
massimo è servita per casi *singoli* e a volte anche in negativo (vedi
la ex dipendente Alitalia approdata al GF e poi licenziata da entrambi
i posti di "lavoro").
La vera forza dei lavoratori è e resta la Costituzione repubblicana:
sindacato, diritto di sciopero, diritto di manifestare, ecc.
Comode scorciatoie non portano da nessuna parte, IMO.
Tutte 'ste manie di protagonisno individuale, culto dell'immagine, il
dramma personale messo in pubblica piazza, la tv che trova lavoro al
*singolo* disperato (che magari poi così disperato non è ma ha solo la
faccia che buca lo schermo), il voler scimmiottare a tutti i costi il
"sogno americano" peraltro miseramente crollato, sono tutti modi per
nascondere il *reale* stato di crisi di un numero sempre crescente di
famiglie italiane che vivono i loro drammi in *silenzio* ma con grande
dignità.
Purtroppo (notizia di ieri al G20) è dai massimi vertici di chi ci
governa che continua ad arrivare alla gente il "messaggio" che bisogna
"urlare" per farsi sentire, anziché *dialogare* e trovare soluzioni
condivise.
Ma non voglio andare OT (e prego tutti a non buttarla in politica) e
quindi, tornando ai bancari, a me sembrano maturi i tempi per una
ripresa della propria dignità di lavoratori.
Il settore delle banche è indubbiamente sotto attacco, ormai a livello
internazionale, con preoccupanti segnali di vero e proprio allarme
sociale, di rabbia sia dei cittadini truffati che dei lavoratori
licenziati.
Credo che le OO.SS. del settore abbiano tra le mani un'occasione unica
per un cambiamento radicale che nasca proprio da questa crisi.
Si parla tanto di *regole* da cambiare. Perché il sindacato non ci
mette bocca? Perché, da profondo conoscitore di tutti i meccanismi
aziendali non formula delle *sue* proposte? E perché non propone
cambiamenti delle *regole* anche per quanto riguarda il rapporto di
lavoro, a tutti i livelli, compresi quelli manageriali?
Ripeto, IMO l'occasione è *unica* ma va sfruttata ora, subito.
On 2 Apr, 00:28, ll...@dada.it (Luca Logi) wrote:
> sigarne <si...@invind.it> wrote:
> > Gli sportelli bancari sono 32.333, pari a 5,5 ogni 10.000 abitanti. La
> > situazione si presenta differenziata a livello territoriale: in
> > Trentino-Alto Adige se ne contano 9,5 ogni 10.000 abitanti (10,5 a Trento
> > e 8,5 a Bolzano) mentre in Calabria appena 2,7.
> >http://www.istat.it/salastampa/comun...212_00/testoin...
> > le20071212.pdf -
> Le farmacie (dati federfarma) sono 17617. Allora avevo ragione a dire
> che ci sono molte più banche che farmacie!
Se non ricordo male gli uffici postali (dati del 2004) sono circa
13.000, fai un po' tu... :-)
> c'è anche da dire che con gli orari barbari che fanno le banche bisogna
> prendersi 2 ore di ferie la mattina o il pomeriggio per andare a fare
> un'operazione allo sportello.
> Il problema è che l'articolo citato non fornisce "particolari" che ci
> aiutino a capire come effettivamente si svolgerà questa chiusura di
> sportelli e che fine farà il personale che ora ci lavora. Se tu hai
> maggiori informazioni ti pregherei di fornirle.
> Più in generale non possiamo pensare che chi lavora in quelle filiali
> siano solamente precari, ci saranno anche dei bancari a tempo
> indeterminato.
Mi risulta difficile pensare che il personale delle 400 filiali verrà
licenziato però posso immaginare che le 1500/2000 persone che lavorano
in quelle filiali verranno reimpiegate in altre strutture (non
limitrofe) creando degli esuberi (ovviamente meno dei 1500/2000 perchè i
clienti verranno migrati su altre agenzie quindi tra economie di scala e
clienti inc@22@ti il lavoro calerà inoltre alcuni saranno reimpiegati
nel contenzioso che nei prossimi mesi vedrà un incremento del lavoro
mostruoso) che saranno gestiti nella maniera più economica possibile:
non confermando gli apprendisti ad esempio.
> Ora, non mi risulta che il c.d. "Fondo esuberi" sia arrivato al
> traguardo come tu dici. Anzi mi risulta il contrario. So per certo che è
> stata addirittura sospesa la richiesta dei contributi annuali alle
> associate perché il bilancio risulta in ottima salute.
Se gode di "ottima salute" mi sembra evidente che non viene utilizzato a
pieno regime proprio perchè il personale esodabile è ormai poco e le
persone che potevano sono scappate da tempo.
> La vera forza dei lavoratori
Non esiste una forza dei lavoratori da molti anni.
> Credo che le OO.SS. del settore abbiano tra le mani un'occasione unica
> per un cambiamento radicale che nasca proprio da questa crisi.
