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  #1  
Vecchio 16-01-2009, 15.16.38
Vinicio Loncagni
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Predefinito Rapina in posta, paga il cassiere.

Da "La Stampa" di oggi, venerdì 16 gennaio 2009.

Chiesto il risarcimento a una dipendente: non ha nascosto gli assegni.

Scansione della pagina in pdf al link allegato (se funziona...)

Non posso far altro che condividere quanto indicato dall'esponente
sindacale:
Siamo al limite del ridicolo!

Ciao ciao

Vinicio Loncagni

Guarda l'immagine cliccando http://attach.mynl.it/img?id=ODU1OA

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questo articolo e` stato inviato via web dal servizio gratuito
http://www.newsland.it/news segnala gli abusi ad abuse@newsland.it

Alt 16-01-2009, 15.16.38
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  #2  
Vecchio 16-01-2009, 15.38.47
Gi_pll
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@invalid.nospam.it> ha scritto nel
messaggio news:gkq4s6$2ph$1@news.newsland.it...
> Chiesto il risarcimento a una dipendente: non ha nascosto gli assegni.


Purtroppo non mi sembra sia la prima volta; ci sono, se non ricordo male,
almeno un paio di precedenti.
Ma, a quanto pare, nessuno riesce o vuole porvi rimedio; ne da parte
sindacale, ne da parte dell'amministrazione postale e nemmeno da uno
straccio di legislatura.

> Siamo al limite del ridicolo!

Fossimo solo ridicoli...!!!

Cordialità
Gi













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Scusate il disturbo.

  #3  
Vecchio 16-01-2009, 16.20.11
Sonny_boy
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@invalid.nospam.it> ha scritto nel
messaggio news:gkq4s6$2ph$1@news.newsland.it...
> Da "La Stampa" di oggi, venerdì 16 gennaio 2009.
> Chiesto il risarcimento a una dipendente: non ha nascosto gli assegni.


Non ho parole ..

--
They cant say we never tried.

http://www.youtube.com/watch?v=DBBR3zZydMw
www.myspace.com/sonnymaestrini

  #4  
Vecchio 16-01-2009, 21.09.31
sigarne
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

Vinicio Loncagni ha scritto:
> Da "La Stampa" di oggi, venerdì 16 gennaio 2009.
> Chiesto il risarcimento a una dipendente: non ha nascosto gli assegni.

e' risaputo che in Banca è buona norma nascondere. Non a caso quasi
tutti gli AD (o Direttori Generali) nascondono dei buchi di bilancio
incredibili!!!
:-
  #5  
Vecchio 17-01-2009, 08.28.35
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

Tratto dal messaggio gkq4s6$2ph$1@news.newsland.it di Vinicio Loncagni:

> Scansione della pagina in pdf al link allegato (se funziona...)


Ogni tanto funziona, ogni tanto no.

Per non sbagliare, ho ricaricato il file qui:
http://www.ilmonterosso.it/Vinicio/r...ostatorino.pdf

Mio pensiero.
Spesso ci si ritrova a dover lottare con regolamenti assolutamente idioti.
Allora ci sono due possibilità: si bypassano tali regolamenti, oppure si
blocca tutto.

Io sono del parere che i regolamenti vadano applicati, perchè sicuramente
sono stati pensati da persone molto più intelligenti di noi.

Come viene indicato nell'articolo, si deve stare in cassa con un
massimale di 500 euro.

Ogni due operazioni, blocca tutto, vai dal direttore, conta i soldi, apri la
cassaforte, conserva i soldi, chiudi la cassaforte.
Il cliente dopo vuole prelevare 600 euro ?
Benissimo, vai dal direttore, apri la cassaforte, prendi i soldi, conta i
soldi, chiudi la cassaforte.

E via così...

A ogni cliente che si lamenta si fornisce una bella letterina, recante
l'indirizzo del capoccione fenomeno che ha partorito l'idea di "sicurezza",
contenente anche lo stralcio del regolamento incriminato.
La spettabile clientela è invitata a scrivergli liberamente i propri
pensieri e le proprie considerazioni...

