Dopo infinite ricerche in Rete, sono riuscito a "pizzicare" i
documenti originali relativi alla interminabile vertenza Alitalia/CAI,
peraltro ancora non completamente conclusa.
Me li sono letti attentamente e, finalmente, qualcosa ho capito,
aldilà del furore mediatico che si è scatenato in questi mesi, basato
solo su "chiacchiere" delle varie parti interessate e commenti,
altrettanto interessati, delle stesse.
Non intendo assolutamente entrare (non ne avrei neanche le competenze)
nelle polemiche sui "privilegi" del passato o su "ha ragione la CAI,
ha ragione il Governo, hanno ragione i lavoratori".
Ciò che ho provato a fare è stata un'analisi oggettiva dei documenti
sottoscritti in ottica "cosa potrà succedere in prossimi rinnovi di
altri contratti nazionali di lavoro?". Ovviamente con un occhio
particolare alla categoria di cui si occupa il Ng: i bancari.
Per cercare di non farla troppo pallottolosa, ricordo che,
inizialmente, fu firmato un documento a Palazzo Chigi. Era piuttosto
generico ma vi si leggeva chiaramente che, per tutto quanto non meglio
specificato, si sarebbe comunque applicato il vigente contratto di
lavoro per i dipendenti AirOne.
Successivamente la CAI sottopose ai sindacati l'articolato
contrattuale vero e proprio, in tutti i suoi dettagli economici e
normativi.
E qui si sono scatenate le ultime proteste dei lavoratori. La tesi
sostenuta è che la CAI voleva imporre condizioni di gran lunga
peggiorative rispetto al contratto AirOne.
Chi aveva ragione?
Non so dirlo con estrema certezza ma un fatto è sicuro.
In data 14 novembre u.s. i sindacati (confederali) e la CAI hanno
sottoscritto un documento contenente una serie di importanti
"precisazioni" dalle quali si deduce che evidentemente in precedenza
si voleva "normare" in tutt'altro modo. I c.d. "autonomi" non hanno
però aderito neanche a questo documento dicendo che "non basta".
Staremo a vedere cosa ancora succederà.
E' interessante però, pur tenendo conto delle particolari specificità
del settore, osservare quali sono state alcune di queste
"precisazioni".
Si legge:
"...Ai fini dell'applicazione dei criteri di scelta e con specifico
riferimento al criterio delle limitazioni di impiego le parti danno
atto di aver reciprocamente ricevuto i chiarimenti necessari in
attuazione delle intese raggiunte nel pieno rispetto delle istanze
sociali rappresentate dalle OOSS firmatarie. In tal senso le Parti
precisano che il criterio delle limitazioni di impiego opera con le
seguenti modalità applicative:
a. le assunzioni delle lavoratrici e dei lavoratori selezionati in
applicazione dei criteri di scelta, attualmente beneficiari di
temporanea sospensione dell'obbligo di effettuare la prestazione
lavorativa, verranno effettuate secondo la seguente tempistica:
i. PNT/PNC in gravidanza o puerperio, al compimento di un anno di età
del bambino;
ii. Personale di terra in gravidanza o puerperio, allo scadere del
periodo di astensione obbligatoria;
iii. dipendenti temporaneamente inidonei al servizio, allo scadere
della situazione di temporanea inidoneità laddove tale inidoneità non
persista oltre 365 giorni dal ricevimento della comunicazione di
avvenuta selezione;
iv. ai fini dell'applicazione degli accordi sottoscritti il periodo di
temporanea sospensione dell'obbligo dì effettuare la prestazione
lavorativa sarà valido ai fini dell'anzianità aziendale maturata
presso le Aziende del Gruppo Alitalia in Amministrazione Straordinaria
al momento della cessazione del rapporto di lavoro...."
Quindi era vero che la CAI non voleva riassumere i dipendenti in
gravidanza o puerperio o quelli temporaneamente non idonei al
servizio!!
E già questo mi sembra molto ma molto grave.
Ma andiamo avanti, altra "precisazione":
"....Le parti ribadiscono, ove necessario, l'impegno a garantire (al
personale) che CAI assumerà da Società del Gruppo Alitalia in
Amministrazione Straordinaria, un trattamento mensile complessivo non
inferiore al 93% di quello precedentemente spettante nei termini e
secondo le modalità convenute nell'accordo sul trattamento applicabile
al personale già dipendente di Società del Gruppo Alitalia in
Amministrazione Straordinaria..."