Le OOSS in banca sono qualcosa di ridicolo. Negli ultimi 15 anni hanno
fatto subire alla categoria di tutto. Ogni rinnovo contrattuale è una
perdita di diritti ed un impoverimento della categoria, sia in termini
professionali che economici.
In news: 4_tBl.205809$Ca.32599@twister2.libero.it
"sigarne" ha scritto:
> Le OOSS in banca sono qualcosa di ridicolo. Negli ultimi 15 anni
> hanno fatto subire alla categoria di tutto. Ogni rinnovo
> contrattuale è una perdita di diritti ed un impoverimento della
> categoria, sia in termini professionali che economici.
Sono abbastanza d'accordo però... è un po' come lamentarsi ora del
governo Berlusconi avendolo votato a suo tempo.
15 anni (IMO 10, la vera svolta negativa l'ho vista col ccnl del
98/99) sono veramente tanti.
Dov'erano i tanti bancari iscritti alle varie sigle?
Cosa hanno fatto per cambiare le cose, per invertire la rotta?
Hanno subito passivamente?
Hanno continuato a pensare solo al loro orticello personale (leggi
incentivi, sistemi premianti, bonus, ecc.) fregandosene del collega
più sfortunato?
Hanno mostrato solidarietà nei confronti dei neo arrivati apprendisti?
Hanno capito che molti di loro loro non potevano iscriversi al
sindacato data la loro situazione precaria?
Perché hanno accettato passivamente l'introduzione di tale figura che,
nel tempo, avrebbe indebolito l'intera categoria?
Perché non hanno condiviso, per anni, le preoccupazioni del risparmio
tradito?
Perché non hanno fatto muro di fronte alle circolari interne sui
budget da raggiungere ad ogni costo? Sui "dubbi" prodotti da piazzare
anche ai pensionati?
Le domande (senza risposta da almeno 10 anni) sarebbero decine e
decine.
Non dico certo che si dovevano "rovesciare le scrivanie" però è
indubbio che l'attuale situazione dei white collars o bankers come li
chiamano adesso, viene da molto lontano e non era poi così
imprevedibile.
IMO, è sempre una questione di *cultura*.
Non è un caso se, proprio da una decina d'anni, si continua ad imporre
(governi, media, ecc.) alla gente il concetto dell'io, del singolo,
dell'arrivare primo (il secondo conta nulla), dell'immagine al posto
dei contenuti, dell'annuncio che sostituisce la realtà, in sostanza
della validità della menzogna diffusa purchè ben "vestita".
Si dice che "noi" stiamo meglio, che da "noi" la crisi è solo
psicologica.
Quel che so io è che tutto ciò che avviene negli USA prima o poi
arriva anche da noi. E' un fatto.
Dalle scarpe da ginnastica ai jeans, alle hit parade, ai film,
all'Ipod, alle crisi. Tutto, è solo questione di tempo. E i tempi, con
l'avanzare delle tecnologie e della globalizzazione, tendono ad
accorciarsi.
I bancari *licenziati* all'estero hanno cominciato ad unirsi ai
manifestanti in strada; perché attendere ancora la manna dal cielo e,
per una volta, cercare di prevenire?
> Hanno continuato a pensare solo al loro orticello personale (leggi
> incentivi, sistemi premianti, bonus, ecc.) fregandosene del collega più
> sfortunato?
Si
> Hanno mostrato solidarietà nei confronti dei neo arrivati apprendisti?
No
> Hanno capito che molti di loro loro non potevano iscriversi al sindacato
> d$ata la loro situazione precaria?
Si iscrivono comunque. Hanno bisogno della polizza di cassa...
> Perché non hanno fatto muro di fronte alle circolari interne sui budget
> da raggiungere ad ogni costo? Sui "dubbi" prodotti da piazzare anche ai
> pensionati?
Conosco molti colleghi che li hanno sottoscritti i prodotti di cui parli
e sui budget non ci sono circolari. Solo pressioni ad personam a voce o
durante le riunioni.
Fred(R) ha scritto:
> In news: 4_tBl.205809$Ca.32599@twister2.libero.it
> "sigarne" ha scritto:
>> Le OOSS in banca sono qualcosa di ridicolo. Negli ultimi 15 anni
>> hanno fatto subire alla categoria di tutto. Ogni rinnovo
>> contrattuale è una perdita di diritti ed un impoverimento della
>> categoria, sia in termini professionali che economici.
E' purtroppo una situazione + generale comune alla maggior parte del
mondo del lavoro non solo bancario
Fineco: niente versamenti nelle filiali unicredit banca?
smsvincenzo@netscape.net: sul sito fineco leggo:
"Puoi versare contanti e assegni in una delle 2000 filiali Unicredit
con insegna Banca di Roma, Banco di Sicilia, Bipop Carire"
E le filiali con insegna "uncredit banca"?...
Banche
22
05-12-2007 21.21.23
L'anno del toro si chiude....
.: 2004 anno del toro sia astrologicamente che finanziariamente.
Si chiude e si proietta in un 2005 che vedrà il toro ancora protagonista ma
solo fino all'autunno.
In autunno chi resterà forse avrà...