Ciao ciao

VL

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  #6  
Vecchio 17-01-2009, 10.06.07
LucaS
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"Vinicio Loncagni" <mail_nel_post@nospam.invalid> ha scritto nel messaggio
news:6tdfp7F7h4ikU1@mid.individual.net...

> A ogni cliente che si lamenta si fornisce una bella letterina, recante
> l'indirizzo del capoccione fenomeno che ha partorito l'idea di
> "sicurezza",
> contenente anche lo stralcio del regolamento incriminato.
> La spettabile clientela è invitata a scrivergli liberamente i propri
> pensieri e le proprie considerazioni...


Credo che il limite, nel caso che hai citato, sia anche in funzione
dell'operatività dello sportello.
Ovvero un ufficio di piccolissime dimensioni non avrà, si presume, le
esigenze di uno più grande e quindi potrà permettersi di tenere meno
contante in cassa.
Ciò premesso ritengo che nel caso da te citato, è più elevato il danno
d'immagine nell'essere trascinata, l'Azienda, sui giornali in quel modo
che non l'evento criminoso subito.
Penso quindi che chi scrive le regole ma anche chi deve poi applicarle,
dovrebbe basarsi anche sul buonsenso che spesso manca perchè è cambiata,
per tutti, banche comprese, la catena di comando.
Allargo un po il discorso poichè credo valga per poste, banche e forse non
solo.
Un tempo c'era il direttore. Figura degna di questo nome nel senso che, come
il comandante di una nave in navigazione, aveva tutti i poteri compreso
quello di decidere cosa fare in casi come questo.
Quel direttore mi risulta che non c'è più da nessuna parte e lo sanno bene i
clienti che spesso si sentono dire dal direttorino di turno "guardi non
posso risponderle ora ma devo inoltrare la richiesta ai miei superiori". In
questo caso parlo di semplici deleghe commerciali che spesso il direttorino
non ha nemmeno per stornare 10 euro di spese addebitate al cliente ma dalle
quali il cliente non è affatto contento e minaccia di portare via i
depositi.
Figuriamoci per problemi più complessi :-)
Se qualche "direttore" mi legge dica pure che non è così, sono ansioso di
leggere.
Ben più grave, ovviamente, il caso citato nel post.
Caso che, con il vecchio comandante della nave, poteva avere conseguenze
molto meno invasive per i la malcapitata e sfortunata dipendente.
Era un direttore più "pater familias" e si badi bene, non necessariamente
inteso nella miglior accezione del termine; a volte erano decisioni severe a
seconda della gravità dei casi, altre volte scantonava pure lui come un
cavallo che ha perso l'orientamento.
Conosceva però molto bene la sua squadra e spesso, certi problemi, si
risolvevano in un confronto diretto con l'rsa presente in filiale od
agenzia.
Oggi quel direttore non c'è più ma c'è il direttorino che è l'ultimo anello
di una catena più o meno lunga in funzione dai vari modelli organizzativi.
Gli fanno credere di essere un manager ma di manager non ha quasi nulla a
parte l'appellativo sul biglietto da visita, più specchietto delle allodole
per clienti e non; molti di questi ignari di trovarsi di fronte ad una
figura professionale che di fatto non ha più deleghe ne creditizie ne
tantomeno commerciali ma solo responsabilità di budget, fino a quando non
toccano con mano, al verificarsi del primo problema, che il direttorino non
decide un bel niente.
Quando c'è un problema di qualsiasi natura che esula dall'ordinaria
amministrazione lui è di fatto solo un notaio che riporta all'organo
superiore il quale, sovente, è solo un anello di congiunzione e quindi
riporta pure lui.
La decisione finale, a seconda della gravità del problema, viene assunta su
un tavolo a volte molto lontano magari non geograficamente ma di conoscenze
sia dei problemi che del modo di lavorare, da persone che in rete non hanno
mai passato più di un anno o due e che sono specializzate, nella maggior
parte dei casi, nel pararsi il fondoschiena. Aspetti umani del
tipo....quella risorsa è brava ed onesta, ha lavorato bene ed in modo
affidabile per 20 anni, ha magari avuto, di recente, gravi problemi
famigliari che gli hanno causato forte stress..............non glie ne può
fregare di meno.
Tutto ormai viene giudicato in modo asettico salvo poi finire in causa
davanti al pretore del lavoro e rimangiarsi carta e penna.
Ecco quindi che vengono fuori queste perle.
Certo che se le organizzazioni sindacali spendessero un po meno tempo a
litigare tra di loro, a spartirsi le cadreghe (non sono mele) politiche, a
proporre ai propri iscritti polizze assicurative che servono a
poco....................però, Vinicio, non è una provocazione nei tuoi
confronti ma solo uno sfogo che mi accorgo solo ora prende le pieghe del
logorroico andante quindi mi fermo qui :-)
Buon weekend a tutti
LucaS