Il che vuol dire che perfino sul trattamento economico (ridotto) c'era
qualcosa che non andava in quanto proposto da CAI.
Altra "precisazione":
"...Con riferimento alle istanze sociali di cui si sono fatte
portatrici le OOSS relativamente alle regole di impiego, le Parti
convengono che ove nel trimestre di riferimento il (personale) superi
le 195 oree di volo è riconosciuto un giorno di riposo aggiuntivo che
l'azienda dovrà assegnare preferibilmente nel primo trimestre
successivo a quello di maturazione o, comunque, entro il secondo
trimestre successivo. In alternativa alla assegnazione tale riposo
aggiuntivo potrà essere dall'Azienda retribuito..."
Anche in questo caso evidentemente la CAI aveva provato ad
approfittare della "confusione" per far passare trattamenti
peggiorativi rispetto al contratto AirOne.
Seguono poi diverse altre "precisazioni" di cui non sono in grado di
valutare la portata. In ogni caso stiamo parlando dei lavoratori ex
Alitalia, con *esclusione* della categoria piloti.
Tutta 'sta roba, che può sembrare completamente OT, non lo è se
valutata in ottica futuro/futuribile contratto bancari, proprio perché
è opinione ancora abbastanza diffusa che il ccnl bancari sia tra "i
migliori" in circolazione.
Provo a fare un po' di fantaeconomia.
Ipotizziamo che la crisi del settore si aggravi (mai sia!), che ciò
crei tra l'altro la necessità di nuove fusioni per irrobustire il
settore e diminuire i costi.
Bene, quale potrebbe essere il "faro" di riferimento dei banchieri in
affanno, relativamente ai rapporti di lavoro?
Come potrebbero difendersi i sindacati confederali che in precedenza
hanno accettato condizioni capestro nel caso Alitalia?
Se la banca X decidesse di acquisire la banca Y che è sull'orlo del
fallimento?
Non potrebbe anch'essa invocare, per l'occasione, un criterio di
*discontinuità*?
In soldoni: "coi lavoratori della banca Y ci faccio quel che mi pare,
li assumo, non li assumo, gli riduco la retribuzione, li trasferisco
quando e dove voglio, li prendo part time se mi va, chi è in maternità
se ne resta a casa... per sempre, e così via".
Cosa potrebbero controbattere i confederali?
E l'opinione pubblica (anch'essa in difficoltà economiche) con chi
verrebbe indotta (dai media) a schierarsi dopo i primi scioperi?
Bah, sarà che dalle mie parti da qualche tempo non fa che piovere....
vedo neri nuvoloni addensarsi sulle teste dei bancari ai quali
comunque auguro di cuore di non venirsi a trovare in situazioni del
genere. Anche perché non li vedo altrettanto "tosti" quanto il
personale ex Alitalia.
On 3 Dic, 23:09, "Fred(R)" <mail_valida_nel_reply...@nospam.invalidwrote:
> Tutta 'sta roba, che può sembrare completamente OT, non lo è se
> valutata in ottica futuro/futuribile contratto bancari, proprio perché
> è opinione ancora abbastanza diffusa che il ccnl bancari sia tra "i
> migliori" in circolazione.
Opinione priva di ogni fondamento. Da me i ragazzi che vengono assunti
con contratto di apprendistato stanno un paio di mesi e poi se ne
vanno.
> Provo a fare un po' di fantaeconomia.
> Ipotizziamo che la crisi del settore si aggravi (mai sia!), che ciò
> crei tra l'altro la necessità di nuove fusioni per irrobustire il
> settore e diminuire i costi.
> Bene, quale potrebbe essere il "faro" di riferimento dei banchieri in
> affanno, relativamente ai rapporti di lavoro?
> Come potrebbero difendersi i sindacati confederali che in precedenza
> hanno accettato condizioni capestro nel caso Alitalia?
> Se la banca X decidesse di acquisire la banca Y che è sull'orlo del
> fallimento?
> Non potrebbe anch'essa invocare, per l'occasione, un criterio di
> *discontinuità*?
> In soldoni: "coi lavoratori della banca Y ci faccio quel che mi pare,
> li assumo, non li assumo, gli riduco la retribuzione, li trasferisco
> quando e dove voglio, li prendo part time se mi va, chi è in maternità
> se ne resta a casa... per sempre, e così via".
Diciamo che, ad eccezione della maternità, già funziona così in banca
(almeno nella mia) da diversi anni.
> Cosa potrebbero controbattere i confederali?