  #7  
Vecchio 17-01-2009, 11.16.51
Gi_pll
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:49719f72$0$1120$4fafbaef@reader1.news.tin.it. ..
> Un tempo c'era il direttore. Figura degna di questo nome nel senso che,
> come il comandante di una nave in navigazione, aveva tutti i poteri
> compreso quello di decidere cosa fare in casi come questo.
> Quel direttore mi risulta che non c'è più da nessuna parte e lo sanno bene
> i clienti che spesso si sentono dire dal direttorino di turno "guardi non
> posso risponderle ora ma devo inoltrare la richiesta ai miei superiori".


Non riporto tutto per non essere bacchettato ma non potevi descrivere meglio
una situazione che, non da ora, impera nel mondo del lavoro; come ben hai
detto non solo nel mondo bancario e i risultati si vedono. Certo non tutte
le colpe sono imputabili a questo sistema di "non responsabilità", una
grossa fetta sicuramente.
Da qualche parte menzionavo gli effetti degli indirizzi McKinsey, ecco
questo è il principale risultato di quelle teorie.
Buona domenica
Gi















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  #8  
Vecchio 17-01-2009, 11.52.14
Vinicio Loncagni
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

Tratto dal messaggio 49719f72$0$1120$4fafbaef@reader1.news.tin.it di LucaS:

> ... (è) solo uno sfogo che mi accorgo solo ora prende le pieghe del
> logorroico andante quindi mi fermo qui :-)


Non posso far altro che sottoscrivere tutto, dal discorso dei "direttorini"
a quello che sindacati, che da sindacalista reietto approvo in pieno, fin
dai tempi della celebre "divisione dei tavoli" che ha portato gli
apprendisti in banca.

Sindacalista reietto vuol dire che l'anno scorso mi sono avanzate non so
quante ore di permesso RSA, perchè se non ho impegni sindacali... che sto a
casa a fare?
E, notare, dalla sede sindacale si sono "lamentati", perchè io spreco ore
RSA, che ovviamente non possono essere fruite da altri, mentre ci sono
alcuni (veri?) sindacalisti che oltre alle loro ore RSA fanno fuori anche
vagonate di permessi "cedole".

Ciao ciao

VL

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  #9  
Vecchio 17-01-2009, 13.55.19
Francesco
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

Vinicio Loncagni ha spiegato il 17/01/2009 :
> Sindacalista reietto vuol dire che l'anno scorso mi sono avanzate non so
> quante ore di permesso RSA, perchè se non ho impegni sindacali... che sto a
> casa a fare?
> E, notare, dalla sede sindacale si sono "lamentati", perchè io spreco ore
> RSA, che ovviamente non possono essere fruite da altri, mentre ci sono
> alcuni (veri?) sindacalisti che oltre alle loro ore RSA fanno fuori anche
> vagonate di permessi "cedole".


Caro Vinicio, per questo il sindacato e' ridotto cosi'. Pero' non
mollare perche' c'e' bisogno di sindacalisti 'veri'... soprattutto in
questi ultimi tempi c'e' tanto tanto bisogno.

Bisognerebbe che i sindacati facessero un po' di autocritica e
cominciassero a battersi davvero.

Non capisco cosa aspettano. Forse che tutti smettano di pagare il
contributo.

Il problema e' che adesso nessuno se la sente di non pagare il
contributo al sindacato anche se per il servizio che 'alcuni' fanno
sarebbe proprio quello che meritano.

Torno a ripetere. C'e' tanto tanto tanto bisogno di una vera azione
sindacale a tutela 'vera' dei lavoratori.

  #10  
Vecchio 17-01-2009, 14.00.05
LucaS
Guest
 
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
news:6tdpgiFag2skU1@mid.individual.net...
> Certo non tutte le colpe sono imputabili a questo sistema di "non
> responsabilità", una grossa fetta sicuramente.
> Da qualche parte menzionavo gli effetti degli indirizzi McKinsey, ecco
> questo è il principale risultato di quelle teorie.


Con alcuni è ormai da anni che frequentiamo qui e ci stimiamo quasi come
vecchi amici.
Voglio raccontare una storia, a dei vecchi amici, come fossimo seduti in un
salotto a sorseggiare un caffè insieme :-)
Qualche anno fa una dipendente delle poste nonchè giovane mamma ebbe
all'improvviso dei gravi problemi di salute.
Sulla sua famiglia cala un'ombra che nessuno dovrebbe mai provare anche
se, a mente lucida, sappiamo bene che in questa valle di lacrime succede
questo ed altro.
Nel giro di poche settimane la situazione si fa sempre più critica, con
forti attacchi febbrili, elevata perdita di peso e debolezza generale.
Entra ed esce da centri diagnostici ed ospedale senza che qualcuno sia in
grado di circoscrivere la patologia, fino a che viene pronunciata con un
"forse" davanti, la parola che nessuno di noi vorrebbe mai sentire; una
parola che equivale ad una condanna a morte.
Il datore di lavoro non è ufficialmente al corrente del problema, a parte i
certificati medici e di ricovero ospedaliero che riceve a giustificazione
delle assenze ma la cosa è risaputa in maniera informale da tutti i
colleghi compresi coloro che lavorano in filiale, a stretto contatto con la
direzione.
Una sera il marito l'accompagna per l'ennesima volta dal medico di
famiglia.
Sono le 18,58.
Ignora che due, forse tre minuti dopo un medico fiscale mandato dal datore
di lavoro suonerà al campanello senza trovare nessuno a casa.
Ora, a parte le considerazioni sul medico che sottoscrive un verbale dove
dichiara che alle 18,59 del "suo" orologio l'ammalata non è a casa come
invece dovrebbe essere, arriva una pesante lettera di contestazione, nella
quale la dipendente è invitata a fornire spiegazioni.
Lei risponde con molto orgoglio e dignità spiegando la propria situazione,
comunque conosciuta da tutti i colleghi e cosa realmente accaduto, compresa
la dichiarazione scritta del proprio medico curante il quale attesta che
alle 19,15 la paziente era nel suo studio.
Aggiunge che il fatto costituisce, al momento, l'ultimo dei suoi problemi
ma che appena potrà, è fermamente intenzionata a dedicare loro, nelle sedi
più opportune, tutta l'attenzione che meritano.
Arriva quindi un provvedimento disciplinare assunto nei minimi termini ma
che incide comunque sul trattamento economico.
Dopo circa 3 mesi di sofferenza il male, fortunatamente solo un pesante
attacco virale che è riuscito a bucare le difese immunitarie colpendo un
organo vitale, se ne va allo stesso modo nel quale è venuto.
L'azienda, pochi mesi dopo, in occasione della distribuzione annuale dei
premi gli riconosce una gratificazione economica che compensa
abbondantemente la trattenuta precedente.
Come a dire, ci dispiace per quanto accaduto e siamo lieti di riaverti tra
di noi. Per favore chiudiamola qui.
In questo caso, ad esempio, (penso siano rari) una dipendente ha avuto la
fortuna di trovare più buonsenso in chi ha giudicatoda lontano senza
conoscerla, che non nel direttorino di turno il quale pur conoscendo la
situazione aveva pensato bene di mandare la visita fiscale.
Tutto questo è, secondo me, frutto di un sistema profondamente sbagliato,
nella cultura e nei modelli organizzativi di lavoro, checchè ne dica
qualcuno oggi al governo.
Mckinsey ha fatto ormai il suo tempo ma concordo che ha fatto anche tanti
danni.
Saluti
LucaS

  #11  
Vecchio 18-01-2009, 00.36.00
Ivan Pintori
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

On Sat, 17 Jan 2009, Francesco wrote:

> Bisognerebbe che i sindacati facessero un po' di autocritica e cominciassero
> a battersi davvero.