> E l'opinione pubblica (anch'essa in difficoltà economiche) con chi
> verrebbe indotta (dai media) a schierarsi dopo i primi scioperi?
Sicuramente contro i bancari, ma l'opinione pubblica, come sempre, non
capisce e non conta nulla. Però se dovessimo arrivare alla situazione
che descrivi l'opinione pubblica sarà impegnata a cercare qualcosa da
mangiare piuttosto che pensare ai bancari.
> Bah, sarà che dalle mie parti da qualche tempo non fa che piovere....
> vedo neri nuvoloni addensarsi sulle teste dei bancari
Va bene che siamo come Ugo Fantozzi ma sfortunatamente non piove solo
sulle nostre teste. Le nuvole non fanno discriminazioni ed i nuvoloni
sono sulla testa di tutti per cui non ci bagneremo solo noi. Anzi ti
diro che la nostra categoria un piccolo ombrello lo ha, ma la maggior
parte dei lavoratori, dei commercianti e degli imprenditori sotto quei
nuvoloni ci stanno in costume da bagno.
> ai quali
> comunque auguro di cuore di non venirsi a trovare in situazioni del
> genere. Anche perché non li vedo altrettanto "tosti" quanto il
> personale ex Alitalia.
Nella tua analisi hai dimenticato di dire che l'Alitalia nella sua
storia non ha mai prodotto un utile degno di questo nome mentre il
sistema bancario nei soli ultimi 7/8 ha versato miliardi di tasse al
governo italiano proprio per le differenze che ci sono tra i
lavoratori bancari e la casta dei dipendenti dell'Alitalia.
PS se a CAI i soldi non li da il sistema bancario i dipendenti ex-
Alitalia diventeranno a breve tutti disoccupati.
> Ipotizziamo che la crisi del settore si aggravi (mai sia!), che ciò crei tra
> l'altro la necessità di nuove fusioni per irrobustire il settore e diminuire
> i costi.
Comincia a girare voce che "grande non è bello". Ovvero si stanno rendendo
conto che giunti ad una massa critica i costi di gestione non sono più
ulteriormente diminuibili, ma che anzi tendono a rialzarsi.
Fra l'altro, in questo contesto economico, piccolo e snello è
assolutamente la parola d'ordine.
> Bene, quale potrebbe essere il "faro" di riferimento dei banchieri in
> affanno, relativamente ai rapporti di lavoro?
Mandare a casa la gente a prescindere dai danni di tale pratica e poi
dismettere il nuov ramo d'azienda così snellito. Fra l'altro in una banca,
parte di un grande gruppo bancario internazionale, in una giornata hanno
dichiarato 40 lavoratori parte di un ramo d'azienda e li hanno appunto
ceduti. Qualcuno, non i confederali, sta avendo il coraggio di portarli in
tribunale.
> Come potrebbero difendersi i sindacati confederali che in precedenza hanno
> accettato condizioni capestro nel caso Alitalia?
Non ci riescono, punto. Ed è una pena cercare di lavorare con loro.
Bravissime persone, mi stanno di un simpatico che non immagini, ma hanno
le mani legate. Oddio, magari è un bene, dato che io sarei già partito in
quarta, però questo immobilismo è cosa difficile da gestire. La Falcri è
uscita dal tavolo unitario. Ho ricevuto in settimana dal nazionale un
documento che invita i lavoratori a NON aderire allo sciopero del 12
dicembre, e parla di "preoccupante scricchiolio nella tenuta unitaria del
movimento sindacale" e sai benissimo cosa voglia dire una frase del genere
spedita dalla Segreteria Nazionale a TUTTI gli iscritti in Italia.
> E l'opinione pubblica (anch'essa in difficoltà economiche) con chi verrebbe
> indotta (dai media) a schierarsi dopo i primi scioperi?
E di chi sono i media? No, non sono di Berlusconi, ma sono di banche e
personaggi controllati dalle banche tramite fidi, linee di credito e
quant'altro. Ed è questo il problema: a furia di prendere soldi in
prestito, si è ora controllati da chi i soldi li ha prestati, senza che
questo si assumesse i rischi di essere imprenditore.
"Ivan Pintori" <ivan@pintori.it> ha scritto nel messaggio
news:alpine.LFD.2.00.0812041029170.30775@hoshimaru .local...
> On Wed, 3 Dec 2008, Fred(R) wrote:
> E di chi sono i media? No, non sono di Berlusconi, ma sono di banche e
> personaggi controllati dalle banche tramite fidi, linee di credito e
> quant'altro. Ed è questo il problema: a furia di prendere soldi in
> prestito, si è ora controllati da chi i soldi li ha prestati, senza che
> questo si assumesse i rischi di essere imprenditore.