Da me questo processo è iniziato, anche se con il "botto".

> Non capisco cosa aspettano. Forse che tutti smettano di pagare il contributo.


Un Segretario di coordinamento della FISAC ha dichiarato il 15 sera, di
fronte a 150 lavoratori in assemblea (o pseudo tale... non si è ancora
capito), che una sigla è passata da 5mila iscritti a 500 nel giro di una
settimana, per la vicenda relativa alla nuova Cassa Sanitaria nella mia
azienda.

Se questo è vero, qualcuno in questo momento sta piangendo.

> Torno a ripetere. C'e' tanto tanto tanto bisogno di una vera azione sindacale
> a tutela 'vera' dei lavoratori.


Da me il primo tavolo (ovvero la Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub e
Uilca) ha avuto un brutto risveglio: fatto da fischi, urla e mal parole.
Adesso vedremo cosa riusciremo a ricomporre con i lavoratori e questo è un
ottimo spunto per fare seria e profonda azione sindacale.

ivan
--
  #12  
Vecchio 18-01-2009, 11.36.02
Francesco
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

Il 18/01/2009, Ivan Pintori ha detto :
> Da me il primo tavolo (ovvero la Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub e
> Uilca) ha avuto un brutto risveglio: fatto da fischi, urla e mal parole.
> Adesso vedremo cosa riusciremo a ricomporre con i lavoratori e questo è un
> ottimo spunto per fare seria e profonda azione sindacale.



Le tue notizie mi fanno estremo piacere.

L'azione dei sindacati in questo momento dovrebbe tendere a far avere
ai lavoratori tutte quelle tutele che piano piano stanno scomparendo.

Mi riferisco al diritto di 'sbagliare', ma soprattutto all'idea che un
lavoratore sia innocente fino a prova contraria e non viceversa.

Purtroppo invece sembra come se il bancario debba continuamente
discolparsi di qualcosa che non ha commesso.
C'e' sempre la presunzione di colpevolezza e questo in misura maggiore
negli ultimi anni/mesi.

Inoltre molti dei clienti denunciano direttamente il bancario perche'
sanno che e' un soggetto sicuramente piu' debole della Banca. Questo
porta a 'personalizzare' il rapporto con la banca in maniera molto
pericolosa.

Qui non si tratta di soldi ma di tutele della condizione di lavoro
sufficiente a compiere il proprio ruolo.

  #13  
Vecchio 18-01-2009, 12.06.30
LucaS
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"Ivan Pintori" <ivan@pintori.it> ha scritto nel messaggio
news:alpine.LFD.2.00.0901180029250.13179@hoshimaru .local...

> Da me il primo tavolo (ovvero la Dircredito, Fabi, Fiba, Fisac, Sinfub e
> Uilca) ha avuto un brutto risveglio: fatto da fischi, urla e mal parole.
> Adesso vedremo cosa riusciremo a ricomporre con i lavoratori e questo è un
> ottimo spunto per fare seria e profonda azione sindacale.


Ciò che dici non è per nulla rassicurante, secondo me, anzi preoccupa non
poco.
Sigle che si fanno spiumare come le oche, non dico senza gridare ma senza
manco accorgersene?
Altre, tutte insieme, che prendono calci in culo dai lavoratori?
Queste notizie, sommate a ciò che ciascuno di noi vede e percepisce in rete
fa pensare non ad una crisi ma ad una debacle che il sindacato, tutto
insieme, si sforza di occultare.
I problemi veri non vengono affrontati se non per dire ai lavoratori che è
meglio per tutti sopportare, fare uno sforzo ed andare avanti, che è già
tanto avere il posto di lavoro, rispetto ad altre categorie.
Questo sento da un segretario nazionale che ogni tanto viene a tenere le
assemblee da me.
Il personale è ridotto all'osso, con evidenti problemi a mandare avanti la
baracca. Ti senti dire che in quel tal comparto dove ci vorrebbero essere
tre risorse, c'è posto in base ai loro numeri, per 2,6 e quindi ne lasciano
2 per "ottimizzare" i costi.
Ma ottimizzare che?
Il sindacato, che negli ultimi 15 anni non ha mai brillato per lungimiranza
salvo quella legata ad interessi politici (tutti i sindacalisti da un certo
livello in su conoscono bene il manuale Cencelli), ne sta pagando ora lo
scotto.
I vecchi esponenti hanno messo il culo al caldo, perfino grazie alle riforme
pensionistiche. I nuovi non sanno manco da che parte girarsi.
Evviva.
Se tutto va bene siamo rovinati :-)
Saluti
LucaS