Il concetto è un po' diverso.L'imprenditore che non mette i soldi
nell'azienda ma li prende a prestito è colui che non si assume i rischi.
> Il concetto ? un po' diverso.L'imprenditore che non mette i soldi
> nell'azienda ma li prende a prestito ? colui che non si assume i rischi.
Nono, non funge così. Le banche che prestano vogliono un collaterale.
L'imprenditore ci rimette tutto e anche di più. Le banche invece ci
guadagnano, e mal che vada vengono salvate dallo Stato.
La storiella del "poteri forti" non è mai andata fuori moda.
"Ivan Pintori" <ivan@pintori.it> ha scritto nel messaggio
news:alpine.LFD.2.00.0812042159200.6737@hoshimaru. local...
> On Thu, 4 Dec 2008, sigarne wrote:
>> Il concetto ? un po' diverso.L'imprenditore che non mette i soldi
>> nell'azienda ma li prende a prestito ? colui che non si assume i rischi.
> Nono, non funge così. Le banche che prestano vogliono un collaterale.
Ce la vedo una banca a chiedere un "collaterale" a Berlusconi o a "La
Repubblica", al "Corriere della Sera" o a "Il Messaggero"...
> L'imprenditore ci rimette tutto e anche di più.
Il problema è che l'imprenditore non ci mette nulla.
> Le banche invece ci guadagnano, e mal che vada vengono salvate dallo
> Stato.
Un caso di banca salvata dallo stato?
> Cosa potrebbero controbattere i confederali?
> E l'opinione pubblica (anch'essa in difficoltà economiche) con chi
> verrebbe indotta (dai media) a schierarsi dopo i primi scioperi?
Guarda, il problema in Italia è principalmente uno: che, come diceva
Montanelli, gli italiani vogliono fare la rivoluzione, ma d'accordo con
i carabinieri. I nostri sindacalisti sono fra i più moderati del mondo,
e in linea di massima accettano qualsiasi cosa venga fatta trangugiare
dalla controparte, anche perchè spesso per i sindacalisti c'è la
contropartita di qualche altro favore, dai permessi sindacali ai
distacchi alle promozioni sul campo fino a, in casi estremi, posti in
consiglio di amministrazione o cooptazione nella dirigenza.
Anche gli scioperi in Italia sembrano frequenti ma durano sempre o 8
oppure 24 ore, per cui in realtà sono un fastidio e non un danno. Se vai
in Francia o anche negli stessi USA vedi scioperi che durano uno, due o
tre mesi (in questo istante sto pensando, chissà perchè, allo sciopero
degli sceneggiatori di Hoolywood, durato mesi e che ha costretto le
maggiori catene televisive ad interrompere i "serial"). Quando il
confronto è così duro non sempre porta risultati, in compenso non è una
presa in giro come in Italia.
"Luca Logi" <llogi@dada.it> ha scritto nel messaggio
news:1irkpjm.iysadt14w96p3N%llogi@dada.it...
> Guarda, il problema in Italia è principalmente uno: che, come diceva
> Montanelli, gli italiani vogliono fare la rivoluzione, ma d'accordo con
> i carabinieri.
Penso che Montanelli fu un grande giornalista ed un discreto storico per
tutti coloro che la storia non l'avevano mai studiata seriamente.
Chi fece veramente rivoluzione, alla sua epoca, gli sparò nelle gambe come
sparava allegramente anche ai carabinieri.
Non ai tempi di Bava Beccaris ma solo 40 anni fa, il 2 dicembre 1968 ad
Avola, in Sicilia, la polizia sparava ad altezza d'uomo contro braccianti ed
operai che protestavano insieme alle proprie famiglie (donne e bambini).
Due morti e 48 feriti di cui 5 gravissimi. Sul posto furono raccolti 3 kg
di bossoli.
>I nostri sindacalisti sono fra i più moderati del mondo,
Concordo, quelli di oggi si.
C'è da dire che anche i lavoratori rispondono in modo molto diverso rispetto
a 30/40 anni fa.
Quindi sta bene a tutti così :-)
Razza di tirchi....
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ma che razza di presidente
mandelli: vogliono mandare a casa a tutti i costi sto brigante di sofri
lui continua a dire di trovarsi bene dov'è
ma allora che cazzo stanno facendo
e cosa gli diciamo alla moglie di Calabresi? ai figli ?...