  #14  
Vecchio 18-01-2009, 17.13.33
Ivan Pintori
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

On Sun, 18 Jan 2009, LucaS wrote:

> I vecchi esponenti hanno messo il culo al caldo, perfino grazie alle riforme
> pensionistiche.


E fin qui ti do ragione.

> I nuovi non sanno manco da che parte girarsi.


E qui ti do torto. Se per "nuovi" intendi quelli che sono diventati
segretari a fronte delle uscite pensionistico, loro sanno fin troppo bene
da che parti girarsi, e le loro posizioni sono francamente subbordinate
alle aziende e semplicemente indifendibili.

Il problema è che poi ci vanno di mezzo i "veri" giovani, ovvero quelli
che diventano sindacalisti adesso, ovvero la mia generazione.

> Se tutto va bene siamo rovinati :-)


Non credo: o sparisce il sindacato, e allora si segue il modello
anglosassone, oppure i sindacalisti riscoprono il concetto "lavorare per i
lavoratori". E io sono ottimista, quindi mi auguro il realizzaesi di
questa seconda ipotesi.

ivan
--
  #15  
Vecchio 18-01-2009, 18.43.59
LucaS
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

"Ivan Pintori" <ivan@pintori.it> ha scritto nel messaggio
news:alpine.LFD.2.00.0901181708100.14390@hoshimaru .local...

> Non credo: o sparisce il sindacato, e allora si segue il modello
> anglosassone, oppure i sindacalisti riscoprono il concetto "lavorare per i
> lavoratori". E io sono ottimista, quindi mi auguro il realizzaesi di
> questa seconda ipotesi.


Lavorare per i lavoratori non è un concetto, a mio modesto parere ma alle
mie orecchie suona più come uno slogan.
Un concetto è qualcosa che nell'ambito di un confronto possiamo condividere
o meno, far nostro o meno, senza con questo mutare un indirizzo generale di
modelli e di comportamenti.
Può essere una strada per raggiungere l'obiettivo, non l'obiettivo stesso.
Tu stai citando quella che "dovrebbe" essere la missione stessa di ogni
sindacato, per il quale i lavoratori pagano anche una tessera d'iscrizione.
Quanto dovranno attendere i lavoratori bancari affinchè questo "concetto"
come lo chiami tu, ridiventi l'obiettivo del sindacato?
Operiamo in un settore in profonda trasformazione; con questo passo di
mazurka è in grado questo sindacato di ballare a tempo?
Tu sei ottimista ma non sei più neanche un ragazzo, mi pare :-)
Speriamo di non essere qui tra due o tre anni a ridirci le stesse cose.
Speriamo comunque di essere ancora tutti qui......tra due, tre anni....ed
oltre, molto oltre ;-)
saluti
LucaS

  #16  
Vecchio 18-01-2009, 20.35.28
Gi_pll
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"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:49736a58$0$1114$4fafbaef@reader3.news.tin.it. ..
> Tu stai citando quella che "dovrebbe" essere la missione stessa di ogni
> sindacato, per il quale i lavoratori pagano anche una tessera
> d'iscrizione.

Non sono sicuro che tutti, purtroppo, pagherebbero per quella che dovrebbe
essere la "missione" di un sindacato.
Il sindacato comincerà ad essere ciò che dovrebbe essere quando smetterà di
proteggere i lavoratori, per cui tanti lavoratori, per fortuna non tutti,
sono felici di pagare la quota e comincerà a tutelarli.
Torno a dire, purtroppo in tanti non apprezzerebbero un cambiamento di
rotta; ne consegue che una nuova e decisa posizione pagherebbe molto meno in
termini di consenso, quindi rappresentanza, quindi forza politica. E allora,
perché mai cambiare?! :-(
Il discorso vale per il sindacato e i lavoratori in generale, ovviamente,
bancari, metalmeccanici o della P.A. che siano.
Ho molto apprezzato il racconto di quella storia, che hai fatto al tavolino
del bar.
La differenza, che si parli di sindacalismo, di sportellista, di direttore
di sede o di titolare di filiale, sta tutta nell'uomo, nella sua coscienza
professionale, nella sua morale, nella sua capacità di essere coerente, di
assumersi quindi la responsabilità per i suoi atti e per i comportamenti dei
suoi collaboratori; troppo facile nascondersi dietro la direzione centrale
ha detto, qualche volta bisognerebbe essere meno pusillanimi e, ovviamente
cum granu salis, andare anche contro il cosiddetto ordine costituito del
direttorino arrampicatore.
Ce ne sono ancora ma, vuoi per i pesticidi, vuoi per i diserbanti, è sempre
più difficile trovare un quadrifoglio. :-/

Cordialità
Gi










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  #17  
Vecchio 18-01-2009, 22.53.48
Vinicio Loncagni
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Tratto dal messaggio 49730611$0$1110$4fafbaef@reader3.news.tin.it di
Francesco:

> Inoltre molti dei clienti denunciano direttamente il bancario perche'
> sanno che e' un soggetto sicuramente piu' debole della Banca.


Questo *da me* non mi risulta, e tra l'altro è espressamente contrario alla
legge
(art. 5 qui : http://www.fabipavia.it/Norme_utili/...gge_190_85.htm )

Il bancario combina il pasticcio.
La banca è assicurata contro i pasticci che può combinare il bancario.
La banca rifonde i danni e si fa rimborsare dall'assicurazione.
Poi può mandare il bancario a girar scartoffie fino alla pensione, ma questo
è un altro discorso.

Altro non c'è, e non ci può essere.

Ovvio, se il bancario, per paura di finire a girar scartoffie, paga di
tasca propria, sono contenti sia il cliente che la banca.

Ma IMHO, il bancario finirà lo stesso a girar scartoffie ...

Ciao ciao

VL

--
Vinicius_LoncanisAThotmailPUNTOcom
Gringotts Bank LTD, Diagon Alley.
http://tinyurl.com/cwf4r
  #18  
Vecchio 19-01-2009, 09.10.51
Roberto Tagliaferri
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Predefinito Re: Rapina in posta, paga il cassiere.

Francesco ha scritto:

> Caro Vinicio, per questo il sindacato e' ridotto cosi'. Pero' non
> mollare perche' c'e' bisogno di sindacalisti 'veri'... soprattutto in
> questi ultimi tempi c'e' tanto tanto bisogno.
> Bisognerebbe che i sindacati facessero un po' di autocritica e
> cominciassero a battersi davvero.
> Non capisco cosa aspettano. Forse che tutti smettano di pagare il
> contributo.
> Il problema e' che adesso nessuno se la sente di non pagare il
> contributo al sindacato anche se per il servizio che 'alcuni' fanno
> sarebbe proprio quello che meritano.
> Torno a ripetere. C'e' tanto tanto tanto bisogno di una vera azione
> sindacale a tutela 'vera' dei lavoratori.


Da mia moglie (PT) il sindacalista segnalato dalla CGIL era così lavoratore
che hanno avuto una valanga di "niet" per il rinnovo della tessera con la
stessa motivazione: se c'è lui niente tessera

--
Roberto Tagliaferri-Linux user #30785 <-> r.tagliaferri@(forse)tosnet.it
Williams and Holland's Law:
If enough data is collected, anything may be proven by
statistical methods.
  #19  
Vecchio 19-01-2009, 09.49.24
Max max
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"LucaS" <lucaS958@gmail.com> ha scritto nel messaggio
news:4971d649$0$1116$4fafbaef@reader2.news.tin.it. ..
> "Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio
> news:6tdpgiFag2skU1@mid.individual.net...


> ... ma concordo che ha fatto anche tanti danni.


Gli ex ... ora manager sono ancora in circolazione

Max max

  #20  
Vecchio 20-01-2009, 09.05.25
BowlingBPSL
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LucaS wrote:
> "Gi_pll" <cippa@lippa.it> ha scritto nel messaggio


> In questo caso, ad esempio, (penso siano rari) una dipendente ha
> avuto la fortuna di trovare più buonsenso in chi ha giudicatoda
> lontano senza conoscerla, che non nel direttorino di turno il quale
> pur conoscendo la situazione aveva pensato bene di mandare la visita
> fiscale.


Non per difendere il direttorino della situazione, ma... siamo sicuri che
la visita fiscale l'abbia mandata lui?
Perche' ricordo una persona, che ha avuto un incidente d'auto, quindi
malattia abbastanza lunga, che ha ricevuto la visita fiscale. Certo non
era altrove, ma tempo dopo, con occhietto perplesso, ha chiesto se... beh,
ho certezza che da parte del datore di lavoro non era stato richiesto
nulla di nulla, era quindi stata l'INPS di propria sponte, che a quanto
pare, manda visite fiscali per malattie relativamente lunghe.

Fabrizio
  #21  
Vecchio 20-01-2009, 20.34.14
LucaS
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"BowlingBPSL" <bowling@vene.dave.it> ha scritto nel messaggio
news:gl41nn$i95$2@megan.servidellagleba.it...

> Non per difendere il direttorino della situazione, ma... siamo sicuri che
> la visita fiscale l'abbia mandata lui?


No non l'aveva mandata lui ma una stretta collaboratrice molto zelante che
godeva della sua più totale.......fiducia.
Penserai mica che la malcapitata non abbia poi "approfondito" in via
confidenziale tramite amiche e conoscenti vari, tutti gli aspetti della
questione?
Saluti
LucaS

  #22  
Vecchio 23-01-2009, 09.43.06
BowlingBPSL
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LucaS wrote:
> "BowlingBPSL" <bowling@vene.dave.it> ha scritto nel messaggio
> news:gl41nn$i95$2@megan.servidellagleba.it...
>> Non per difendere il direttorino della situazione, ma... siamo
>> sicuri che la visita fiscale l'abbia mandata lui?

> No non l'aveva mandata lui ma una stretta collaboratrice molto
> zelante che godeva della sua più totale.......fiducia.


Allora, piu' che "zelante"... direi "mentecatta".

> Penserai mica che la malcapitata non abbia poi "approfondito" in via
> confidenziale tramite amiche e conoscenti vari, tutti gli aspetti
> della questione?


Mah, io ricordo l'aria perplessa dell'incidentato che ha ricevuto la
visita INPS (effettuata, PENSO, perche' in malattia da piu' di un paio di
settimane) e che ha chiesto se gliel'aveva mandata la ditta.
Ho certezza assoluta che nessuno gli ha chiesto la visita INPS,
pertanto... anche l'Ente si muove di propria sponte.
Cosa che, BTW, farei anch'io se mi chiamassi INPS, in caso di lunghe
malattie.

Fabrizio
  #23  
Vecchio 23-01-2009, 20.17.23
LucaS
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"BowlingBPSL" <bowling@vene.dave.it> ha scritto nel messaggio
news:glc0gi$duh$2@megan.servidellagleba.it...

> Mah, io ricordo l'aria perplessa dell'incidentato che ha ricevuto la
> visita INPS (effettuata, PENSO, perche' in malattia da piu' di un paio di
> settimane) e che ha chiesto se gliel'aveva mandata la ditta.
> Ho certezza assoluta che nessuno gli ha chiesto la visita INPS,
> pertanto... anche l'Ente si muove di propria sponte.
> Cosa che, BTW, farei anch'io se mi chiamassi INPS, in caso di lunghe
> malattie.


Certo, se l'Inps in questo caso c'entrasse qualcosa :-)
L'Inps, con le poste non c'entra nulla.
Loro hanno l'Ipost.
L'Inps si muove, in questi casi, solo su specifica richiesta .
Nell'informarsi, la malcapitata, ha appurato anche questo, quando non lei
che nemmeno si reggeva in piedi ma qualcuno per lei è andato proprio
all'Inps a chiedere conto del fatto che un medico facesse visita
pochissimi minuti prima delle 19....del suo orologio.
Saluti
LucaS

 

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cassiere, paga, posta, rapina
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